I mostri dell’immaginario puntata 13: Fenrir il lupo

Tredicesima puntata di questa carrellata sull’immaginario teratologico (ovvero sul mondo dei mostri) dedicata, stavolta, alla mitologia norrena e al padre di tutti i lui, Fenrir.

Týr mette la mano nella bocca di Fenrir
John Bauer, Týr mette la mano nella bocca di Fenrir, illustrazione tratta da Our Fathers’ Godsaga di Viktor Rydberg

Fenrir è una creatura della mitologia nordica, si dice che sia anche una delle più importanti . Una profezia raccontata nel poema Völuspá, infatti, rivela che Fenrir, durante il Ragnarok, ucciderà il dio Odino, il padre degli dei Aesir.

Aspetto

L’aspetto di Fenrir è in tutto e per tutto quello di un lupo. LIl terrore che genera è legato piuttosto alla sua statura gigantesca e alla fame che lo contraddistingue. Dalla sua bocca cola una bava densa che forma il fiume Van.
La stirpe dei lupi si dice discesa da lui.

Fenrir incatenato
Fenrir incatenato con la bocca che emette bava, a sua volta divenuta il fiume Van, immagine tratta da un manoscritto islandese del XVII secolo, l’AM 738 4t, meglio noto come Edda oblongata, custodito nell’Árni Magnússon Institute di Reykjavik

In nomine omen

Il nome di Fenrir significa probabilmente “Lupo (-rir) della brughiera” o “Lupo della palude”. Era anche usato in modo metaforico per indicare i giganti, paragonati ai lupi in diversi testi. Altri suoi appellativi erano:
Fenrisúlfr, ossia “lupo di Fenrir”,
Hróðvitnir ossia “lupo(nemico) di fama”,
Þjóðvitnir ossia “lupo(nemico) del popolo”,
Vánargandr ossia “lupo(demone) del fiume Ván”, il fiume che si crea dalla sua saliva.

Fenrir incatenato
Mabel Dorothy Hardy, Fenrir incatenato, illustrazione tratta da Myths of the Norsemen (1909)

Nel mito e nella Letteratura

Gigantessa, ANGRBOÐA è, secondo la versione più famosa, la madre di Fenrir, Jǫrmungandr ed Hel. Secondo la tradizione, Loki avrebbe divorato il suo cuore mezzo cotto nella cenere, rimanendo pregno dei tre mostri. Fefnir è dunque, come i suoi fratelli, frutto di un parto contro natura.
Fenrir venne generato nella Járnviðr (“foresta di ferro”), luogo da cui provengono anche i due lupi Skǫll e Hati. Come il padre, possiede un’intelligenza fuori dal comune e riesce persino a parlare.
Quando Fenrir era solo un cucciolo, gli dei decisero di tenerlo vicino a loro, ma solo il dio della guerra Tir fu in grado di avvicinarglisi abbastanza da dargli da mangiare.
Gli dei, vedendo che questa creatura cresceva abbastanza velocemente, cominciarono a preoccuparsi e tentarono più volte di incatenarla, ma senza risultati. Allora, si narra, gli Aesir chiesero aiuto ai fabbri degli dei, conosciuti come gli elfi neri.
Questi fabbri crearono una catena che chiamarono Gleipnir, ma non fu nemmeno facile metterla al collo di Fenrir. Per riuscirci, dovettero ingannarlo: scommisero con il lupo (che quindi tanto furbo non doveva essere) che non era in grado di liberarsi dalla catena, Fenrir accettò ma, diffidente, propose che uno degli dei mettesse la mano tra i suoi denti per assicurarsi che non ci fosse alcun trucco dietro di essa. L’unico che osò farlo fu sempre Tir, che infatti è spesso riprodotto senza una mano, scarificata per intrappolare Fefnir.
Il lupo divino si libererà solo durante l’ultima battaglia degli dei norreni, conosciuta come Ragnarok o Gotterdammrung, la battaglia della fine del mondo: mentre i fratelli di Fefnir, Hati e Skoll, divoreranno il sole e la luna, il gigantesco lupo terminerà la vita di Odino divorandolo.
Alla fine di questo scontro, Víðarr (o Vidar), figlio di Odino, conosciuto come il dio del silenzio, vendicherà suo padre e lo ucciderà conficcandogli la spada nel cuore o, secondo un’altra versione, gli pianterà una scarpa nella mascella inferiore, spalancandogli poi l’altra fino al cielo.
La figura di Fenrir compare in alcune delle più importanti fonti della mitologia norrena. Sia nel Gylfaginning che nel Grímnismál viene indicato come padre di due figli, i lupi Hati, l’inseguitore della Luna, e Skǫll, l’inseguitore del Sole; la figura di quest’ultimo viene confusa con Fenirr nella stanza 46 della Vafþrúðnismál.

Nella cultura di massa

Fefnir compare, innanzitutto, nelle avventure fumettistiche del dio Thor edite dalla casa editrice Marvel Comics (ultima apparizione durante il crossover Fear itself).
Compare a più riprese nei capitoli della saga per play station “Final Fantasy”, come alleato da invocare in battaglia.
Il batterista black metal Gylve Nagell, in arte Fenriz, trae il suo pseudonimo dalla creatura mitologica.
Nel libro “La Visione” Fenris assieme a Thor è una delle divinità venerate dai lupi.
Nella serie di light novel High School DxD di Ichiei Ishibumi, Fenrir è un gigantesco lupo figlio di Loki conosciuto come “Lupo Divora-Dei” a causa delle sue zanne indistruttibili.
Nel romanzo La storia infinita di Michael Ende, il fanciullo Atreiu combatte contro un gigantesco e mostruoso lupo il cui aspetto terrificante sembra ricollegarsi al mitico animale.
Compare come nemico in La spada del guerriero primo volume della trilogia Magnus Chase e gli dei di Asgard.

Fenrir compare nell’episodio intitolato “Unfinished Business” della tredicesima stagione del telefilm Supernatural, in cui viene braccato ed, infine, ucciso dall’Arcangelo Gabriele.
Molto probabilmente, i lupi Draugluin e Carcharoth, al servizio dell’oscuro signore Morgoth, nell’universo di J. R. R. Tolkien (in particolare ne “Il Silmarillion”) sono ispirati al lupo Fenrir e ai sui figli (Skǫll e Hati).

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