FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 90: La mantide omicida (1957)

Bentornati.
Abbiamo fatto 90! Un ottimo risultato. Chi lo avrebbe creduto che avremmo resistito così a lungo? Ora un piccolo sforzo, per raggiungere le tre cifre.
In questa puntata settembrina, parliamo di un film che narra di una minaccia che viene dal freddo polare: La mantide omicida (1957).

La locandina del film
La locandina del film

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Locandina originale del film
Titolo originale The Deadly Mantis
Altri titoli The Giant Mantis aka The Incredible Praying Mantis
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d’America
Anno 1957
Durata 79 min
Dati tecnici B/N
rapporto: 1.85 : 1
Genere fantascienza, orrore
Regia Nathan Juran
Soggetto William Alland
Sceneggiatura Martin Berkeley
Produttore William Alland
Casa di produzione Universal Studios
Fotografia Ellis W. Carter
Montaggio Chester Schaeffer
Effetti speciali Fred Knoth
Musiche Irving Gertz, William Lava
Costumi Jay A. Morley Jr.
Trucco Bud Westmore

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La locandina italiana del film

Il cast

Craig Stevens: Col. Joe Parkman
William Hopper: Dr. Nedrick ‘Ned’ Jackson
Alix Talton: Marge Blaine
Donald Randolph: generale Mark Ford
Pat Conway: sergente Pete Allen
Florenz Ames: prof. Anton Gunther
Paul Smith: caporale
Phil Harvey: Lou, addetto al radar
Paul Campbell: tenente Fred Pizar
Helen Jay: sig.ra Farley

 La mantide in azione
La mantide in azione

Un po’ di storia

Un improvviso innalzamento di temperatura, dovuto alla conseguenza di un imprevedibile fenomeno meteorologico, risveglia una mostruosa e gigantesca mantide religiosa, che da tempo immemorabile giace in letargo, inglobata tra i ghiacci dell’Artide.
Una volta portato a termine il suo lento e laborioso risveglio, la mostruosa e gigantesca mantide religiosa decolla, allontanandosi rapidamente dalla tundra glaciale, e dopo un lungo e stancante viaggio, raggiunge gli Stati Uniti d’America. La mostruosa creatura giunge quindi nei pressi di un aeroporto, sul quale sfoga le sue ire, seminando panico, morte e distruzione. Durante le schermaglie delle quali si rende protagonista, la mantide gigantesca si ferisce, perdendo un artiglio, che viene in seguito fortunosamente recuperato.
A causa di questi avvenimenti, allertato, il colonnello Parkman inizia ad effettuare indagini per conto del governo sulla natura dell’essere presso un avamposto militare sulla Distant Early Warning Line.
Mentre le ricerche effettuate dai militari non approdano a nulla di significativo, a Washington DC viene inviato l’artiglio della mantide a un paleontologo, il dott. Ned Jackson che, studiato accuratamente il reperto, si rende conto della gravità della situazione, dopo aver scoperto la natura dell’animale a cui questo appartiene. Jackson fruisce anche dell’aiuto di quella che si rivela essere una preziosa alleata, la fotografa Marge Blaine, che si attiva nel recuperare materiale fotografico inerente alla creatura mostruosa.
A causa di quanto sta accadendo, tra il panico e l’apprensione generale passano le ore molto nervosamente. L’avamposto di Parkman viene attaccato e distrutto dalla mantide che dimostra di possedere una fortissima resistenza alle armi convenzionali che l’esercito adopera contro di lei nel vano tentativo di abbatterla. La mantide non solo si dimostra praticamente insensibile ai colpi di arma da fuoco che l’esercito le indirizza contro, ma riesce anche a contrattaccare, facendo una strage di uomini, armi e mezzi, uccidendo tutti i militari. L’unico sopravvissuto alla strage è Parkman, che, disperato e terrorizzato, si dirige in fretta e furia a Washington per avvisare direttamente il presidente degli Stati Uniti e informarlo della gravità della situazione, che si va facendo più critica di minuto in minuto.
Gli spostamenti della creatura vengono frattanto tenuti sotto controllo, mediante l’ausilio dei radar disseminati su tutto il territorio degli Stati Uniti. Si scopre così che essa si è diretta rapidamente verso il Campidoglio e che è in procinto di atterrare nei pressi del Monumento a Washington. L’esercito viene inviato in zona, in concomitanza con un enorme dispiegamento di mezzi, quali aerei, carri armati e batterie di cannoni.
Lo scontro finale è cruentissimo, ma, questa volta il potente contingente di aerei militari riesce ad infliggere gravi danni fisici al mostro. Nonostante ciò, la creatura sopravvive e lo scontro si sposta sino all’interno di New York. Malgrado tutto la mantide omicida resiste a oltranza agli attacchi che le vengono indirizzati, e, pur cominciando a manifestare i primi segni di cedimento, riesce comunque a distruggere moltissimi aerei, riuscendo a decimare l’intero battaglione.
Proprio a New York si decidono quindi le sorti degli Stati Uniti, poiché, mentre la creatura, ormai sfibrata, si rifugia sotto l’Holland Tunnel per riprendere le forze, alcuni militari appartenenti ai corpi speciali si infiltrano all’interno del tunnel e la colpiscono ripetutamente, bersagliandola con pesanti cariche di gas nervino.
La mostruosa mantide, intossicata irrimediabilmente, soccombe in modo definitivo e l’umanità intera, finalmente liberata da una minaccia così terribile, può tirare un grande sospiro di sollievo.

Analisi

Il film, sottovalutato da una parte della critica americana, presenta alcuni aspetti veramente interessanti. Ci sono passaggi francamente ingenui, come quando La spina gigantesca di un essere sconosciuto viene messa senza alcuna protezione sopra il tavolo dei generali americani, i quali, per inciso, geniali come sono, si arrovellano sulla sua provenienza, mentre il paleontologo, certo più competente e illuminato, ma anche un (bel) po’ antipatico, individua subito l’insetto.
Memorabili alcuni primi piani della mantide furiosa che distrugge gli edifici con le letali e terrificanti zampe anteriori, mentre la scena sotto il tunnel è abbastanza ingenua e in qualche punto ridicola.
La struttura è quella classica e il finale è molto simile al più celebre King Kong, con la sconfitta, scontata ma non tropo, dell’essere ciclopico. Qualcuno potrebbe vedere, in questo sotto-sotto genere dei mostri di grandi dimensioni una riaffermazione dell’ “American way of life”, con i piccoli minutemen che sconfiggono il gigante invasore britannico.
Gli effetti speciali di Clifford Stine garantiscono il sense of wonder necessario, anche se non sono particolarmente innovativi. A dire il vero, però, “La Mantide Omicida” anticipa la tradizione nipponica dei Kajiu, i mostri volanti come Mothra e Gamera, che hanno fatto la fortuna del cinema nipponico.

Curiosità

Per realizzare il film, vennero realizzate diverse riproduzioni della mantide.
Per l’epoca, tecnicamente la più complessa, era la versione volante. Il modello dell’insetto aveva dimensioni piuttosto generose e, per realizzare un movimento delle ali credibile, aveva nell’addome un meccanismo azionato da due piccoli contenitori in metallo caricati ad aria compressa. Il modello per le scene girate a terra era stato realizzato in maniera molto dettagliata, con particolari minuti e molto realistici, dotato inoltre di zampe articolate. Il movimento avveniva attraverso dei cursori applicati alle zampe che scorrevamo su di una piattaforma di legno. Con un poco di attenzione si nota che nel film la mantide a terra è sempre ripresa in modo che la parte terminale delle zampe non si veda. Una testa ed una zampa dell’insetto furono costruite di dimensioni ancora maggiori e vennero utilizzate nella scena finale, dove si vede la mantide accasciata tra decine di automezzi distrutti. In un’unica sequenza venne utilizzata una vera mantide ed è quella in cui l’insetto si arrampica lungo l’obelisco a Washington; questa scena, incredibile ditta, risultò sciatta e poco avvincente e venne poco gradita dal pubblico.
Nel videogioco picchiaduro War of the Monsters è presente una mantide gigantesca in tutto e per tutto eguale a quella del film, e come spiegato dai produttori del gioco molti mostri lì messi sono un omaggio al cinema fantascientifico degli anni cinquanta.
Joe Dante è un fan di questo film. E lo ha ripreso e omaggiato nel suo Matinée del 1993.
Il filmato degli eschimesi in fuga viene da Sos Iceberg del 1933.
Il Terra Observer Corps a cui l’esercito cheide aiuto per individuare la mantide che vola sopra gli Stati Uniti è esistito veramente. Era costituito da cittadini che avevano ricevuto un addestramento di base e che avevano il compito di individuare eventuali aeromobili minacciosi che sorvolavano lo spazio aereo americano. Il progetto è stato chiuso nel 1959.

Voto

voto 3 di 5 (Si può vedere, anche se sa di già visto in qualche punto)

William Hopper e Alix Talton
William Hopper e Alix Talton

multimedia

Il trailer
https://www.imdb.com/title/tt0050294/videoplayer/vi3163226393

Il film in italiano

Link esterni

La scheda di La mantide omicida (1957) da IMDB.com
La scheda di La mantide omicida (1957) da Allmovie
La scheda di La mantide omicida (1957) da Rotten Tomatoes
La scheda di La mantide omicida (1957) da Wikipedia
La scheda di La mantide omicida (1957) da Film Horror
La scheda di La mantide omicida (1957) dal blog Dead Inside
La scheda di La mantide omicida (1957) da Fantaclassici
La scheda di La mantide omicida (1957) da La zona morta

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