(In)sanità calabrese

Dato il riaprirsi delle tensioni politiche da campagna elettorale, come già fece qualche anno fa, per il CSB il dott. Antonio Anzani, già Provveditore agli studi del catanzarese, tenteremo di fornire qualche speriamo utile suggerimento a chi si appresta a scendere nell’agone della campagna elettorale. Cultura della politica,  dunque, intesa come servizio al cittadino, bene comune, amministrazione oculata ed incisiva della res communis. Iniziamo questo percorso da uno dei settori più “inguaiati” della società: la sanità.

la narrazione a fumetti 5

Il cosiddetto fumetto d’artista, a cavallo fra la fine degli anni ’60 e l’inizio deglianni ’80, forse per una forma di idiosincrasia o di albagia, cerca di eliminare (anche) le linee cinetiche. Ne vengono fuori sperimentazioni interessanti, come la ripetizione delle immagini per indicare un movimento rapido o la disposizione in fila che viene letta in modo dinamico, come nelle immagini 4 e 5 tratte da le avventure di Penthotal di Andrea Pazienza (© e ™ degli aventi diritto):

Immagine tratta dalle straordinarie avventure di Pentothal di A. Pazienza

Immagine 4: Le immagini in cui è scomposto il movimento per riprodurre un movimento molto rapido
Immagine tratta da le straordinarie avventure di Pentothal di A. Pazienza
Immagine 5: Il movimento lento della fila reso da uno schema che sostituisce il movimento stesso

Riutilizzo dei vestiti

In tempi di crisi, è necessario un più accorto uso delle risorse, siano esse piccole o grandi. Tuttavia, questo non deve farci dimenticare la solidarietà e i bisogni delle persone in difficoltà che, anzi sono le più colpite dalla crisi stessa. Si può coniugare solidarietà e risparmio? Si. Un esempio è l’ottimo sistema di raccolta degli indumenti usati della associazione do volontariato “le serre” di Cosenza, che raccoglie gli indumenti (e anche altro materiale) per le famiglie in difficoltà. Il materiale non riutilizzabile viene inviato alla ciclo di recupero delle stoffe e dei tessuti.

La narrazione a fumetti parte 4

Vediamo qualche esempio. La linea cinetica è fondamentale per dare movimento ad un’immagine fortemente plastica, in cui, cioè, la torsione del corpo non dà movimento ma avvicina piuttosto all’immobilità della scultura, in cui il movimento è solo simulato. Ecco un esempio di questa soluzione: una vignetta dal Tarzan di Burne Hogarth (1976, © e ™ degli aventi diritto):

una vignetta tratta dal Tarzan di Hogarth del 1976
una vignetta tratta dal Tarzan di Hogarth del 1976

Invece, in questa vignetta tratta da Luke cage, Powerman della casa editrice newyorkese Marvel (la stessa di Spiderman, X-Men, Fantastic Four, Iron Man e dei più recenti blockbusters Thor e Captain America, first avenger) la linea cinetica è utilizzata per indicare l’intensità della forza che Luke usa per sfondare con un calcio la porta (1973, © e ™ degli aventi diritto):

Luke Cage in azione
Luke Cage - Powerman in azione

Nell’ultima vignetta di questa serie, invece, le linee cinetiche hanno un doppio significato: riprodurre, ovviamente direzione e verso del movimento di Daredevil e del Coleottero, ma anche accentuare l’effetto emotivo, trasmettendo, con le linee cinetiche poste a raggiera in alto l’intensità emotiva della scena (1971, © e ™ degli aventi diritto):

daredevil in azione contro il coleottero
Daredevil in azione contro il coleottero

La narrazione a fumetti parte 3

Le linee cinetiche, nate con il fumetto d’avventura nei primi anni ’30 del ‘900, sono state a lungo protagoniste delfumetto d’azione, soprattutto negli ipercinetici fumetti di supereroi statunitensi. In Europa, invece,  a partire dalla ricerca e dalla sperimentazione degli anni ’70, la linea cinetica è andata rarefacendosi. Nel fumetto d’autore, la linea cinetica viene inserita nella scena dandole un valore narrativo e coinvolgendola nell’azione, di cui diviene parte integrante (perdendo così il valore di pura indicazione), oppure viene eliminata o estremamente rarefatta. Fa eccezione il fumetto cosiddetto “popolare”, in cui viene ancora oggi usata nel suo valore tradizionale di indicazione di direzione. Per averne un’idea, basta dare un’occhiata alla produzione attuale della Bonelli o della Starcomics.

La narrazione a fumetti parte 2

Il secondo elemento che caratterizza il movimento del fumetto sono le linee cinetiche o linee di movimento. A differenza della posa del corpo, le linee cinetiche non fanno parte della scena; sono infatti segni convenzionali (cioè frutto di un accordo fra lettore e disegnatore, non riscontrabili nella realtà esterna) utilizzati per indicare direzione, verso e, un alcuni casi, intensità del movimento.
Le linee cinetiche sono apparse, più o meno, nel momento in cui, accanto al fumetto umoristico e comico, si sviluppava il fumetto d’azione. Siamo, per intenderci, negli anni ’30, l’età dell’oro, con personaggi del calibro di Mandrake, Flash Gordon e Phantom (ma chi sono, diranno i miei lettori più giovani… pazienza, la risposta, per il momento, soffia nel vento…). Nel fumetto comico, fino ad allora, predominavano le immagini fisse, con netti richiami alla tecnica dell’illustrazione, anche se vi sono degli accorgimenti per suggerire il movimento, come nella striscia sotto riportata di Topolino (© e ™ degli aventi diritto):

in questo caso, il senso del movimento è dato dalla sequenza delle nuvolette di polvere evidentemente sollevate da Topolino e dal leone. Non si tratta quindi di segni convenzionati, ma di elementi della scena (le nuvolette di polvere indicano la presenza di polvere, sollevata effettivamente al passaggio).

la narrazione a fumetti parte 1

La tecnica di narrazione dei fumetti ha caratteristiche sue proprie, che solo in parte sono vicine a quelle degli altri media, cinema in primis. Infatti, anche se la struttura è vicina a quella del cinema, tanto che in entrambi i casi si parla di inquadratura, tagli, sequenze e piani america vari, il fumetto ha una sua caratteristica propria, o meglio una sua mancanza: il movimento. Dov’è infatti il movimento? Le immagini sono fisse, il movimento pertanto può essere solo “suggerito” e sta al lettore dover “completare” le indicazioni del disegno fisso con il movimento supposto.
Quali sono gli elementi che suggeriscono il movimento? Innanzitutto, il primo indicatore è la posizione del corpo. Un corpo in una posizione instabile, infatti,  suggerisce movimento nel momento in cui suggerisce che il corpo, non potendo rimanere nella posizione in cui è disegnato, deve muoversi. Ma è fondamentale la collaborazione del lettore. Questi deve individuare la posizione, inserirla in una sequenza di movimenti (di cui la posizione disegnata è una fase intermedia) ed individuarne il movimento e soprattutto la destinazione. La collaborazione è fondamentale, tanto che, mentre inizialmente il movimento veniva suggerito con delle linee disposte parallelamente al movimento che deve essere suggerito al lettore, con il passare del tempo le linee di movimento sono andate “dissolvendosi”, sostituite da soluzioni differenti (ad esempio, la ripetizione dell’immagine in
posizioni successive).

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