RASPBERRY PI STAGIONE 3 Puntata 5: DietPI 2 – Il ritorno

ben ritrovati.

Sul sito di DietPi esistono differenti distribuzioni, dato che questo sistema operativo può essere utilizzato su molte schede, non solo sulla Rpi.

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Scegliamo dunque la distro adatta al nostro raspberry e scarichiamola.

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L’installazione è un po’ più complessa di quanto siamo abituati, per cui è necessario dividerla in tre fasi.
La prima parte è semplice, in quanto non dissimile dall’installazione di Raspbian: bisogna installare sulla MicroSD l’immagine scaricata dal sito all’indirizzo https://dietpi.com/ con il nostro software preferito, ad esempio Etcher.

Una volta inserita la scheda nella Rpi, la si accende e si avvia il sistema.
Qui inizia la seconda fase, più complessa.
Al primo avvio, infatti, non compare una GUI, una schermata grafica, ma la linea di comando che richiede di inserire manualmente username e password dell’utente principale (root), che sono i seguenti:

username: root password: dietpi

Attenzione, come per tutte le installazioni di sistemi linux, occorre fare attenzione nell’inserimento della password perché la linea di comando, per questioni di sicurezza, non dà conferma né indica cosa si è scritto.

Inseriti i dati e premuto invio, si accede ad una schermata molto simile a quella che i nostalgici del vecchio 286 ricorderanno certamente, con le scritte in bianco e lo sfondo azzurro. Vengono richiesti alcuni settaggi, tra cui l’adesione al programma di informazione del gruppo dietro alla distribuzione, che monitora per lo più i dati relativi all’installazione e al software installato.

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Viene richiesto quindi un primo riavvio, al termine del quale ricomparira la linea di comando e occorrerà reinserire username e pasword.
Ed ecco finalmente l’ultima fase.
A differenza di raspbian e degli altri sistemi, DietPi consente di sciegliere cosa installare, in modo da avere nella distribuzione solo ciò che ci serve e ridurre notevolmente sia i GB, sia il consumo di CPU e memoria per software inutile a nostri progetti.

Dopo il reinserimento delle credenziali, infatti, si accede ad una schermata, sempre per nostalgici del vecchio DOS, in cui scegliere il software da installare all’avvio.

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L’elenco, come si può notare, è molto ampio e ci sonoo spesso più opzioni similari, a seconda delle nostre preferenze.

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Consiglio sempre di evitare di installare software inutile e di concentrare l’installazione sulla funzione che si vuole dare alla macchina.
Ad esempio, se si vuole costruire un sistema di streaming locale, è bene installare un web server leggero, un software di streaming audio e video, un softwares streaming di libri e fumetti e basta, mentre, se si vuole accedere ai propri files anche da fuori il nostro sistema domestico, attraverso internet, occcorre installare anche un software che ci consenta di avere un indirizzo statico, come NoIp e un filtro che blocchi gli attacchi DDOS. In ogni caso, è bene scegliere anche un desktop leggero (io ho optato per LXDE) e un software per collegamenti in VNC e SSH (se ci seguite da un po’, dovreste sapere a cosa ci si riferisce, altrimenti, consultate i nostri vecchi articoli su SSH e VNC).
Scegliamo accuratamente ciò che ci serve (ma non preoccupatevi, è sempre possibile aggiungere dopo) e riavviamo per l’ennesima volta (tranquilli, se abbiamo fatto tutto per bene, è l’ultima).

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Attenzione, per muoversi nell’elenco occorre usare le frecce, per scegliere il software la barra spaziatrice (premere ok riporta al menu principale). una volta fatto, basta premere due volte ok e il nostro raspi si riavvia da solo e installa il software richiesto.

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A seconda di quanto richiesto, l’installazione sarà più o meno veloce.

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Al termine, senza dover rimettere la password e uno username, partirà il desktop scelto.

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E anche per questa volta può bastare così. Provate anche voi ad installare la vostra DietPi.
Alla prossima.