FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 91: Ho sposato un mostro venuto dallo spazio (1958)

Meno nove alla tripla cifra, mentre settembre si appresta mestamente a trascolorare in un caldo e umido autunno. In questo clima poco favorevole, vi presentiamo una nuova puntata della rubrica dedicata alla fantascienza dei tempi che furono con un nuovo film, sottilmente inquietante anch’esso: Ho sposato un mostro venuto dallo spazio (1958).

La locandina del film
La locandina del film

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Titolo originale I Married a Monster from Outer Space
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1958
Durata 78 min
Dati tecnici b/n
Genere fantascienza, drammatico
Regia Gene Fowler Jr.
Soggetto Louis Vittes, Gene Fowler Jr.
Sceneggiatura Louis Vittes
Fotografia Haskell Boggs
Montaggio George Tomasini

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La protagonista

Il cast

Interpreti e personaggi

Tom Tryon: Bill Farrell
Gloria Talbott: Maggie Farrell
Peter Baldwin: Hank Swanson
Robert Ivers: Harry Phillips
Chuck Wassil: Ted Hanks
Valerie Allen: Francine
Ty Hardin: Mac Brody
Ken Lynch: dottor Wayne
John Eldredge: capitano Collins
Alan Dexter: Sam Benson
James Anderson: Weldon
Jean Carson: Helen Rhodes
Jack Orrison: agente Schultz
Steve London: Charles Mason
Maxie Rosenbloom: Max Grady
Darlene Fields: Carolina

il vero aspetto dell’alieno
il vero aspetto dell’alieno

Un po’ di storia

Il giorno prima del suo matrimonio Bill Farrell viene rapito da creature extraterrestri che hanno progettato di sostituirsi agli esseri umani per evitare l’estinzione della propria specie. Bill riappare poco prima della cerimonia e sposatosi va a vivere con la moglie Maggie; ma egli è ora soltanto un duplicato sotto il controllo di uno degli alieni e la stessa sorte toccherà ai suoi amici e ad altri abitanti della cittadina in cui vive. Maggie non tarda ad accorgersi del cambiamento avvenuto in suo marito e una notte, dopo che lo ha seguito nel bosco, assiste all’uscita dal suo corpo dell’entità extraterrestre. La donna torna in città sconvolta e cerca inutilmente di convincere il capo della polizia che suo marito è in realtà un mostro.
Decisa ad risolvere il mistero, Marge affronta il “marito” e questi le confessa di provenire da un lontano pianeta il cui sole rosso, divenuto instabile, ha provocato la morte di tutte le loro donne: per evitare l’estinzione e perpetuare la specie lui e i suoi compagni hanno cercato nello spazio una razza simile, trovandola sul pianeta Terra. Marge, sconvolta, teme ormai che l’invasione non possa essere più fermata. Fortunatamente, riesce a farsi ascoltare dal dottor Wayne, il quale, insieme a pochi altri non “scambiati”, si inoltra nella boscaglia e penetra nell’astronave aliena. All’interno il gruppo trova, in stato di animazione sospesa, Bill e tutti gli altri “posseduti”: gli alieni, in realtà, hanno soltanto clonato le forme umane dei prigionieri, togliendo dalla circolazione gli originali senza ucciderli, chissà poi perché. La distruzione delle macchine per la duplicazione favorisce il risveglio degli uomini rapiti e la dissoluzione delle “copie”. Agli invasori, ormai scoperti, non resta che la fuga verso pianeti più ospitali (o meno paranoici) del nostro.

Analisi

Il rapporto inquieto e ambivalente tra i protagonisti, la giovane sposina ben educata e il suo novello sposo dalle abitudini poco terrestri, è il fulcro del film ed è l’elemento che fornisce l’inquietudine ad una trama per lo più lineare. Mentre nell’antesignano The invasion of the body snatchers l’elemento perturbante era l’impossibilità di riconoscere l’altro da sé, qui, invece, è la stessa provincia americana ad essere messa in crisi, con le sue tensioni, le insoddisfazioni della vita della middle class provinciale e tradizionalista della provincia profonda. Il matrimonio è in crisi non solo per l’alienità, ma perché la unzione che essa assume per i due coniugi non solo non è la stessa, ma è profondamente divergente. Per la sposina, il matrimonio è una forma di realizzazione. Quando questa non si manifesta, l’ansia la spinge a cercare di fare un figlio, per ricercare consenso emotivo alle sue scelte di vita all’interno dell’alveo sicuro della comunità. Ma neanche questo funziona e il matrimonio deflagra. In un certo senso, è vero che “l’uomo viene da Marte, la donna da Venere”.
La trama scorre lineare, ben sviluppati e con la giusta tensione gli snodi principali. Solida la regia, buoni per l’epoca gli effetti speciali, soprattutto il volto deformato della “copia” umana, che fa ancora impressione. Buona la recitazione, soprattutto dell’attrice principale, che ha il physique du role per fare la sposina e un volto strepitoso per esprimere la tensione e l’insoddisfazione, oltre che il terrore. Memorabile, comunque, l’urlo da scream queen quando vede la copia del marito abbandonata dall’alieno nel bosco. Il marito/alieno, invece, sembra proprio inespressivo, ma quanto l’arte abbia aggiunto (e se l’ha fatto) alla natura non so dire.

Recensioni

«[…] più interessante di quanto si creda […] costruito con buona suspense, poggia sulle belle interpretazioni di Gloria Talbott, la mogliettina spaurita ma battagliera, e di Tom Tryon, dovutamente legnoso e inespressivo nel ruolo del marito. Alcune sequenze di discreto impatto emotivo […] testimoniano il buon mestiere del regista Fowler, già collaboratore di Fritz Lang. Collocabile nel filone inaugurato dall’Invasione degli ultracorpi, la storia è raccontata dal punto di vista della donna e, in questo senso, può essere reinterpretata come la sublimazione dell’incubo di una ragazza repressa o insoddisfatta, sullo sfondo della inappagante quotidianità della provincia americana». (Fantafilm)

Curiosità

Il film ha avuto un rifacimento nel 1998 con il film per la tv dal titolo “Ho sposato un alieno” (I Married a Monster).

Voto

voto 5 di 5 (Ritmo sostenuto, il film si nutre sia delle paranoie del pericolo rosso/alieno, sia dell’inquietudine e dell’insofferenza proprie della sonnacchiosa provincia americana, divenendo forse più inquietante del capo stipite della tematica, The invasion of the body snatchers)

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Locandina italiana

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Il film in italiano

Link esterni

La scheda di Ho sposato un mostro venuto dallo spazio da Fantafilm
La scheda di Ho sposato un mostro venuto dallo spazio da Wikipedia
La scheda di Ho sposato un mostro venuto dallo spazio da IMDB.com

Bibliografia

Esposito R. F., Ho sposato un mostro venuto dallo spazio, in Nova SF*, anno V (XXIII) n* 16 (58) , poi in Esposito R. F., 1989, Nostalgia e altri rancori, Perseo Libri, Bologna.

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