Riutilizzo dei vestiti

In tempi di crisi, è necessario un più accorto uso delle risorse, siano esse piccole o grandi. Tuttavia, questo non deve farci dimenticare la solidarietà e i bisogni delle persone in difficoltà che, anzi sono le più colpite dalla crisi stessa. Si può coniugare solidarietà e risparmio? Si. Un esempio è l’ottimo sistema di raccolta degli indumenti usati della associazione do volontariato “le serre” di Cosenza, che raccoglie gli indumenti (e anche altro materiale) per le famiglie in difficoltà. Il materiale non riutilizzabile viene inviato alla ciclo di recupero delle stoffe e dei tessuti.

La narrazione a fumetti parte 4

Vediamo qualche esempio. La linea cinetica è fondamentale per dare movimento ad un’immagine fortemente plastica, in cui, cioè, la torsione del corpo non dà movimento ma avvicina piuttosto all’immobilità della scultura, in cui il movimento è solo simulato. Ecco un esempio di questa soluzione: una vignetta dal Tarzan di Burne Hogarth (1976, © e ™ degli aventi diritto):

una vignetta tratta dal Tarzan di Hogarth del 1976
una vignetta tratta dal Tarzan di Hogarth del 1976

Invece, in questa vignetta tratta da Luke cage, Powerman della casa editrice newyorkese Marvel (la stessa di Spiderman, X-Men, Fantastic Four, Iron Man e dei più recenti blockbusters Thor e Captain America, first avenger) la linea cinetica è utilizzata per indicare l’intensità della forza che Luke usa per sfondare con un calcio la porta (1973, © e ™ degli aventi diritto):

Luke Cage in azione
Luke Cage - Powerman in azione

Nell’ultima vignetta di questa serie, invece, le linee cinetiche hanno un doppio significato: riprodurre, ovviamente direzione e verso del movimento di Daredevil e del Coleottero, ma anche accentuare l’effetto emotivo, trasmettendo, con le linee cinetiche poste a raggiera in alto l’intensità emotiva della scena (1971, © e ™ degli aventi diritto):

daredevil in azione contro il coleottero
Daredevil in azione contro il coleottero

La narrazione a fumetti parte 3

Le linee cinetiche, nate con il fumetto d’avventura nei primi anni ’30 del ‘900, sono state a lungo protagoniste delfumetto d’azione, soprattutto negli ipercinetici fumetti di supereroi statunitensi. In Europa, invece,  a partire dalla ricerca e dalla sperimentazione degli anni ’70, la linea cinetica è andata rarefacendosi. Nel fumetto d’autore, la linea cinetica viene inserita nella scena dandole un valore narrativo e coinvolgendola nell’azione, di cui diviene parte integrante (perdendo così il valore di pura indicazione), oppure viene eliminata o estremamente rarefatta. Fa eccezione il fumetto cosiddetto “popolare”, in cui viene ancora oggi usata nel suo valore tradizionale di indicazione di direzione. Per averne un’idea, basta dare un’occhiata alla produzione attuale della Bonelli o della Starcomics.

La narrazione a fumetti parte 2

Il secondo elemento che caratterizza il movimento del fumetto sono le linee cinetiche o linee di movimento. A differenza della posa del corpo, le linee cinetiche non fanno parte della scena; sono infatti segni convenzionali (cioè frutto di un accordo fra lettore e disegnatore, non riscontrabili nella realtà esterna) utilizzati per indicare direzione, verso e, un alcuni casi, intensità del movimento.
Le linee cinetiche sono apparse, più o meno, nel momento in cui, accanto al fumetto umoristico e comico, si sviluppava il fumetto d’azione. Siamo, per intenderci, negli anni ’30, l’età dell’oro, con personaggi del calibro di Mandrake, Flash Gordon e Phantom (ma chi sono, diranno i miei lettori più giovani… pazienza, la risposta, per il momento, soffia nel vento…). Nel fumetto comico, fino ad allora, predominavano le immagini fisse, con netti richiami alla tecnica dell’illustrazione, anche se vi sono degli accorgimenti per suggerire il movimento, come nella striscia sotto riportata di Topolino (© e ™ degli aventi diritto):

in questo caso, il senso del movimento è dato dalla sequenza delle nuvolette di polvere evidentemente sollevate da Topolino e dal leone. Non si tratta quindi di segni convenzionati, ma di elementi della scena (le nuvolette di polvere indicano la presenza di polvere, sollevata effettivamente al passaggio).

la narrazione a fumetti parte 1

La tecnica di narrazione dei fumetti ha caratteristiche sue proprie, che solo in parte sono vicine a quelle degli altri media, cinema in primis. Infatti, anche se la struttura è vicina a quella del cinema, tanto che in entrambi i casi si parla di inquadratura, tagli, sequenze e piani america vari, il fumetto ha una sua caratteristica propria, o meglio una sua mancanza: il movimento. Dov’è infatti il movimento? Le immagini sono fisse, il movimento pertanto può essere solo “suggerito” e sta al lettore dover “completare” le indicazioni del disegno fisso con il movimento supposto.
Quali sono gli elementi che suggeriscono il movimento? Innanzitutto, il primo indicatore è la posizione del corpo. Un corpo in una posizione instabile, infatti,  suggerisce movimento nel momento in cui suggerisce che il corpo, non potendo rimanere nella posizione in cui è disegnato, deve muoversi. Ma è fondamentale la collaborazione del lettore. Questi deve individuare la posizione, inserirla in una sequenza di movimenti (di cui la posizione disegnata è una fase intermedia) ed individuarne il movimento e soprattutto la destinazione. La collaborazione è fondamentale, tanto che, mentre inizialmente il movimento veniva suggerito con delle linee disposte parallelamente al movimento che deve essere suggerito al lettore, con il passare del tempo le linee di movimento sono andate “dissolvendosi”, sostituite da soluzioni differenti (ad esempio, la ripetizione dell’immagine in
posizioni successive).

la narrazione a fumetti parte 1

La tecnica di narrazione dei fumetti ha caratteristiche sue proprie, che solo in parte sono vicine a quelle degli altri media, cinema in primis. Infatti, anche se la struttura è vicina a quella del cinema, tanto che in entrambi i casi si parla di inquadratura, tagli, sequenze e piani america vari, il fumetto ha una sua caratteristica propria, o meglio una sua mancanza: il movimento. Dov’è infatti il movimento? Le immagini sono fisse, il movimento pertanto può essere solo “suggerito” e sta al lettore dover “completare” le indicazioni del disegno fisso con il movimento supposto.
Quali sono gli elementi che suggeriscono il movimento? Innanzitutto, il primo indicatore è la posizione del corpo. Un corpo in una posizione instabile, infatti,  suggerisce movimento nel momento in cui suggerisce che il corpo, non potendo rimanere nella posizione in cui è disegnato, deve muoversi. Ma è fondamentale la collaborazione del lettore. Questi deve individuare la posizione, inserirla in una sequenza di movimenti (di cui la posizione disegnata è una fase intermedia) ed individuarne il movimento e soprattutto la destinazione. La collaborazione è fondamentale, tanto che, mentre inizialmente il movimento veniva suggerito con delle linee disposte parallelamente al movimento che deve essere suggerito al lettore, con il passare del tempo le linee di movimento sono andate “dissolvendosi”, sostituite da soluzioni differenti (ad esempio, la ripetizione dell’immagine in
posizioni successive).

Di nuvole parlanti…

Un settore sempre amato dall’associazione è sempre stato il mondo dei fumetti. Due generazioni di Csb si sono confrontate a lungo e si confrontano tuttora su Tex, Dylan Dog, Capitan America e Pazienza o l’Eternauta. Purtroppo, per varie ragioni, non sempre la rivista associativa la Ciminiera ha potuto mettete a frutto queste e altre conoscenze in materia. E’ sembrato dunque a tutti noi questo blog lo spazio adatto per approfondire, commentare, discutere e, si spera, appassionare al grande mondo delle nuvole parlanti. Il resto a presto…

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