STORIE di grandi tragedie italiane nella Seconda Guerra Mondiale

……La strage di Cefalonia con oltre diecimila soldati fucilati, è da considerarsi un gravissimo crimine non contro un popolo, ma contro l’Umanità, i cui responsabili, a fine guerra, dovevano essere pesantemente puniti e condannati.
Il Governo Repubblicano Italiano, costituitosi nel 1946, preferì non indagare sui fatti, sugli eccidi e sulle responsabilità dei tedeschi, per cui il velo dell’oblio deliberatamente cadde su tutti i misfatti.
Anche sulla resa e sulla capitolazione dei soldati italiani in Grecia, il Governo italiano, piuttosto che renderle pubbliche, perché l’indagine per scoprire la verità sarebbe risultata particolarmente disonorevole per gli stessi italiani, preferì ignorare gli ordini di resa, le fucilazioni, le stragi e gli imbarchi forzati dei soldati italiani da inviare in Germania come forza-lavoro.
Su un totale di 12.500 soldati, furono massacrati 10.500 uomini e su 525 ufficiali ne furono uccisi 390. I superstiti furono successivamente inviati o in Russia o in Germania. E furono pochi coloro che ritornarono in patria.
Ed inoltre, ad esclusione dei martiri di Cefalonia trucidati dai tedeschi, circa tredicimila soldati italiani fatti prigionieri dopo la resa in Grecia, morirono nell’affondamento delle navi su cui erano stati imbarcati. …….

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