Futuropassato – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO 70: I figli dello spazio (1958)

Ben ritrovati fra le stelle degli anni che furono. In questa puntata, torniamo negli States, negli anni ’50 per un film minore ma anche molto innovativo: I figli dello spazio (1958).

La locandina del film
La locandina del film

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Comixologia Amarcord puntata 2: Kronos, l’uomo della seconda Preistoria

Bentrovati su queste pagine di nuvolette nostalgiche nostrane. In questa puntata vi presenteremo una serie di fantascienza post.apocalittica apparsa a puntate sul settimanale “L’intrepido” nei primi anni ’70: Kronos, l’uomo della seconda Preistoria.
La copertina dell’edizione in volume
La copertina dell’edizione in volume

Trama

Kronos è un ragazzo abituato a vivere in una Terra divenuta poco ospitale a causa di una guerra atomica che ha distrutto la civiltà umana. I sopravvissuti, retrocessi a uomini primitivi, devono riprendere a combattere con le fiere e le forze della natura. In questo clima ostile, Kronos si muove da solo, alla ricerca del suo passato. inquietante questa avventurosa e pericolosa ricerca troverà alcuni compagni, come la bella Medusa e il robot umanoide Pelledura.

La prima pagina della serie
La prima pagina della serie

Analisi

Il personaggio è stato ideato da Antonino Mancuso e proseguito da Raffaele D’Argenzio, sui disegni di Carlo Savi.
La serie ha un taglio post apocalittico e preistorico, sul genere di Yor il Cacciatore, di Ray Collins (al secolo Eugenio Zappietro) e Juan Zanotto.
Da notare, però, che il fumetto di Mancuso e Sai anticipa sia questa serie (nata nel 1974) sia quella molto più famosa di Kamandi (Jack Kirby, ottobre 1972).
Mostri, esseri preistorici, uomini primitivi si intrecciano con le presenze del passato che incombe, robot, uno dei quali, chiamato Pelledura, diviene alleato di Kronos, sottomarini, basi segrete e ibridi uomo-serpente.
l’atmosfera terribile e ostile viene ben descritta dai disegni e dalle didascalie, mentre la comprensione che si tratti di uno sguardo sul futuro non avviene attraverso didascalie, ma cogliendo i particolari delle vignette. Una in particolare, la seconda (quarta vignetta), vede un mammut schiaccia una pietra stradale che indica il percorso verso Rio De Janeiro. Poi la storia della distruzione dell’umanità avviene grazie a una capsula del tempo connettete la registrazione dell’ultimo appello degli uomini del XXI secolo, condannati a morte dalle conseguenze di una guerra atomica.
I dialoghi, invece, risentono molto del tempo in cui sono stati scritti. Numerosi e ampi, oltre che a volte ripetitivi. Il disegno invece stupisce per la semplicità della gestione della tavola che fa il paio con l’ottima gestione delle pose e dei gesti dei personaggi.

Kronos fra armi futuristiche e pericolosi cavernicoli
Kronos fra armi futuristiche e pericolosi cavernicoli

Edizioni

In Italia, la serie non è stata più ristampata da allora.

Scheda

Titolo Kosmos
Editore Intrepido
1ª app. 1972
Ultima app. 1973
Autori
Disegni di Carlo Savi
Testi di Antonino Mancuso e Raffaele D’Argenzio,

Sitografia

Qui potete trovare due episodi della serie scanditi dalle pagine originali.
Altro episodio della serie scandito

Futuropassato – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO 69: Base Luna chiama Terra 1964

Ben ritrovati.
Spostiamoci, per questa settimana, nella perfida Albione e nei lontani Sixties. Questa volta, infatti, parleremo di una trasposizione cinematografica di uno dei romanzi meno famosi di H. G. Wells, il padre della SF, dal titolo “First men in the moon”. Il film, in Italia, è conosciuto come Base luna chiama Terra (1964).

La locandina del film
La locandina del film

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Breve storia degli alieni parte nona: misteriosi crash di UFO negli USA 1 – Il caso Aztec

La storia dell’UFO Crash di Aztec raccontata da Frank Scully in una pubblicazione da edicola con la classica copertina a colori, ufo circolari sulla città e il panico dei cittadini.
Behind the flying saucers di Frank Scully
Questa volta si parla di un velivolo che avuto un contato molto ravvicinato con la terra, nel senso del suolo, però.
Il primo UFO crash landing più meno documentato pare sia avvenuto ad Aztec, nel Nuovo Messico, il 25 marzo 1948 (più o meno). ma anche in questo caso, la storia è complicata assai piuttosto anziché no.

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Decima biennale Arte Bonsai e Suiseki a Catanzaro

Sabato 26 e Domenica 27 Maggi, nei locali dell’ex Stac di piazza Matteotti, a Catanzaro, a cura del Bonsai Club “Perla dello Jonio”, si terrà, dalle ore 9:30 alle ore 19:30, la Decima biennale Arte Bonsai e Suiseki.

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Non ci sarà solo la mostra di bonsai ad allietare le due giornate.
Il Club Bonsai “Perla dello Jonio” ha infatti organizzato un ampio ventaglio di occasioni di incontro, con degustazioni di the, incontri con maestri nel varie discipline orientali e altro ancora.

Il programma dettagliato è il seguente:

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Partecipate in massa, mi raccomando.
Noi ci saremo, e voi?
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Futuropassato – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO 68: 2019 – Dopo la caduta di New York (1983)

Buona domenica a tutti i nostri amati lettori.
Nuova puntata della nostra rassegna di cinema di fantascienza dei tempi andati. Torniamo in Italia per un film del genere postapocalittico alla Mad Max: 2019 – Dopo la caduta di New York (1983).

La locandina del film
La locandina del film

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Breve storia degli UFO parte ottava: UFO-aggressioni?

Ben ritrovati su questo UFO-blog.
Non sempre gli incontri con gli UFO si sono limitati ad avvistamenti da lontano.
Il 1948, ad esempio, è stato un anno veramente “UFO-pericoloso”.
L’episodio era accaduto il 1º ottobre 1948 nei pressi di Fargo, nel Nord Dakota. Il tenente George G. Gorman, della guardia aerea nazionale del Nord Dakota, si stava avvicinando alla propria base, dopo un volo di ricognizione. Quando aveva chiesto istruzioni via radio, la torre di controllo gli aveva confermato che l’unico aereo in volo era un piccolo monomotore Piper Cub.
Mentre Gorman stava preparandosi ad atterrare, vide il proprio aereo illuminato da sotto. Improvvisamente una luce lo superò da destra. Stupito, il pilota pensò si trattasse della luce di coda di un altro velivolo e si mise immediatamente in contatto radio con la torre di controllo per protestare. Ma da terra gli venne ribadito che sul loro radar c’era solo il Piper Cub.
Incuriosito, Gorman decise di inseguire quella luce. Mentre invertiva la rotta per intercettare il velivolo misterioso, il pilota vide chiaramente la sagoma dell’oggetto volante stagliarsi sul fondale costituito dalle luci della città: la luce notata da Gorman non sembrava esser collegata ad un corpo solido. Il pilota lanciò allora l’aereo alla massima velocità e si avvicinò fino a quasi 1000 metri di distanza dall’UFO. L’oggetto luminoso, secondo la testimonianza del pilota, aveva un diametro di circa 15 centimetri e lampeggiava. Quando Gorman si avvicinò la luce smise di lampeggiare e l’aereo sbandò bruscamente a sinistra. Gorman si trovò all’improvviso in rotta di collisione con il piccolo ordigno. Gorman allora si gettò in picchiata e il disco volante mancò la calotta dell’aereo per pochi centimetri, poi l’UFO prese quota e scomparve.
Nel resoconto consegnato all’ATIC, Gorman dichiarò: «Ho avuto la netta impressione che il comportamento dell’UFO fosse determinato da un agente dotato di facoltà intellettive».
Lo stesso oggetto era stato visto da terra da quattro testimoni, che però non avevano notato l’aereo di Gorman. Probabilmente Gorman è stato, se non il primo, uno dei primi piloti ad essere stato attaccato da un UFO!
In questo caso, il pilota si salvò, ma lo stesso non accadde, purtroppo, come abbiamo visto, al pilota dell’USAF Thomas Mantell.