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Politica della cultura, cultura della politica 2

Gli operatori del settore politico dovrebbero cercare di impostare la loro azione politica ad un semplice principio: lavorare con e per la popolazione. Cerchiamo di capire cosa vuol dire questo principio: lavorare per il popolo dovrebbe essere abbastanza chiaro, ma nepatleremo in seguito. In questa fase, ci interessa piuttosto chiarire cosa vuol dire CON il popolo.
Chi governa dovrebbe sempre tenere presente la popolazione, certo, ma come? Soprattutto nelle questioni sensibili, il rapporto con la popolazione è delicato ed importante. Non è solo l’appoggio passivo, spesso ottenuto con la manipolazione delle informazioni, ma la convergenza di interessi che porta governanti e governati ad agire in sincronia. E questa è una strada difficile da seguire…

Politica della cultura, cultura della politica

Le elezioni amministrative di primavera sono l’occasione per cambiare le regole della politica. Sarebbe ora di pensare a come risolvere i problemi reali della popolazione che si intende amministrare per i prossimi anni. Su queste pagine vorremmo dare qualche suggerimento a coloro che si sono calati nell’agone politico, per impostare una campagna politica orientata veramente ai bisogni degli elettori.

(In)sanità calabrese

Dato il riaprirsi delle tensioni politiche da campagna elettorale, come già fece qualche anno fa, per il CSB il dott. Antonio Anzani, già Provveditore agli studi del catanzarese, tenteremo di fornire qualche speriamo utile suggerimento a chi si appresta a scendere nell’agone della campagna elettorale. Cultura della politica,  dunque, intesa come servizio al cittadino, bene comune, amministrazione oculata ed incisiva della res communis. Iniziamo questo percorso da uno dei settori più “inguaiati” della società: la sanità.

Riutilizzo dei vestiti

In tempi di crisi, è necessario un più accorto uso delle risorse, siano esse piccole o grandi. Tuttavia, questo non deve farci dimenticare la solidarietà e i bisogni delle persone in difficoltà che, anzi sono le più colpite dalla crisi stessa. Si può coniugare solidarietà e risparmio? Si. Un esempio è l’ottimo sistema di raccolta degli indumenti usati della associazione do volontariato “le serre” di Cosenza, che raccoglie gli indumenti (e anche altro materiale) per le famiglie in difficoltà. Il materiale non riutilizzabile viene inviato alla ciclo di recupero delle stoffe e dei tessuti.

POCA CULTURA IN CALABRIA? NO, TROPPA.

Quando dalla nostre parti avevamo già consumato due o tre civiltà, tutto il resto d’Europa non sapeva ancora farsi la barba. E non dico durante la solita Magna Grecia, ma anche per tutta la storia umana fino ai nostri giorni. Quasi. Oggi, checché se ne dica, la Calabria ha un nugolo di laureati e diplomati, e le scuole si sprecano. Bene, direte voi: e di cosa ti lamenti, allora?
Ma dell’assenza di tutta questa cultura da qualunque cosa non sia la cultura pura e semplice, ovvero astratta, teorica, teoretica, contemplativa, libresca. Succede un guaio, cade una Giunta regionale, la Comunità Europea vorrebbe darci soldi e la Regione non glieli chiede, la sanità è una voragine, le statistiche confermano che la Calabria è l’ultima fra tutte le regioni del continente sotto qualsiasi profilo, la maggioranza non si regola e l’opposizione fa ridere, ebbene, parlano il deputato Caio, il consigliere Tizio, parla Sempronio segretario di un partito di quattro gatti, insomma tutti hanno qualcosa da dire o se non se l’inventano, tutti, tranne gli intellettuali, i poeti, i prosatori, gli scienziati, i professori, i medici eccetera, i quali rigorosamente tacciono sopra tutto e il contrario di tutto. Vale per il mitico ponte sullo Stretto, di cui hanno detto qualcosa anche i più sperduti consiglieri circoscrizionali di Vattelapesca e sindacalisti di tre operai, ma nessuno ha mai sentito il parere di un ingegnere, di un economista, di un professore, di un meteorologo, di un talassologo, di un ittiologo, di un geografo, di un geologo, di un sismologo, e, scusate se esisto, di uno storico.
Quieto vivere, servilismo, superbia, ignoranza, astuzia… Una causa qualunque, importa poco, l’importante è tacere.
Così accade che in Calabria restiamo miseramente privi di analisi e di proposte, cioè proprio delle due cose che per definizione dovrebbero essere di stretta competenza degli intellettuali, e poi, ma solo poi, arrivare ai politici per la formalizzazione e l’attuazione.
Ecco cosa vorrei timidamente suggerire ai dotti della Calabria: che scendano un attimino dal piedistallo dove si ergono con la spada in mano e la corona d’alloro in capo, e dove, per l’altezza, respirano solo aria pura e balsamica, e si contamino alquanto con le piccole miserie della quotidiana vita dei vivi: l’economia che ha a pezzi; la disoccupazione che dilaga; la delinquenza, le strade che sono vecchie e superate, e quelle nuove cadono dopo due anni, quindi sono meglio quelle di prima; il turismo che dura quindici giorni invece che dieci mesi; i fiumi senz’argini; le città intasate di traffico; le scuole fatiscenti e senza laboratori… Insomma, ci sarebbe un bel poco con cui darsi da fare.
E, perché no, gli intellettuali potrebbero anche occuparsi di cose da intellettuali: difendere l’immagine della Calabria agli occhi del mondo; studiare e far conoscere il patrimonio archeologico, artistico e storico; recuperare i documenti e i libri dispersi, almeno in forma di supporti telematici…
Un corollario. Quando dico che i dotti devono interessarsi di politica, non dico affatto che si devono candidare e fare eleggere. Enrico Aristippo da Santa Severina, che visse e tragicamente morì alla metà del XII secolo, lasciò le traduzioni di Platone per diventare primo ministro di Guglielmo I, e, commettendo sciocchezze, finì tra i tormenti dell’iroso re; il prof. X, l’emerito Y, il dotto Z diventati deputati e senatori (non faccio nomi solo per umanità) sono serviti da specchietto per le allodole, e quando non servirono più, li hanno gettati via senza un saluto. No, i dotti, esclusi i presenti, non sanno fare politica attiva: hanno già il loro potere, quello della cultura, lo esercitino.