FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 55: Il pianeta degli uomini spenti (1961)

Buona domenica e ben ritrovati nella nostra rubrica sul cinema di fantascienza del passato. Questa volta, parleremo di una pellicola caposcuola della SF italica: Il pianeta degli uomini spenti (1961).

La locandina del film

La sched(in)a

Titolo originale Il pianeta degli uomini spenti
Altri titoli Battle of the Worlds – The Arrival of the Outsider (USA) Le planète des hommes perdus – L’etranger du Cosmos (France)
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1961
Durata 102 min. (84 min. vers. USA)
Dati tecnici B/N e a colori
Genere fantascienza, drammatico
Regia Antonio Margheriti (come Anthony Dawson)
Soggetto Ennio De Concini (come Vassilji Petrov)
Sceneggiatura Ennio De Concini (come Vassilji Petrov)
Casa di produzione Ultra Film – Sicilia Cinematografica
Distribuzione (Italia) Lux Film
Fotografia Marcello Masciocchi
Montaggio Mario Serandrei (come Jorge Serrallonga)
Musiche Mario Migliardi
Scenografia Giorgio Giovannini (architetto), Umberta Cesarano (scenografa), Massimo Tavazzi (arredatore)
Trucco Telemaco Tilli
Sfondi Massimo Tavazzi

“Altra

Il cast

Claude Rains: professor Benson
Bill Carter: comandante Bob Cole
Umberto Orsini: dottor Fred Steele
Renzo Palmer: Barrington
Maya Brent: Eva Barnett
Jaqueline Derval: Evelyn Collins
Carlo D’Angelo: generale Varreck
Giuliano Gemma: Moran
Jim Dolen: Boyd
Carol Danell: Cathy Cole
Giuseppe Pollini: Pat
John Stacy: dottor Cornfield
Aldo D’Ambrosio: membro della Commissione delle Nazioni Unite
Massimo Righi: Lewis Boyd
Annamaria Mustari (come Anna Maria Mustari)
John Karlsen (non accreditato): capo della Commissione delle Nazioni Unite

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Un po’ di storia

Gli scienziati di un osservatorio scoprono che un pianeta sconosciuto si dirige in rotta di collisione verso la Terra. Il pianeta, che appare disabitato e deserto, è controllato da un enorme supercomputer programmato per conquistare la Terra, malgrado i suoi creatori siano estinti. Sul pianeta vi sono migliaia di dischi volanti teleguidati dal computer. Le armi terrestri non possono nulla contro il pianeta invasore e solo un eccentrico scienziato, il professor Benson – responsabile dell’osservatorio e insigne matematico – sostiene di poter sventare la minaccia, trovando il modo di bloccare tutte le macchine aliene e annullando la loro programmazione.
Gli Stati Maggiori, però, non tengono nella dovuta considerazione gli avvertimenti dello scienziato e preferiscono agire secondo i loro piani. Inviano pertanto un certo numero di astronavi contro il pianeta, dal quale però partono gruppi di dischi volanti che distruggono sistematicamente i mezzi terrestri. Quando la situazione diventa realmente drammatica e la Terra sta per essere distrutta dal pianeta, gli Stati Maggiori si arrendono alla scienza di Benson, il quale riesce a stabilire che i dischi volanti sono mossi da impulsi acustici provenienti dall’interno del pianeta, dove giacciono i resti di milioni di esseri pensanti uccisi da una ignota catastrofe. Stabilita la causa motrice dei dischi, diventa facile per le astronavi distruggerli. Benson, con un gruppo di scienziati, sbarca infine sul pianeta misterioso e si inoltra nelle sue viscere per vedere coi propri occhi il segreto intuito. Sordo ai richiami dei compagni di viaggio, egli si rifiuta di tornare a bordo dell’astronave che lo riporterebbe con gli altri sulla terra. Preso dalla sua curiosità scientifica, Benson resta così sul pianeta che poco dopo viene distrutto e disintegrato con dei missili nucleari.

Analisi

Che Margheriti fosse un artista del cinema, è abbastanza evidente se si osserva questo film con molta attenzione. I temi della SF sono masticati ed acquisiti a dovere, ma riprodotti con italica improvvisazione e arte dell’arrangiarsi. Bella l’idea di trasformare grovigli di tubi in esseri alieni morti. Belli anche i modellini delle navi spaziali, animate in modo tradizionale, perfettamente in linea con le produzioni statunitensi, ben più ricche.
La regia è attenta e strizza l’occhio al genere, ad esempio nella scena finale del professore che rischia la vita per conoscere il mondo alieno, come nel rapporto fra scienziati e militari, leitmotiv di molta SF d’Oltreoceano.

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una scena del film

Recensioni

«Margheriti, a corto di finanziamenti e di effetti speciali, sviluppa la storia tra gli interni dell’osservatorio (situato su un’isola poco ospitale), gli abitacoli delle navicelle spaziali e le gallerie sotterranee del pianeta sconosciuto. Il film perde in spettacolarità, ma guadagna una impostazione originale. L’idea di fondo verrà ripresa nel Pianeta errante» (Fantafilm).

Curiosità

Secondo film diretto da Antonio Margheriti (qui con lo pseudonimo di Anthony Dawson utilizzato in quasi tutti i suoi film successivi), fu una produzione a basso costo ma con finanziamenti superiori del precedente film di Margheriti Space Men (1960), consentendo di scritturare un attore di fama internazionale quale Claude Rains.
Come il precedente, fu scritto da Ennio De Concini con lo pseudonimo di Vassilji Petrov.
Secondo Edoardo Margheriti, figlio del regista, la pellicola è ispirata al fumetto Flash Gordon di Alex Raymond nei personaggi e nelle situazioni della prima parte.
A causa dei limiti di budget le creature extraterrestri (le prime del cinema italiano) furono rappresentate da grovigli di tubi di plastica lattiginosa illuminati con luci rosse o verdi.

Voto

voto 4 di 5 (da vedere, soprattutto considerando le difficoltà e le ristrettezze economiche di partenza)

Un’astronave
Un’astronave

multimedia

Il film in italiano

Link esterni

La scheda di da antoniomargheriti.com.
La scheda di da Fantafilm
La scheda di da Wikipedia
La scheda di da ilDavidotti.it
La scheda di Il pianeta degli uomini spenti da IMDB.com
La scheda di Il pianeta degli uomini spenti da AllMovie.com

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