Comixologia puntata 11: Barbarella 1 (2017)

benvenuti ai nostri (non) pochi lettori. In questa puntata, ritorniamo negli USA per un’uscita veramente interessante, che è anche il ritorno di un’icona del fumetto (francese, però): Barbarella.

La copertina di Rocafort
La copertina di Rocafort

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Raspberry Pi stagione 2 puntata 2.5: Raspberry PirateBox parte 2 e mezzo ovvero alcuni saggi consigli (dimenticati)…

FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 54: Seddok, l’erede di Satana (1960)

Benvenuti in una nuova puntata della nostra storica rubrica sulla SF dei tempi d’oro.In questa puntata presenterò un film italiano poco conosciuto ma seminale per la SF, non solo del Belpaese: Seddok, l’erede di Satana (1960)..

La locandina del film

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FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 53: Countdown dimensione zero (1980)

Ed eccoci di nuovo qui, di nuovo di domenica dopo la parentesi della settimana scorsa, con un film che coniuga guerra e fantascienza, viaggi del tempo e II Guerra mondiale: Countdown dimensione zero (1980).

La locandina del film
La locandina del film

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Comixologia puntata 10: ESP Files 1

E rieccoci qui, questa volta con una lettura italiana, l’ultima uscita dell’inossidabile Bonelli: ESP Files.

La copertina
La copertina

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FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 52:

Seconda puntata (un po’ in ritardo, lo ammetto) della seconda stagione e film di SF antica “storico”: l’esordio di uno dei mostri giganti giapponesi più amati: DAIKAIJU GAMERA (1965).

La locandina del film
La locandina del film

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Breve storia degli alieni parte sesta: L’affare Chiles

Un episodio che mise a dura prova l’iniziale scetticismo di Hynek, convinto che fosse possibile trovare una spiegazione naturale per ogni avvistamento UFO, si verificò il 23 luglio 1948. Per la prima volta due testimoni competenti ed imparziali erano riusciti ad osservare molto da vicino un UFO. Protagonisti, il comandante C.S. Chiles ed il suo secondo, J.B. Whitted. I due stavano pilotando un DC-3 da trasporto della Eastern Airlines in volo da Houston a Boston. Alle 2.45 del mattino i nostri stavano volando a quota 1.600 metri, sopra Montgomery in Alabama quando Chiles vide, improvvisamente, un oggetto rosso cupo che si avvicinava rapidamente da destra. Chiles disse a Whitted che poteva trattarsi di un nuovo jet militare. Entrambi i piloti vedevano l’oggetto dirigersi verso di loro, ma non se ne preoccupavano. Tutte le luci di posizione erano accese ed essi dovevano essere molto vistosi; la notte era limpida e la luna splendeva in cielo molto chiara, si dissero i due. Che non temevano certo uno scontro nel cielo. Pure, in barba alle norme della più elementare prudenza, l’oggetto continuava a puntare minacciosamente verso i due, che ad ogni momento, lo vedevano diventare sempre più grande. Chiles e Whitted cominciarono a sudare freddo. Il fuso era ormai
loro addosso. Con la forza della disperazione cercarono di far inclinare sulla sinistra l’ingombrante DC-3. In quel momento l’oggetto cambiò rotta, sfrecciando a soli 30 metri dall’ala destra. Stava filando a più di 1000 km! Mentre i due piloti, pallidi in volto e madidi di sudore, osservavano con gli occhi sgranati quell’ordigno che si allontanava, l’UFO sprigionò una fiammata arancione nella fusoliera e scomparve tra le nubi. In seguito, i due piloti dissero di aver notato una fila di oblò lungo la fusoliera, che brillavano come lampi al magnesio. Il professor Hynek spiegò l’incidente con il passaggio di una meteora, mentre un altro consulente del Project Sign, astronomo, scrollò le spalle ed attribuì il tutto alla fantasia troppo accesa dei due piloti. Tuttavia l’incidente ebbe una profonda influenza sul Sign, tanto che numerosi ricercatori stesero un rapporto informale sulla situazione, sostenendo che almeno una parte degli UFO potevano essere extraterrestri. Rapporto segreto consegnato al generale Vandemberg, e da questi distrutto perchè non si venisse a sapere della realtà degli UFO.
In quel periodo, difatti, il Pentagono si era mosso per ridimensionare la questione, paventando per la sicurezza nazionale, diramando un documento senza firma in cui gli UFO venivano spiegati come «riflessi solari su nuvole a bassa quota» (caso Arnold), «piccole meteore che riflettono le onde luminose» (i foo-fighters), «formazioni di ghiaccio vaganti nell’atmosfera». I continui e ripetuti avvistamenti sia di UFO che di umanoidi in tutto il mondo avrebbero però messo a dura prova la credibilità di queste spiegazioni razionali.

Raspberry Pi stagione 2 puntata 4: Moodle (on the) Box

Il logo di Moodlebox
Il logo di Moodlebox
Ben ritrovati in questa quarta puntata della seconda stagione del nostro viaggio nel mondo della single board più diffusa al mondo.
Oggi ci occuperemo di una versione particolare della piratebox, una distribuzione che prova a coniugare strumenti di didattica digitale con le possibilità create dalla nostra piccola scheda: Moodlebox.

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FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 51: Guerra dei satelliti (1958)

Ed eccoci alla prima puntata del nuovo ciclo di Futuropassato. Ritorniamo alla SF di serie B con questo film realizzato da Roger Norman, regista specialista low budget, che ruota attorno al pericolo che gli alieni vedono nell’avventura umana nello spazio: Guerra dei satelliti (1958).

“La
La locandina originale del film

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Arduino per tutti parte quarta: si inizia a programmare (finalmente!)

Benritrovati nella rubrica Arduino per tutti che ritorna dopo una parentesi sul Raspberry. D’ora in poi, le due rubriche si alterneranno in modo abbastanza prevedibile al ritmo di un post a settimana (si spera…).
Finalmente, dopo la presentazione della scheda, l’installazione e la configurazione dell’IDE di Arduino, possiamo iniziare a programmare la nostra scheda di prototipazione.
Come inizia qualsiasi libri di programmazione che si rispetti? Ma con l’esempio base: l’”hello world” che tutti abbiamo imparato a conoscere (e temere).
In questo, Arduino e le schede consimili sono differenti, perché, ovviamente, non esiste “hello world”, nel senso che non è compito di una scheda di prototipazione produrre testi su un video. E allora?
L’equivalente nel mondo Arduino del programma hello world è Blink, ovvero l’accensione e lo spegnimento controllati del led della scheda stessa.

Prima di iniziare, diamo un’occhiata alla schermata dell’IDE che abbiamo già visto nella puntata precedente. Appena avviato, l’IDE apre in automatico un nuovo sketch. Appena aperto, lo sketch contiene sostanzialmente pochi elementi.

void setup() {
// put your setup code here, to run once:

}

void loop() {
// put your main code here, to run repeatedly:

}

Analizziamoli con calma.
Innanzitutto la dichiarazione “void” seguita da un identificativo (ad esempio setup()), è il nome con cui il linguaggio di programmazione “chiama” le variabili, cioè quegli elementi cui è possibile dare un valore di tipo statico (dato una volta e per sempre) o dinamico (il valore può essere assegnato durante l’esecuzione del codice). Qui ne troviamo due:
setup e loop.
La prima individua le operazioni che devono essere compiute una volta all’avvio del programma, l’altra quelle che devono essere compiute più volte in corso d’opera e più volte.
Il testo inserito dopo // invece è il commento del programmatore. Come si può vedere, ogni variabile ha un suo contenuto che deve essere appunto “contenuto” all’interno di due parentesi graffe {}.
Tutto qui. Come si vede, ci vuole poco.
E ora al nostro blink.
Molte schede Arduino contengono già preinstallato nel bootloader il blink. Tuttavia, sia nel caso non ci sia, sia nel cado ci sia, è bene osservare come sia possibile modificare la temporizzazione della scheda di prototipazione.
Innanzitutto, facciamo in modo che, all’avvio, la scheda si resetti e consenta di attivare il led (LED_BUILTIN, cioè il led preinstallato) e modificarne il comportamento (chiamando il comando OUTPUT). Inseriamo quindi nella void setup() il seguente codice:
void setup() {
// initialize digital pin LED_BUILTIN as an output.
pinMode(LED_BUILTIN, OUTPUT);
}

Ora, inizializzato il led, occorre stabilire la variabile loop().
Attiviamo il temporizzazione digitale passandogli, fra parentesi tonda, l’indicatore a cui collegare la temporizzazione e il comando da eseguire, avendo cura di chiudere la parentesi tonda e l’intera stringa con il punto e virgola (;). Ecco il codice relativo:
digitalWrite(LED_BUILTIN, HIGH);
HIGH si riferisce al voltaggio, indica che la corrente viene trasmessa al led che si accende. Similmente, per spegnere il led basterà sostituire, nell’istruzione più sopra, HIGH con LOW e il led, come per magia, si spegnerà. Ora, però, a noi serve fare in modo che il led lampeggi (to blink in inglese) non che si accenda e si spenga immediatamente.
Occorre quindi inserire la stringa che controlla la temporizzazione. Il comando per temporizzare un’azione del componente è delay(). Nella parentesi inseriamo il ritardo dell’operazione, in millisecondi (cioè, se vogliamo ritardare l’operazione di 1 secondo, occorre inserire nella parentesi 1000 e così via).
Dunque il nostro codice per il lampeggiare del led è:
void loop() {
digitalWrite(LED_BUILTIN, HIGH);
delay(1000);
digitalWrite(LED_BUILTIN, LOW);
delay(1000);
}

Ora il nostro sketch è pronto per l’uso, dobbiamo caricarlo sulla scheda perché si attivi all’avvio.
Fra le scelte rapide, premiamo il primo pulsante e verifichiamo che il nostro sketch funzioni (non si sa mai).
Ora bisogna inviare lo sketch sulla Arduino. Premiamo il pulsante “Carica” (il secondo da sinistra) e l’IDE procederà ad installare lo sketch sulla scheda. Ecco fatto, abbiamo finito.
Alla prossima…

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