FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 99: Anno 2118: progetto X (1968)

Ci siamo quasi.
Mentre Dicembre incalza con i suoi consumistici regali, ci stiamo avvicinando alle fatidiche tre cifre. Cosa succederà poi? Boh. Confesso di non saperlo nemmeno io che scrivo queste note di apertura.
Per ora, visto che di spoiler non ce ne sono, gustatevi questa nuova puntata, dedicata ad un film del fatidico 1968, per l’epoca molto avanzato: Anno 2118: progetto X (1968)

La locandina del film
La locandina del film

La sched(in)a

Titolo originale Project X
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d’America
Anno 1968
Durata 97 min
Genere fantascienza
Regia William Castle
Soggetto Leslie P. Davies
Sceneggiatura Edmund Morris
Produttore William Castle
Casa di produzione William Castle Productions
Fotografia Harold E. Stine
Montaggio Edwin H. Bryant
Effetti speciali Chet Johns
Musiche Van Cleave
Scenografia Hal Pereira, Walter H. Tyler (art director)
Robert R. Benton, Joseph J. Stone (set decorator)
Costumi Robert Magahay, Shirlee Strahm
Trucco Nellie Manley, Wally Westmore, Marvin G. Westmore

“Locandina
Locandina dell’edizione italiana

Il cast

Christopher George: Hagan Arnold
Greta Baldwin: Karen Summers
Henry Jones: dottor Crowther
Patrick Wright: Stover
Harold Gould: colonnello Holt
Lee Delano: dottor Tony Verity
Monte Markham: Gregory Gallea
Charles Irving: maggiore Tolley
Ed Prentiss: Hicks
Phillip Pine: dottor Lee Craig (accreditato come Phillip E. Pine)
Robert Cleaves: dottor George Tarvin
Maryesther Denver: Overseer
Sheila Bartold: Sybil Dennis
Ivan Bonar: colonnello Cowen
Keye Luke: Sen Chiu (accreditato come Key Luke)
Walt Davis: poliziotto

 (il cervello di Gallea e lo scienziato)
(il cervello di Gallea e lo scienziato)

Un po’ di storia

Anno 2118: il clima geopolitico della terra è cambiato significativamente nel corso degli anni. Il mondo è diviso in due blocchi contrapposti, quello occidentale e quello sinoasiatico. La sovrappopolazione è un problema incombente. Hagen Arnold (Christopher George) è una spia occidentale. Di ritorno da una missione nella Sinoasia, riesce a lanciare da bordo del suo aereo un drammatico messaggio ai suoi superiori nel quale avverte che “L’Occidente sarà distrutto entro quattordici giorni”. Poi prende un farmaco anti-tortura che gli provoca un’amnesia. Hagen Arnold viene recuperato dallo Stato Maggiore occidentale e messo in sospensione criogenica, in attesa di escogitare un metodo per conoscere l’effettiva consistenza del paventato pericolo. A tal scopo, gli scienziati occidentali ricorrono all’utilizzo di un dispositivo olografico di lettura della memoria che può vedere dentro la mente di Hagen mentre dorme. Gli scienziati inoltre creano un’elaborata rievocazione storica degli anni sessanta (Hagen ha infatti una laurea in storia su questo decennio tumultuoso) come mezzo per creare un ambiente fittizio che possa far emergere le informazioni celate nella mente dell’ignaro Hagen. Per mantenere bassi i suoi sospetti relativamente alla ricostruzione del periodo storico, gli scienziati creano una matrice di personalità ad-hoc da impiantare nella sua mente. Egli è portato a credere di essere un criminale, nascosto in una fattoria da cui non può andarsene per non essere arrestato.
Mentre i giorni passano e il termine dei quattordici giorni si avvicina, Hagen entra in contatto con una giovane operaia futuristica di nome Karen Summers (Greta Baldwin) la cui presenza rischia di creare qualche errore anacronistico con la rievocazione storica dove egli si trova. Un cecchino invisibile spaventa la ragazza, lasciando Hagen sospettoso, ma senza per il momento intaccare la sua fiducia in merito alla realtà che egli sta vivendo. Il governo trova e detiene Karen, ma la tensione aumenta in quanto non solo Hagen non ha ancora rivelato il segreto di cui hanno bisogno, ma un altro agente, il cecchino invisibile, un uomo conosciuto come Gregory Gallea (Monte Markham), entra nella scena nel tentativo di persuadere i ricordi di Hagen. La sua intenzione è di ottenere le preziose informazioni allo scopo di tradire l’Occidente. Anche Gallea è stato una spia occidentale, scomparso da due anni e ritenuto morto, presumibilmente ucciso in azione. Fu Gallea che aiutò Hagen a fuggire dalla Sinoasia.
La visualizzazione della memoria tramite il dispositivo olografico scatena in Hagen un potere mentale. Tale potere sviluppa una propria componente dinamica in grado di uccidere Gallea in una spettacolare esposizione di luce, vento e furia. La sua morte diventa però la chiave che gli scienziati occidentali stavano cercando. Essi estraggono il cervello di Gallea dal suo corpo, e, mantenendolo in vita all’interno di un apposito dispositivo, eseguono su di esso lo stesso esercizio di lettura della memoria tramite ologrammi come fatto con Hagen. I ricordi di Gallea mostrano finalmente il piano sinoasiatico per distruggere l’Occidente: egli ha iniettato ad Hagen un mix di antiche malattie che, in quattordici giorni, lo avrebbero reso una bomba batteriologica vivente in grado di provocare morte e pestilenza in tutto l’Occidente, distruggendolo così in maniera efficace dal suo interno.
Lo scienziato principale, Crowther (Henry Jones), ricorda che Hagen era rimasto in sospensione criogenica durante la maggior parte del periodo dei quattordici giorni, vi è così tempo a sufficienza per sviluppare un vaccino da distribuire alla popolazione e salvare così l’Occidente. Tutto ciò accade mentre Hagen è incosciente. Successivamente gli scienziati impiantano una terza identità in lui, in cui vive felicemente sposato con la bella Karen Sommers. Hagen si sveglia in un nuovo futuro luminoso e felice per lui, un uomo sposato a cui sarà consentito di avere due figli dalla sua nuova moglie.

Analisi

Bel film, scorrevole con effetti speciali per l’epoca all’avanguardia. ottima l’idea di situare la falsa vita dello smemorato negli anni ’60, sostenendo la passione dell’uomo per quel periodo. La sceneggiatura scorre leggera verso il colpo di scena finale. Buona prova degli attori, soprattutto del paziente ma non troppo scienziato, mentre il cattivo si rivela solo nel finale, mantenendo si su buoni livelli. Inutile dire che il punto debole del cast è probabilmente la bionda amica dello smemorato (ma anche lo smemorato non scherza, inquietante auto a mono-espressività). Buona la regia.

Recensioni

« William Castle dirige con mano esperta un soggetto in cui i meccanismi della storia di spionaggio fanno da cornice ai prospettati pericoli della guerra batteriologica. Una elaborata costruzione visiva di immagini oniriche trasmette un crescente senso di angoscia che prepara la drammatica rivelazione finale di fronte alla quale anche la scienza sembra impotente. Un puzzle fantascientifico che in Italia non riscosse la dovuta attenzione. »
(Fantafilm)

Voto

voto 4 di 5 (ancora vedibile, malgrado qualche ingenuità, dopo tutti questi anni)

Christopher George e Greta Baldwin

Link esterni

La scheda di Anno 2118: progetto X (1968) da Wikipedia
La scheda di Anno 2118: progetto X (1968) da Fantafilm
La scheda di Anno 2118: progetto X (1968) da IMDB.com
La scheda di Anno 2118: progetto X (1968) da Allmovie
La scheda di Anno 2118: progetto X (1968) da Rotten Tomatoes

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