FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETÀ DELL’ORO PUNTATA 10: Dogora – Il Mostro Della Grande Palude (1964)

Ritorniamo nel paese del Sol Levante con questo altro titolo, non so quanto ingiustamente dimenticato: Dogora – Il Mostro Della Grande Palude (1964). Il film, alquanto spiazzante, anche per l’epoca, ebbe successo, soprattutto per il suo mostro, davvero inquietante.
Questa è la locandina italiana, del tutto disconnessa dalla trama del film, tanto che vi compare, in tutto il suo “splendore”, il mostruoso Godzilla, che nel film non viene nemmeno citato.

La locandina italiana con Godzilla in primo piano
La locandina italiana

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Scuola Innovazione puntata 1: dove eravamo rimasti

Riprendiamo a scrivere di scuola e innovazione affrontando un tema poco gradito: la didattica capovolta.
Tema molto di moda, insieme a quello sulle competenze nei dibattiti, nei corsi di formazione online e in presenza e nei collegi, ma di fatto applicata spesso poco e male.
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Raspberry pi parte 10: backup o non backup

Salve e bentrovati a tutti.
In questa puntata affronteremo un tema complesso, il backup del sistema operativo del Raspberry Pi.
Non è argomento facile, soprattutto perché occorre lavorare un bel po’ con il terminale, Linux e il codice.  Ma converrete con me che il backup della scheda del raspi sia più che necessario.

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COMIXLOGIA puntata 3: Dall’India con furore (il ritorno)

Copertina del n° 1 di Devi (luglio 2006). Arte di Mukesh Singh
Copertina del n° 1 di Devi (luglio 2006). Arte di Mukesh Singh

Benvenuti a questa puntata “ritardataria” di COMIXLOGIA.
Purtroppo, i tempi di lettura (nel senso di “disponibili” per la lettura) si contraggono sempre più.
Oggi parliamo di un comic book (quindi in lingua inglese) che riporta in auge una linea editoriale ritenuta (evidentemente a torto) ormai morta e sepolta, la Virgin Comics: Devi.

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FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETÀ DELL’ORO PUNTATA 9: Trog (1970)

Questa settimana, il nostro viaggio a ritroso nel cinema di fantascienza d’antan ci porta nel fatidico 1970, con il famigerato (chissà poi perché) film di nome Trog.

Locandina dell'edizione in dvd
Locandina dell’edizione in dvd

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Raspberry pi parte 9: quando lo spazio non è sufficiente…

Bentrovati.
Questa volta, per ragioni tecniche, la rubrica è un po’ in ritardo. Comunque, lo slittamento dovrebbe valere solo per questa settimana.
Nelle puntate precedenti abbiamo montato un raspberry, installato il sistema operativo Raspbian, avviato sistemi di controllo remoto, sia via tastiera che con interfaccia grafica. Ma cosa si può fare, ora?
Tante cose.
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FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETÀ DELL’ORO PUNTATA 8: Gorath (1962)

Ok, questa settimana siamo a cavallo. Non uno, ma due nemici mostruosi contro i malcapitati eroi in questo film nipponico del 1962, Gorath.

Locandina originale del film
Locandina dell’edizione statunitense del film

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COMIXLOGIA puntata 2: Martin Mystere uno e trino (?)

Copertina del primo numero
Copertina del primo numero, ora in edicola
Martin Mystere, a colori, rivisitato e con un look e un concept adatto agli anni ’10?
Martin Mystere – le nuove avventure a colori è una miniserie di 12 numeri, a colori, che ha preso avvio dal mese di novembre. Già dalla grafica si comprende quale sia il concept della miniserie. La copertina occhieggia alla prima copertina del Mystere originale, con Mystere frontale che punta qualcosa (nell’originale il murchadna, qui sostituito dall’elmo di Scipio), da cui promanano raggi concentrici, mentre un nemico (un Uomo in nero nell’originale, qui uno dei cavalieri del XSPOILERX) lo affronta.
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Raspberry pi parte 8: prove tecniche di comunicazione con Samba

Bentrovati e scusateci per il ritardo con cui lanciamo questa puntata dedicata al raspberry pi.
Nelle puntate precdeneti, abbiamo montato il raspberry, installato il sistema operativo Raspbian, collegato in remoto il raspberry tramite tunnel ssh e vnc. Oggi vedremo come rendere più agevole l’integrazione del raspberry all’interno della rete che, bene o male, ormai si è creata fra il pc (Windows, Mac o Linux che sia) e il raspi stesso.
Può essere infatti molto utile scambiare file da e con il raspi (ad esempio, materiale scaricato, o da vedere sulla TV connessa al raspi). In questo caso il protocollo samba (SMB, in realtà) è fondamentale e vedremo come attivarlo da Mac Continua la lettura di Raspberry pi parte 8: prove tecniche di comunicazione con Samba

FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETÀ DELL’ORO PUNTATA 7: Il Cervello Che Non Voleva Morire (1962)

Ben ritrovati su questo canale.
Il film di questa puntata è un po’ diverso dal solito. Infatti, non vi sono veri e propri mostri ma troviamo come villain dei “mutanti” creati in laboratorio e, per una volta tanto, i mostri non sono cattivi (o per lo meno non son i più cattivi del film).
Il film in questione è Il cervello che non voleva morire (in originale The Brain That Wouldn’t Die), un film di fantascienza mescolata ad horror del lontano 1962.

Locandina in inglese del film
Locandina in inglese del film

La sched(in)a

Titolo originale The Brain That Wouldn’t Die
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1962
Durata 82 min (70 min. versione ridotta)
Colore B/N
Audio sonoro
Genere fantascienza, orrore
Regia Joseph Green
Soggetto Rex Carlton, Joseph Green
Sceneggiatura Joseph Green
Produttore Rex Carlton, Mort Landberg
Casa di produzione Sterling Productions
Fotografia Stephen Hajnal
Montaggio Leonard Anderson, Marc Anderson
Effetti speciali Byron Baer
Musiche Abe Baker, Tony Restaino
Trucco George Fiala

Cast:
Jason Evers (come Herb Evers): dottor Bill Cortner
Virginia Leith: Jan Compton
Leslie Daniels: Kurt
Adele Lamont: Doris Powell
Bonnie Sharie: stripper bionda
Paula Maurice: stripper bruna
Marilyn Hanold (come Marlyn Hanold): Peggy Howard
Bruce Brighton: padre di Bill Cortner
Arny Freeman: fotografo
Fred Martin: assistente medico
Lola Mason: Donna Williams
Doris Brent: bambinaia
Bruce Kerr: uomo del concorso di bellezza
Audrey Devereal (come Audrey Devereau): Jeannie Reynolds
Eddie Carmel: mostro
Sammy Petrillo (non accreditato): Art

La locandina  italiana
La locandina italiana

Un po’ di storia

New York. Il dottor Bill Cortner è un chirurgo di successo che ha appena salvato un paziente dichiarato morto al pronto soccorso, un paziente di suo padre, con un metodo chirurgico non ortodosso. Dopo che il giovane dottore e la sua bella fidanzata Jan Compton sono rimasti coinvolti in un terribile incidente d’auto che decapita Jan, Cortner raccoglie la testa mozzata della ragazza e si precipita al suo laboratorio nel seminterrato di casa, dove la fa rivivere e riesce a mantenerla in vita in una vaschetta riempita di liquido, attaccata a un sistema di cavi elettrici, teche protettive e fluidi chimici.
Cortner ora è deciso a commettere un omicidio pur di ottenere un nuovo bel corpo da attaccare alla testa della sua fidanzata. Mentre è a caccia di un campione adeguato quella notte in un bar burlesque e per la strada il giorno dopo, Jan nel laboratorio inizia a covare un piano omicida. Piena di odio per Cortner perché non l’ha lasciata morire, comunica telepaticamente con un orribile mutante prigioniero in una cella del laboratorio, dicendogli di uccidere lo scienziato.
Il mostro mutante inizia ferendo mortalmente Kurt, l’assistente del medico: l’uomo, dopo avere dato il pasto al mostro e fatta una pulizia generale di tutto il laboratorio, sta inconsapevolmente davanti alla finestrella nella porta della cella del mostro, porta che ha lasciato sbloccata, da dove il mostro protende il braccio gigante e strappa il braccio dell’assistente.
Nel frattempo Cortner conduce la modella Doris Powell alla sua residenza con la scusa di studiare il suo volto sfregiato promettendole un’operazione di chirurgia plastica e droga la sua bevanda in modo che perda coscienza, quindi la conduce fino al laboratorio. Quando Jan protesta dopo che Cortner le ha spiegato il suo piano di trapiantare la testa su questo nuovo corpo, lui sommariamente le chiude la bocca col nastro.
Il dottor Cortner poi si ferma di fronte alla porta della cella del mostro, con la finestrella di nuovo lasciata aperta. Il mostro afferra lo scienziato attraverso la porta e, chiudendolo in una morsa strappa la porta dai cardini. Il mostro, un gigante di due metri con una testa orribilmente deforme, presumibilmente risultato di vari trapianti falliti o altri scellerati interventi chirurgici dello scienziato, morde al collo Cortner dilaniandolo. Nella lotta fra i due, il laboratorio dello scienziato viene dato alle fiamme; Cortner giace morto sul pavimento e il mostro porta via l’inconscia Doris al sicuro. Come il laboratorio va in fiamme, si sente Jan dire “Ti avevo detto di lasciarmi morire” e un’ultima risata maniacale.

Analisi

I temi classici del Frankenstein versione cinematografica ci sono tutti: il mad doctor, il mostro deforme creato in laboratorio (qui sdoppiato in una testa senza corpo e in gigante dal viso deforme), la bella salvata dal mostro in extremis.
L’attenzione sui “mostri” è evidente soprattutto nell’approfondimento psicologico della figura della donna ridotta a cervello vivente, che implora fin dall’inizio, nel buio della sala, assoluto e disturbante, “help me” aiuta(te)mi.
Il film presenta debiti, anche pesanti, oltre che, ovviamente, con il Frankenstein di Whale, anche con The lady and the monster (1944) di George Sherman, in cui è però Donovan, ricco uomo d’affari eccentrico ed autoritario, a morire in un incidente aereo. Come nel film epigono, il suo cervello continua a vivere grazie agli esperimenti del dottor Muller, ma acquista poteri eccezionali e si vendica.
Non mancano i momenti di ironia, non voluta, soprattutto in alcune scene, come quello della modella col bikini leopardato. la testa nella vaschetta anticipa singolarmente quella del film Re-Animator.

La testa del titolo
La testa in questione

Curiosità

Il film fu girato come produzione indipendente nel 1959 con il titolo The Head That Wouldn’t Die. Alcune stampe della pellicola riportano sia The Brain That Wouldn’t Die come titolo di apertura che, come il titolo di chiusura, The Head That Wouldn’t Die.

Multimedia

Il film in versione originale

Il film in versione ridotta (71 minuti) sempre in lingua originale

il film in lingua italiana

Voto

4 su 6 (decisamente interessante, anche se non sempre convincente)

Link esterni

La pagina relativa di Wikipedia
La scheda su Fantafilm

Blog ufficiale del CSB