FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 27: Totò nella luna (1958)

Puntata speciale della nostra rassegna di cinema di fantascienza d’antan, anticipata al sabato per la Pasqua, dedicata al principe della risata morto ormai 50 anni fa e ancora rimpianto: il principe Antonio De Curtis ovvero l’immortale Totò. Ebbene sì anche il principe ha avuto il suo momento SF, ovviamente fortemente ibridato con la commedia, di cui era maestro. Il film è (e difficilmente potrebbe essere diversamente) Totò nella Luna (1958).

La locandina del film
La locandina del film

La sched(in)a

Titolo originale Totò nella luna
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1958
Durata 94 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere comico, fantascienza
Regia Steno
Soggetto Steno, Lucio Fulci
Sceneggiatura Sandro Continenza, Ettore Scola, Steno
Produttore Mario Cecchi Gori
Fotografia Marco Scarpelli
Montaggio Giuliana Martelli
Musiche Alessandro Derevitsky
Scenografia Giorgio Giovannini

Una scena del film
Una scena del film

Il cast

Totò: il cav. Pasquale da Poggio Mirteto
Sylva Koscina: Lidia, la figlia
Ugo Tognazzi: Achille Paoloni
Luciano Salce: Von Braut
Sandra Milo: Tatiana
Agostino Salvietti: il ragionier Iannutti
Renato Tontini: Vladimiro
Giacomo Furia: il commendator Santoni
Jim Dolen: O’Connor
Richard Mc Namara: Campbell
John Karlsen: il dottor John Forrester
Anna Maria di Giulio: Teodolinda Cancellotti (alias Doris Isgrid)
Rodolfo Lodi: il dottor Cardone
Toni Ucci: il dottore che medica Achille
Lamberto Antinori: il dottor Crespi
Piera Arico: l’infermiera
Francesco Mulè: il vigile urbano
Marco Tulli: un creditore
Ignazio Leone: un poliziotto in bici
Salvo Libassi: l’altro poliziotto in bici
Ivy Holzer: la “cosona”/la nuova domestica dei Paoloni

Totò e la “cosona” Ivy Holzer
Totò e la “cosona” Ivy Holzer

Un po’ di storia

Il fattorino Achille Paoloni (Ugo Tognazzi), impiegato presso Soubrette, piccola casa editrice del cavaliere Pasquale Belafronte (Totò), ha scritto un romanzo di fantascienza che spera inutilmente di fare pubblicare attraverso l’aiuto dell’ostile cavaliere.
Scienziati statunitensi nel frattempo vengono a conoscenza del fatto che Achille ha nel sangue una sostanza adatta per i voli spaziali, il glumonio, eredità dell’inusuale allattamento a base di latte di scimmia quando era neonato. Quando due inviati dell’FBI si presentano in ufficio per proporre ad Achille una missione spaziale, questi pensa che siano rappresentanti editoriali venuti per pubblicare il suo romanzo oltreoceano. Il cavalier Pasquale, venuto a conoscenza della cosa, si rimangia anni di insulti e ostilità verso il povero Achille e fa di tutto per pubblicare il romanzo a proprie spese, acconsentendo perfino alle nozze tra il giovane e sua figlia Lidia. Ben presto però si rende conto che si è trattato di un abbaglio: gli USA non vogliono affatto “lanciare Il razzo nello spazio”, ossia pubblicare il romanzo, ma lanciare il razzo nello spazio, cioè far atterrare sulla Luna il giovane in persona, conteso peraltro anche da una misteriosa potenza straniera guidata dallo scienziato interplanetario tedesco Von Braut e dalla bellissima spia Tatiana.
I piani delle due potenze rivali vengono ostacolati da strani extraterrestri (gli Anellidi) che inviano sulla terra due “cosoni”, copie identiche di Pasquale e Achille in modo che siano loro ad essere spediti sulla Luna in modo che gli umani in realtà falliscano; ciò per evitare che la conquista dello spazio da parte degli umani pregiudichi il pacifico equilibrio tra i popoli alieni. Alla fine, il vero Pasquale ed il “cosone” di Achille si ritrovano insieme sulla Luna. Totò si adatta a vivere sulla luna ma solo dopo aver ottenuto  che il clone dello scrittore diventasse una bella ragazza.

Una scena del film

Analisi

Totò nella luna è un film del 1958 diretto da Steno. Costituisce una parodia dei film di fantascienza sulla conquista dello spazio popolari all’epoca, tra i quali Uomini sulla Luna del 1950 e L’invasione degli Ultracorpi del 1956. Ma la pellicola è anche una parodia dei film di genere sulla conquista dello spazio – tra cui il celebre Uomini sulla Luna del 1950 – ed è stata vista come la risposta in chiave comica a La morte viene dallo spazio di Paolo Heusch, distribuito nello stesso anno, generalmente indicato come il primo film italiano di fantascienza, in quanto girato con intento drammatico e non farsesco.
I nemici che vengono dallo spazio sono gli Anellidi che clonano i nostri eroi con degli strani baccelli, i “cosoni”, che hanno la primordiale forma di “fagioloni germinatori”, richiamo parodistico ai “baccelloni” del celebre classico della fantascienza statunitense L’invasione degli Ultracorpi (1956) di Don Siegel, distribuito in Italia l’anno precedente (1957) dalla Lux Film.
Luciano Salce è giovanissimo, molto bravo nella parte della spia tedesca che vuole ibernare i due malcapitati e spedirli sulla luna. Francesco Mulè – anche lui alle prime interpretazioni – convince nei panni di un imbranato vigile urbano. Sandra Milo è un elemento sexy importante, perché la sua mise in costume prima di un tuffo in piscina e le gambe nude per farsi fotografare dall’editore sono uno spettacolo.
E ora una citazione: “In “Totò nella luna” la comicità è cercata prevalentemente nella mimica e nelle situazioni ipertroficamente irreali, come tutta la sequenza del congelatore, che tra l’altro è plagiata da “Due cuori tra le belve”. È veramente un Totò prima maniera, cui fa da pendant un Tognazzi anche lui degradato al rango di pupazzo animato, in scene di fuga alla Ridolini, di doppia pernacchia, di inseguimenti con lo spazzolone e di varie quanto inutili sciatterie”. Il brano è tratto da “Totò principe clown” di Ennio Bìspuri, e non esprime per niente il giudizio di chi scrive, che invece apprezza la commistione sui generis fra comicità e temi SF e l’intento parodistico evidente in tutta la prima parte del film, sia sui film sulla conquista dello spazio, sia sui film basati su improbabili invasori spaziali che nascondono, in realtà, più o meno bene, le problematiche della Guerra Fredda.
Totò, invece, è Totò. Ammiccamenti, tecniche di movimento, smorfie, sono patrimonio di un artista poliedrico che, nel girare questo film alla velocità della luce (si racconta che molti di questi film venivano girate in due settimane!), si rifà al linguaggio dell’avanspettacolo, che ben conosceva.

Sylva Koscina
Sylva Koscina in tutta la sua nordica bellezza

Voto

voto 4 di 5 (da vedere, soprattutto per le prove di Totò e Tognazzi)

Una scena del film
Una scena del film

multimedia

Il trailer

Una scena del film

Link esterni

La scheda di Totò nella luna da antoniodecurtis.com
La scheda di Totò nella luna da tenentecolombo.com
La scheda (EN) di Totò nella luna, su Internet Movie Database, IMDb.com. 
La scheda di Totò nella luna, in CineDataBase, Rivista del cinematografo.
La scheda di Totò nella luna, in MYmovies.it, Mo-Net Srl.
La scheda di Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di) su Totò nella luna, da Fantafilm.net.
La scheda di Totò nella luna su Cineteca di Caino

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