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Nuovo Gateway basato sulla Rpi

La Premier Farnell ha recentemente reso disponibile un gateway a basso costo per impieghi nell’industrial IoT (IIoT, acronimo di Industrial Internet of Things) basato su una board Raspberry Pi customizzata per Avnet. Questo prodotto, chiamato SmartEdge Industrial IoT Gateway, presentato all’Embedded World di Norimberga dal 26 al 28 febbraio 2019, è destinato a connettere svariati tipi di sensori al cloud attraverso la piattaforma Avnet IoT Connect che viene eseguita su Microsoft Azure.

Il gateway, aperto e chiuso
Il gateway

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RASPBERRY PI STAGIONE 3 Puntata 6: Pi musicbox

ben ritrovati.
In questa puntata, ci consentiamo sulla filodiffusione ai tempi dell’IoT con una distribuzione per Raspberry adatta alla gestione di sistemi audio maremoto: Pi Musicbox.

il Logo del progetto
il Logo del progetto

Cos’è?

Pi MusicBox è una distro dedicata alla condivisione di steam audio.
Detto così, ai più non dice niente. In realtà, è uno strumento ideale per chi ama ascoltare la musica in streaming. Infatti, fra le altre caratteristiche, Musicbox permette di ascoltare dal Raspberry Pi allo stream di dati di Spotify, Google Music, Google Music, SoundCloud ecc… per ascoltare la propria musica preferita. Inoltre, consente di ascoltare le radio distribuite via internet e i propri file, nei formati audio più diffusi, sempre in streaming sia su pc che su mobile, nonché i podcasts da iTunes o da altre fonti.

Pi MusicBox non è altro che non un’immagine, cioè una distribuzione di Debian rivolta a far girare Modipy. Quest’ultimo è un “server musicale” che prende musica da una fonte locale come un HD od altro dispositivo di stoccaggio, oppure da Spotify, da altri servizi di streaming o dalle web radio e trasmetterle, grazie al supporto per il WiFi, su tutti i dispositivi connessi alla rete, anche con i dispositivi Apple che sfruttano AirPlay. Inoltre, è possibile accedere in remoto tramite un semplice browser, cosa che rende semplicissimo l’utilizzo quotidiano.

Cosa serve?

Molto poco, in realtà.
Ovviamente un Raspberry Pi (tutti i modelli, meglio la versione 3b o la w0 per via del wifi integrato);
una scheda Micro-SD, minimo 1 GB, ma, se si vuole inserire un numero elevato di file meglio più ampia;
altoparlanti, amplificatori o cuffie (analogici o USB);
Un device per connettersi all’applicazione, che sia un computer con un browser moderno, un tablet o uno smartphone non importa.
L’interfaccia web è stata testata con versioni recenti di Firefox, Chrome, Internet Explorer (a partire dalla versione 10). Funziona con il browser di iOS (iPad / iPhone) e con versioni moderne di Android (Chrome Mobile, Firefox Mobile). È anche possibile utilizzare un client MPD per connettersi.
Ovviamente, per collegarsi ai servizi di streaming a pagamento occorre il relativo account, ad esempio Spotify Premium , Google Music (All Access) o account SoundCloud.

Come si installa?

Come tutte le altre distro provate finora, occorre innanzitutto scaricare il file immagine dal sito, all’indirizzo https://github.com/pimusicbox/pimusicbox/releases/tag/v0.7.0RC7
Una volta completato lo scaricamento, occorre estrarre il file zip. L’immagine risultante deve essere trasferita sulla sd-card usando le procedure già illustrate, ad esempio usando Etcher, una utility multi-piattaforma, oppure WinSDimager per Windows o pi-bakery per Mac.
Una volta completato il caricamento sulla Micro-SD, occorre un ultimo passaggio.
Perché MusicBox possa inserirsi nella rete wifi, dato che il sistema è “headless”, ovvero senza interfaccia grafica, occorre impostare SSID e password della rete prima dell’avvio.
Per farlo, occorre innanzitutto recarsi nella cartella config e manipolare il file settings.ini.

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Quindi inserire alle voci SSID e password i valori della vostra rete domestica.

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Consiglio anche di impostare il nome del servizio (ma si può lasciare anche quello preimpostato, ovvero MusicBox). In ogni caso, occorre fare molta attenzione, perché il music server sarà disponibile via browser all’indirizzo locale composto dal nome che avete segnato nel file settings.ini seguito da .local (ad esempio, http://MusicBox.local).

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Poi basta inserire la microSD nel Raspberry e collegarlo all’alimentazione
Al primo avvio, il sistema ci mette un po’ a caricarsi, ma in pochi minuti avrete un server pronto per la vostra musica.

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L’ultima versione del manuale è inclusa nell’archivio download.
Questo comunque è il manuale in inglese:
https://github.com/pimusicbox/pimusicbox/releases/download/v0.7.0RC6/PiMusicBox.pdf

Altre guide in varie lingue (ma non in italiano) sul sito web del progetto, all’indirizzo http://www.pimusicbox.com/
Ed ecco, una volta installata e avviata la distro, cosa appare sul browser (Firefox, per la precisione)

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E per stavolta è proprio tutto, gente. Alla prossima…

RASPBERRY PI STAGIONE 3 Puntata 5: DietPI 2 – Il ritorno

ben ritrovati.

Sul sito di DietPi esistono differenti distribuzioni, dato che questo sistema operativo può essere utilizzato su molte schede, non solo sulla Rpi.

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Scegliamo dunque la distro adatta al nostro raspberry e scarichiamola.

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L’installazione è un po’ più complessa di quanto siamo abituati, per cui è necessario dividerla in tre fasi.
La prima parte è semplice, in quanto non dissimile dall’installazione di Raspbian: bisogna installare sulla MicroSD l’immagine scaricata dal sito all’indirizzo https://dietpi.com/ con il nostro software preferito, ad esempio Etcher.

Una volta inserita la scheda nella Rpi, la si accende e si avvia il sistema.
Qui inizia la seconda fase, più complessa.
Al primo avvio, infatti, non compare una GUI, una schermata grafica, ma la linea di comando che richiede di inserire manualmente username e password dell’utente principale (root), che sono i seguenti:

username: root password: dietpi

Attenzione, come per tutte le installazioni di sistemi linux, occorre fare attenzione nell’inserimento della password perché la linea di comando, per questioni di sicurezza, non dà conferma né indica cosa si è scritto.

Inseriti i dati e premuto invio, si accede ad una schermata molto simile a quella che i nostalgici del vecchio 286 ricorderanno certamente, con le scritte in bianco e lo sfondo azzurro. Vengono richiesti alcuni settaggi, tra cui l’adesione al programma di informazione del gruppo dietro alla distribuzione, che monitora per lo più i dati relativi all’installazione e al software installato.

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Viene richiesto quindi un primo riavvio, al termine del quale ricomparira la linea di comando e occorrerà reinserire username e pasword.
Ed ecco finalmente l’ultima fase.
A differenza di raspbian e degli altri sistemi, DietPi consente di sciegliere cosa installare, in modo da avere nella distribuzione solo ciò che ci serve e ridurre notevolmente sia i GB, sia il consumo di CPU e memoria per software inutile a nostri progetti.

Dopo il reinserimento delle credenziali, infatti, si accede ad una schermata, sempre per nostalgici del vecchio DOS, in cui scegliere il software da installare all’avvio.

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L’elenco, come si può notare, è molto ampio e ci sonoo spesso più opzioni similari, a seconda delle nostre preferenze.

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Consiglio sempre di evitare di installare software inutile e di concentrare l’installazione sulla funzione che si vuole dare alla macchina.
Ad esempio, se si vuole costruire un sistema di streaming locale, è bene installare un web server leggero, un software di streaming audio e video, un softwares streaming di libri e fumetti e basta, mentre, se si vuole accedere ai propri files anche da fuori il nostro sistema domestico, attraverso internet, occcorre installare anche un software che ci consenta di avere un indirizzo statico, come NoIp e un filtro che blocchi gli attacchi DDOS. In ogni caso, è bene scegliere anche un desktop leggero (io ho optato per LXDE) e un software per collegamenti in VNC e SSH (se ci seguite da un po’, dovreste sapere a cosa ci si riferisce, altrimenti, consultate i nostri vecchi articoli su SSH e VNC).
Scegliamo accuratamente ciò che ci serve (ma non preoccupatevi, è sempre possibile aggiungere dopo) e riavviamo per l’ennesima volta (tranquilli, se abbiamo fatto tutto per bene, è l’ultima).

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Attenzione, per muoversi nell’elenco occorre usare le frecce, per scegliere il software la barra spaziatrice (premere ok riporta al menu principale). una volta fatto, basta premere due volte ok e il nostro raspi si riavvia da solo e installa il software richiesto.

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A seconda di quanto richiesto, l’installazione sarà più o meno veloce.

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Al termine, senza dover rimettere la password e uno username, partirà il desktop scelto.

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E anche per questa volta può bastare così. Provate anche voi ad installare la vostra DietPi.
Alla prossima.

RASPBERRY PI STAGIONE 3 Puntata 3: Rpi e Stazione meteo parte 2

Ben ritrovati.
Nuova puntata, dopo un po’ di vacanza, per la rubrica dedicata alla single board più famosa al mondo: il Raspberry Pi.
L’ultima volta ci siamo lasciati dopo aver completato la base per la nostra stazione meteo. Ora è il momento per dargli qualcosa in più… Continua la lettura di RASPBERRY PI STAGIONE 3 Puntata 3: Rpi e Stazione meteo parte 2

RASPBERRY PI STAGIONE 3 Puntata 2: Rpi e Stazione meteo parte 1


from flask import Flask, render_template
from sense_hat import SenseHat

app = Flask(__name__)

@app.route('/')

def index():
sense = SenseHat()

celsius = round(sense.get_temperature(), 1)
fahrenheit = round(1.8 * celsius + 32, 1)

return render_template('meteo.html', celsius=celsius, fahrenheit=fahrenheit)

if __name__ == '__main__':
app.run(debug=True, host='0.0.0.0')

Poi chiudi il file con Ctrl+X e premi S e poi INVIO per salvare il file.

Ora occorre creare una pagina di base (template) in html in cui riprodurre i dati della sense HAT.
Creiamo una directory apposita e apriamo il file meteo.html con l’editor da linea di codice nano:
mkdir templates
nano templates/meteo.html

Nel file scriviamo lo schema della nostra pagina, per ora molto spartano:



Raspberry Pi Stazione Meteo

Raspberry Pi Stazione Meteo

Temperatura

Celsius: {{ celsius }}

Fahrenheit: {{ fahrenheit }}




E salviamo il file come sopra.
Questo dovrebbe essere il risultato:

Se il raspi è sulla stessa rete del vostro PC o smartphone, potrete vedere la vostra weather station fai date all’indirzzo del raspi, sulla porta 5000. Ad esempio, http://192.168.0.101:5000.

Bene, per questa volta è tutto.
Nella prossima puntata vedremo come migliorare esteticamente la nostra stazione meteo virtuale.
Alla prossima…