Futuropassato – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO 73: Gli uomini coccodrillo (1959)

Ben ritrovati.
Questa puntata è dedicata al cinema di fantascienza degli anni ’50, ambientato nelle ridenti (?) paludi del sud degli USA, un piccolo gioiello di quegli anni di Guerra fredda e guerre calde: Gli uomini coccodrillo (1959).

La locandina del film
La locandina del film

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Titolo originale The Alligator People
Paese di produzione USA
Anno 1959
Durata 74 min
Dati tecnici b/n
Genere fantascienza, orrore
Regia Roy Del Ruth
Soggetto Orville H. Hampton, Charles O’Neal
Sceneggiatura Orville H. Hampton, Robert M. Fresco (non accreditato)
Fotografia Karl Struss
Montaggio Harry Gerstad
Musiche Irving Gertz
Scenografia John Mansbridge, Lyle R. Wheeler

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Locandina dell’edizione in DVD

Il cast

Beverly Garland: Jane Marvin
George Macready: dottor Mark Sinclair
Lon Chaney Jr.: Mannon
Richard Crane: Paul Webster
Frieda Inescort: sig.ra Hawthorne
Bruce Bennett: dottor Erik Lorimer
Douglas Kennedy: dottor Wayne McGregor
Vince Townsend Jr.: Toby
Ruby Goodwin: Lou Anne

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I due protagonisti del film

Un po’ di storia

Al Webley Sanitarium uno psichiatra poco attento al codice deontologico e un suo collega, usando l’ipnosi per guarire una paziente, viene a conoscenza di una storia incredibile. La donna è Jane Marvin ma, sotto ipnosi, afferma di chiamarsi Joyce e di aver sposato Paul Webster. Mentre i due ancora erano sul treno in viaggio di nozze, il neo-maritino Paul riceve, fra i tanti telegrammi di congratulazioni, uno che lo preoccupa, così scende alla prima fermata e scompare. la moglie non si dà pace e finalmente scova una traccia: una piantagione nel cuore della Louisiana è l’indirizzo che Paul ha dato all’università in cui si è laureato.
Joyce giunge a Bayou Landing, piccola stazione deserta tra le paludi della Louisiana e qui accetta il passaggio di Manon, un uomo un uncino al posto della mano e tanto livore nei confronti degli alligatori da passarvi sopra con l’auto e sparargli alla prima occasione.
Il monco porta Joyce a casa della tenutaria, la signora Lavinia Hawthorne, che si dimostra molto fredda nei confronti della donna: la ospita perché non esiste altro posto dove andare per chilometri, ma le impone di rimanere chiusa in camera sua fino al mattino, quando ci sarà il prossimo treno. Ma la donna sente un uomo suonare il pianoforte e, quando lo raggiunge, l’uomo fugge senza farsi notare. La donna nota impronte di fango e la tastiera del pianoforte bagnata. L’uomo è Paul, orribilmente sfigurato.
Joyce ha tremendi sospetti, confermati involontariamente dalla visita del medico i famiglia. Joyce, sempre più convinta di essere sulla strada giusta, rifiuta di ripartire e mette alle strette la padrona di casa, la quale, in una crisi di pianto, confessa di essere la madre di Paul e di aver fatto tutto per aiutarlo.
La sera, Paul ritorna a casa, convinto che sua moglie sia ripartita, ma, appena scopre che non è così, fugge via, inseguito nelle paludi da Joyce. la donna sta per essere assalita da un serpente ma viene salvata da Manon, che la porta nella sua capanna e prova ad abusare di lei. Quando la donna si ribella e urla, lui la mette ko con un pugno, ma interviene in suo soccorso Paul che mette ko Manon e riporta la donna svenuta nella villa.
Il professore decide di raccontare a Joyce la storia delle sue ricerche e dei suoi esperimenti sugli esseri umani, sul compreso.
La verità è che l’uomo, rimasto terribilmente ustionato nel viso a seguito di un incidente aereo, era tornato nella casa materna in Louisiana dove il dottor Mark Sinclair sta studiando le proprietà di un siero ricavato dalle cellule di un alligatore che nelle sue intenzioni dovrebbe rigenerare, come accade ai rettili, parti mutilate o gravemente danneggiate. Ma il siero non funziona, o meglio gli effetti del siero non sono quelli sperati: non solo le cicatrici di Paul non migliorano affatto, ma la sua pelle si indurisce ed assume un orrido colorito verdastro. In breve: Paul è vittima di una spaventosa metamorfosi che lo trasforma in un “uomo alligatore”, tanto più pericoloso in quanto affamato.
Sulla pressione di Joyce e dello stesso Paul, il dottore adotta su Paul un metodo sperimentale di cura, ma proprio in quel momento interviene un Manon ubriaco che si fa largo a forza di pugni e distrugge il macchinario. per effetto delle azioni di Manon, Paul si trasforma in un vero e proprio uomo alligatore che fugge nella notte mentre Manon muore fulminato dal macchinario.
Joyce lo insegue mentre il laboratorio esplode.
Il povero Paul si getta in acqua, dove viene aggredito dagli alligatori del posto, ma riesce a salvarsi, quindi Paul, in un estremo barlume di coscienza, compreso di non avere scampo e che soltanto la morte potrà liberarlo, sotto gli occhi di Joyce.

Analisi

La sceneggiatura si regge, anche se a fatica, ma non va oltre i topoi del genere degli anni ’50. La recitazione non è eccelsa, ma neanche da buttare. Il tema della superbia della scienza e della relativa punizione, già in nuce in Frankestein, è qui addirittura teorizzato dallo scienziato (non così) matto Sinclair., prima di sottoporre ad un tentativo sperimentale Paul stesso.
La regia non è particolarmente ispirata, forse perché il regista è alla fine (della carriera e della vita, visto che morirà due anni dopo), ma sicuramente solida, tranne che nel finale, un po’ rabberciato.In pratica, un film ancora abbastanza godibile, se si accettano le limitazioni dell’epoca.

Curiosità

È una delle pochissime pellicole di fantascienza degli anni ’50 – insieme all’inedita Attack of the Giant Leeches (1959) di Bernard L. Kowalski – ad essere ambientata nel Profondo Sud degli Stati Uniti (nel caso specifico, nelle paludi della Louisiana).
Era stato progettato un videogioco per Atari 2600, ispirato al film, ma non è mai uscito in commercio. Recentemente, è stato ritrovato un prototipo mostrato al pubblico.
Si dice che per migliorare la sua interpretazione di uomo in preda ai fumi dell’alcol, l’attore Lon Chaney Jr. presumibilmente andava in scena già ubriaco e doveva essere guidato passo passo. O più verosimilmente a fine carriera, Chaney era spesso incline all’alcolismo anche fuori dalle scene.

Voto

voto 3 di 5 (scorrevole e non banale, tranne che nel finale, da dimenticare)

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Un coccodrillo sottoposto a radiazioni

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Il trailer

Il film in lingua originale

Link esterni

La scheda di gli uomini coccodrillo da IMDB.com
La scheda di gli uomini coccodrillo da Wikipedia
La scheda di gli uomini coccodrillo da All Movie
La scheda di gli uomini coccodrillo da Il blog dello zinefilo
La scheda di gli uomini coccodrillo da Fantasticinema
La scheda di gli uomini coccodrillo da Fantaclassici
La scheda di gli uomini coccodrillo da Horror e dintorni

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