FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 111: Viaggio al centro del tempo (1967)

Buona domenica e ben ritornati sulle pagine di questa rubrica di cinema dei tempi che furono. Ritorniamo nella Golden Age dei film di fantascienza, i mitici anni ’60, per un piccolo gioiello dimenticato, ovvero Viaggio al centro del tempo (1967).

La locandina del film
La locandina del film

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COMIXOLOGIA PUNTATA 18: SAVAGE SWORD OF CONAN

Salve a tutti i nostri lettori. Torniamo in diretta oltreoceano per la seconda serie lanciata dalla Marvel per rinverdire i fasti del Conan fumettistico targato Buscema: Savage Sword of Conan.

Copertina di Savage Sword of Conan n. 1. Disegni di Alex Ross.
Copertina di Savage Sword of Conan n. 1. Disegni di Alex Ross.

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FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 110: ICARO X B1

Ben ritrovati.
Anche questa insolita domenica pre primaverile ci aspetta un film di fantascienza dei tempi andati. Un piccolo capolavoro del cinema ceco, che ci ricorda come la SF non sia solo effetti speciali fracassoni e scontri stellari, ma anche metafora e allegoria dei nostri tempi: Icaro XB 1 (1963).

La locandina del film
La locandina del film

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RASPBERRY PI STAGIONE 3 Puntata 6: Pi musicbox

ben ritrovati.
In questa puntata, ci consentiamo sulla filodiffusione ai tempi dell’IoT con una distribuzione per Raspberry adatta alla gestione di sistemi audio maremoto: Pi Musicbox.

il Logo del progetto
il Logo del progetto

Cos’è?

Pi MusicBox è una distro dedicata alla condivisione di steam audio.
Detto così, ai più non dice niente. In realtà, è uno strumento ideale per chi ama ascoltare la musica in streaming. Infatti, fra le altre caratteristiche, Musicbox permette di ascoltare dal Raspberry Pi allo stream di dati di Spotify, Google Music, Google Music, SoundCloud ecc… per ascoltare la propria musica preferita. Inoltre, consente di ascoltare le radio distribuite via internet e i propri file, nei formati audio più diffusi, sempre in streaming sia su pc che su mobile, nonché i podcasts da iTunes o da altre fonti.

Pi MusicBox non è altro che non un’immagine, cioè una distribuzione di Debian rivolta a far girare Modipy. Quest’ultimo è un “server musicale” che prende musica da una fonte locale come un HD od altro dispositivo di stoccaggio, oppure da Spotify, da altri servizi di streaming o dalle web radio e trasmetterle, grazie al supporto per il WiFi, su tutti i dispositivi connessi alla rete, anche con i dispositivi Apple che sfruttano AirPlay. Inoltre, è possibile accedere in remoto tramite un semplice browser, cosa che rende semplicissimo l’utilizzo quotidiano.

Cosa serve?

Molto poco, in realtà.
Ovviamente un Raspberry Pi (tutti i modelli, meglio la versione 3b o la w0 per via del wifi integrato);
una scheda Micro-SD, minimo 1 GB, ma, se si vuole inserire un numero elevato di file meglio più ampia;
altoparlanti, amplificatori o cuffie (analogici o USB);
Un device per connettersi all’applicazione, che sia un computer con un browser moderno, un tablet o uno smartphone non importa.
L’interfaccia web è stata testata con versioni recenti di Firefox, Chrome, Internet Explorer (a partire dalla versione 10). Funziona con il browser di iOS (iPad / iPhone) e con versioni moderne di Android (Chrome Mobile, Firefox Mobile). È anche possibile utilizzare un client MPD per connettersi.
Ovviamente, per collegarsi ai servizi di streaming a pagamento occorre il relativo account, ad esempio Spotify Premium , Google Music (All Access) o account SoundCloud.

Come si installa?

Come tutte le altre distro provate finora, occorre innanzitutto scaricare il file immagine dal sito, all’indirizzo https://github.com/pimusicbox/pimusicbox/releases/tag/v0.7.0RC7
Una volta completato lo scaricamento, occorre estrarre il file zip. L’immagine risultante deve essere trasferita sulla sd-card usando le procedure già illustrate, ad esempio usando Etcher, una utility multi-piattaforma, oppure WinSDimager per Windows o pi-bakery per Mac.
Una volta completato il caricamento sulla Micro-SD, occorre un ultimo passaggio.
Perché MusicBox possa inserirsi nella rete wifi, dato che il sistema è “headless”, ovvero senza interfaccia grafica, occorre impostare SSID e password della rete prima dell’avvio.
Per farlo, occorre innanzitutto recarsi nella cartella config e manipolare il file settings.ini.

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Quindi inserire alle voci SSID e password i valori della vostra rete domestica.

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Consiglio anche di impostare il nome del servizio (ma si può lasciare anche quello preimpostato, ovvero MusicBox). In ogni caso, occorre fare molta attenzione, perché il music server sarà disponibile via browser all’indirizzo locale composto dal nome che avete segnato nel file settings.ini seguito da .local (ad esempio, http://MusicBox.local).

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Poi basta inserire la microSD nel Raspberry e collegarlo all’alimentazione
Al primo avvio, il sistema ci mette un po’ a caricarsi, ma in pochi minuti avrete un server pronto per la vostra musica.

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L’ultima versione del manuale è inclusa nell’archivio download.
Questo comunque è il manuale in inglese:
https://github.com/pimusicbox/pimusicbox/releases/download/v0.7.0RC6/PiMusicBox.pdf

Altre guide in varie lingue (ma non in italiano) sul sito web del progetto, all’indirizzo http://www.pimusicbox.com/
Ed ecco, una volta installata e avviata la distro, cosa appare sul browser (Firefox, per la precisione)

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E per stavolta è proprio tutto, gente. Alla prossima…

COMIXOLOGIA FORGOTTEN HEROES OF COMICS PARTE 14: The Futurians

Ben ritrovati.
Nuova puntata degli eroi dimenticati della Silver Age.
Questa volta il nostro TARDIS personale ci riporta nei mitici anni ’80, con una serie che, probabilmente, avrebbe meritato miglior fortuna, ovvero: The Futurians di Dave Cockrum.

copertina dell’edizione in volume della Mini su Avatar

La storia

I Futurians sono una squadra di supereroi che appare in un graphic novel della Marvel Comics. Il team è stato creato da Dave Cockrum ed è apparso per la prima volta nel 1983 nel nono albo della serie Marvel Graphic Novels, quindi in una serie di tre numeri pubblicata da Lodestone Comics.
Una società del futuro estremamente avanzata chiamata Terminus tenta di alterare il passato inviando informazioni genetiche indietro nel tempo, per dare a certi esseri umani superpoteri (e una costrizione a usarli) per permettere loro di fermare l’invasione di una potenza rivale, la città di Gron, decisa a controllare il passato dopo aver distrutto il presente. I signori di Ghron, infatti, disposti a tutto pur di ottenere conquistare il pianeta,fanno deviare la traiettoria della Luna facendola precipitare sulla Terra; l’impatto provoca la distruzione di gran parte del pianeta e la morte del 95% dellla popolazione mondiale; si salva soltanto il popolo di Terminus grazie alla tecnologia avanzatissima che tiene al riparo la città-stato sotto un enorme cupola energetica. Non paghi di tanta distruzione, gli abitanti di Gorn attingendo energia dal sole, e mettendo a rischio l’intero sistema solare a causa del prematuro spegnimento della nostra stella, mandano nel passato elementi della loro razza per cercare di cambiare il corso degli eventi e riuscire facilmente a prendere il controllo del mondo.
Terminus reagisce inviando nel passato i loro geni che, una volta opportunamente risvegliati, creeranno un esercito d superesseri per combattere i Gorn.
Nel tardo XX secolo, un abitante del futuro conosciuto solo come “Vandervecken” o “The Dutchman” (entrambi nomi di The Flying Dutchman) ha scaricato la sua mente nel corpo di un hobo che, in seguito, diventa proprietario della società Future Dynamics; Vandervecken quindi inizia a radunare coloro che hanno ricevuto le modifiche genetiche per prepararli per le loro battaglie future.
Non tutti nel gruppo, però, prendono bene la costrizione a combattere e fra di loro c’è Avatar, su cui il controllo mentale di Vandervecken non fa presa.
I membri dei Futurians sono in tutto otto, ovvero:
– Andrew Pendragon alias Avatar;
– Harry Robbins alias Terrayne, lo scuotiterra;
– Mattew Blackfeather alias Werehawk;
– Walter Bonner alias Blackmane;
– Dana Morgan alias Mosquito;
– Tracy Winters alias Silkie;
– Johnatan Darknyt alias Silver Shadow;
– Sunswift, essere immortale che vive nel sole la cui energia attiva fra l’altro la macchina della trasformazione.

I personaggi sono apparsi per la prima volta in Marvel Graphic Novels n. 9. La storia è poi continuata in una serie limitata di tre numeri edita dalla Lodestone Comics.
La serie è stata quindi ristampata da Eternity Comics nel 1987.
Un numero # 0 (contenente materiale dal quarto numero mai proposto della serie Lodestone) è stato pubblicato nel 1995 dalla Aaldwolf Publishing di Cockrum, anche se solo in bianco e nero.

Alcuni dei Futurians

Analisi

La serie presenta i caratteri dei fumetti di supereroi classci, con appena qualche accenno alle ossessioni e agli eroi problematici tipixi degli anni ’80. Del resto, la serie viene lanciata nel 1983, anno poco prolifico e ancora distante dalla grande eslosione causata dal binomio Watchmen/Dark Knight Returns. Belli i colori, molto orientati su tonalità del marrone e del giallo, che danno risalto e luminosità alla scena (scelta, dunque, molto lontana dalle atmosfere cupe che caratterizzeranno il resto del decennio fumettistico). I disegni di Cockrum sono all’altezza, non dissimili dal segno che aveva caratterizzato la sua gestione della Legione dei Supereroi e degli X-Men (su testi di Chris Claremont) e molto lontano dalle ultime prove, caratterizzate da un tratto un po’ più grottesco.

La trasformazione di Werehawk

Curiosità

Una miniserie di quattro numeri scritta e disegnata da David Miller, con i colori di Joe Rubenstein, si è concentrata sul personaggio di Avatar e ha mostrato parte della sua storia quando è tornato a casa a Londra e ha combattuto contro Morgan Le Fay. È stata pubblicata nel 2010 dai David Miller Studios.

La scheda

The Futurians
casa editrice:
Marvel Comics / Lodestone Comics / Aardwolf Publishing
Prima pubblicazione: Marvel Graphic Novels #9 (Maggio 1984)
Testi e disegni di Dave Cockrum
Chine per la serie di Ricardo Villagran
Colori di Paty Cockrum

Copertina di Super Comics n. 1 (ottobre 1990). © Max Bunker Press

In Italia

In Italia il Graphic Novel è stato pubblicato in quattro puntate su Super Comics della Max Bunker Press dal n. 1 (ottobre 1990) al n. 3 (dicembre 1990).

Collegamenti esterni

http://www.internationalhero.co.uk/f/futurian.htm
http://comicbookdb.com/team.php?ID=933
https://en.m.wikipedia.org/wiki/Futurians_(comics)
https://www.comics.org/search.lasso/?sort=chrono&query=Futurians&type=character
http://www.slumberland.it/contenuto.php?id=5546

FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 109: Allarme Rosso (1985)

Ben ritrovati su questa rubrica di cinema di fantascienza dei tempi andati (noterete che non abbiamo scritto “bei”). Oggi facciamo un salto nei mitici ani ’80, con un film di SF da rat lab senza grandi pretese: Allarme rosso (1985).

La locandina del film
La locandina del film

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RASPBERRY PI STAGIONE 3 Puntata 5: DietPI 2 – Il ritorno

ben ritrovati.

Sul sito di DietPi esistono differenti distribuzioni, dato che questo sistema operativo può essere utilizzato su molte schede, non solo sulla Rpi.

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Scegliamo dunque la distro adatta al nostro raspberry e scarichiamola.

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L’installazione è un po’ più complessa di quanto siamo abituati, per cui è necessario dividerla in tre fasi.
La prima parte è semplice, in quanto non dissimile dall’installazione di Raspbian: bisogna installare sulla MicroSD l’immagine scaricata dal sito all’indirizzo https://dietpi.com/ con il nostro software preferito, ad esempio Etcher.

Una volta inserita la scheda nella Rpi, la si accende e si avvia il sistema.
Qui inizia la seconda fase, più complessa.
Al primo avvio, infatti, non compare una GUI, una schermata grafica, ma la linea di comando che richiede di inserire manualmente username e password dell’utente principale (root), che sono i seguenti:

username: root password: dietpi

Attenzione, come per tutte le installazioni di sistemi linux, occorre fare attenzione nell’inserimento della password perché la linea di comando, per questioni di sicurezza, non dà conferma né indica cosa si è scritto.

Inseriti i dati e premuto invio, si accede ad una schermata molto simile a quella che i nostalgici del vecchio 286 ricorderanno certamente, con le scritte in bianco e lo sfondo azzurro. Vengono richiesti alcuni settaggi, tra cui l’adesione al programma di informazione del gruppo dietro alla distribuzione, che monitora per lo più i dati relativi all’installazione e al software installato.

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Viene richiesto quindi un primo riavvio, al termine del quale ricomparira la linea di comando e occorrerà reinserire username e pasword.
Ed ecco finalmente l’ultima fase.
A differenza di raspbian e degli altri sistemi, DietPi consente di sciegliere cosa installare, in modo da avere nella distribuzione solo ciò che ci serve e ridurre notevolmente sia i GB, sia il consumo di CPU e memoria per software inutile a nostri progetti.

Dopo il reinserimento delle credenziali, infatti, si accede ad una schermata, sempre per nostalgici del vecchio DOS, in cui scegliere il software da installare all’avvio.

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L’elenco, come si può notare, è molto ampio e ci sonoo spesso più opzioni similari, a seconda delle nostre preferenze.

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Consiglio sempre di evitare di installare software inutile e di concentrare l’installazione sulla funzione che si vuole dare alla macchina.
Ad esempio, se si vuole costruire un sistema di streaming locale, è bene installare un web server leggero, un software di streaming audio e video, un softwares streaming di libri e fumetti e basta, mentre, se si vuole accedere ai propri files anche da fuori il nostro sistema domestico, attraverso internet, occcorre installare anche un software che ci consenta di avere un indirizzo statico, come NoIp e un filtro che blocchi gli attacchi DDOS. In ogni caso, è bene scegliere anche un desktop leggero (io ho optato per LXDE) e un software per collegamenti in VNC e SSH (se ci seguite da un po’, dovreste sapere a cosa ci si riferisce, altrimenti, consultate i nostri vecchi articoli su SSH e VNC).
Scegliamo accuratamente ciò che ci serve (ma non preoccupatevi, è sempre possibile aggiungere dopo) e riavviamo per l’ennesima volta (tranquilli, se abbiamo fatto tutto per bene, è l’ultima).

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Attenzione, per muoversi nell’elenco occorre usare le frecce, per scegliere il software la barra spaziatrice (premere ok riporta al menu principale). una volta fatto, basta premere due volte ok e il nostro raspi si riavvia da solo e installa il software richiesto.

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A seconda di quanto richiesto, l’installazione sarà più o meno veloce.

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Al termine, senza dover rimettere la password e uno username, partirà il desktop scelto.

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E anche per questa volta può bastare così. Provate anche voi ad installare la vostra DietPi.
Alla prossima.

COMIXOLOGIA PUNTATA 17: The Unexpected

Rimettendo un po’ d’ordine sulla scrivania, è ricomparso, insieme ad altro materiale di lavoro dimenticato, il primo numero di una nuova serie DC che mi ero ripromesso di leggere e recensire da tempo: The Unexpected.

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