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RASPBERRY PI STAGIONE 2 PUNTATA 13: PressPi parte 2

Ben ritrovati.
In questa seconda puntata dedicata alla distro PressPi, espressamente indicata per montare un sito WordPress sulla nostra scheda preferita, vedremo quanto è facile installare la distro e una veloce panoramica delle caratteristiche della stessa.

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RASPBERRY PI STAGIONE 2 PUNTATA 11: Raspi e Sense Hat

Ben ritrovati.
Questa puntata ci introduce nel meraviglioso mondo delle schede di espansione per Raspberry Pi. Il nostro Raspi è in grado di fare un sacco di cose, ma non tutte quelle che potrebbero esserci utili. ad esempio, non è in grado di rilevare la propria posizione nello spazio, o le coordinate magnetiche, o pressione e temperatura dell’ambiente circostante. Per far questo, necessita di “componenti” specifiche, un po’ come i non più giovanissimi amanti degli anime ricorderanno succedeva di tanto in tanto al buon vecchio Jeeg Robot d’Acciaio (l’anime e il manga di Go Nagai, non il film italiano di qualche anno fa).
Una delle schede di espansione più conosciute e diffuse è la sense Hat.

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RASPBERRY PI STAGIONE 2 PUNTATA 8: Node-RED parte 3

Ben ritrovati.
Terza puntata della nostra “missine esplorativa” in ambito Node-RED.
Nelle puntate precedenti abbiamo visto cos’è e come funziona la sua interfaccia grafica via web.
In questa puntata vedremo di realizzare un piccolo programma per rendere interattivo il raspi.

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RASPBERRY PI STAGIONE 2 PUNTATA 6: Node-RED parte 1

Ben ritrovati.
Dopo la pausa influenzale, riprendiamo, più dinamici che mai.
In questa puntata avvieremo un breve tour su uno strumento di programmazione davvero particolare: Node-RED.

Che cos’è Node-RED

Node-RED è un tool open-source sviluppato da IBM, nato per collegare insieme dispositivi hardware, API e servizi web, in una maniera nuova e interessante.
Node-RED, infatti, fornisce un editor di flusso che lavora tramite il browser, in modo da rendere semplice l’unione di flussi di lavoro provenienti dalle fonti più disparate. Questi flussi, inoltre, possono essere attivati con un semplice click, mettendo in collegamento pc o schede con sensori ecc….
Come si può intuire, è quindi l’ideale per avvicinare i ragazzi alla programmazione per sensori e quanto altro, dato che funziona in modo del tutto simile a Scratch.
Il motore di Node-RED è costruito interamente su Node.js. Questo lo rende ideale per funzionare sia ai “bordi della rete”, su dispositivi come il Raspberry Pi, sia in Cloud.
I Flussi creati in Node-RED sono salvati usando il formato JSON, un formato per database in javascript, che rende facile l’importazione e l’esportazione dei flussi stessi e dunque facilita anche la condivisione dei flussi con il resto del mondo.
Bene. Il programma è certo interessante, ma che c’entra con il raspberry pi?

Raspi e Node-RED

C’entra, c’entra.
Perché il raspi, se si installa il suo sistema operativo di base, Raspbian, ha una discreta lista di software per la programmazione. Oltre al celeberrimo Mathematica della Wolfram, a Python, anche in versione giochi e suono, a Scratch, la nostra scheda ha preinstallato anche Node-RED.
A dir la verità, ci sono due modi per iniziare a usare Node-RED su Raspberry Pi:

1) Usare la versione di Node-Red preinstallata su Raspbian Jessie, da novembre 2015;

2) Effettuare un’installazione manuale di NodeRed da npm.
Nel primo caso, viene usata la versione di Node.js pre-installata, la v0.10.29. Se si opta per l’installazione manuale allora si consiglia una versione di Node.js dalla 4 in su, v4.x.
Dalla versione 0.14.x di Node-RED è presente uno script che effettua in automatico un upgrade all’ultima versione LTS di Node.js e di Node-RED.
Se si effettua l’upgrade manuale di Node.js allora sarà necessario anche ricompilare tutti i nodi installati che abbiano dipendenze binarie con questi comandi:
cd ~/.node-red
npm rebuild

Comunque, per la nostra programmazione, va benissimo la versione preinstallata.

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Per avviare Node-RED, occorre andare nel Menu, scegliere Programmazione e poi Node-RED

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In questo modo lanceremo il server di Node-RED

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Se ora apriamo il browser all’indirizzo fornito dal terminale del server di Node-Red, di solito all’indirizzo
127.0.0.1:1880
potremo vedere la struttura della dashboard di Node_RED. Ce si può vedere, Node-RED funziona con una semplice interfaccia web. Che vedremo nella prossima puntata, perché per questa volta è proprio tutto. Lu spaziu è tirannu, parafrasando il noto commentatore sportivo Biscardi, per cui ci rivediamo fra sette giorni, ovvero dopo Pasqua, per guardare più da vicino l’interfaccia web di Node-RED e il controllo da remoto.
A bien tot

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RASPBERRY PI STAGIONE 2 PUNTATA 4: RASPBERRY PIRATEBOX PARTE quarta

Benritorvati.
Come primo articolo del nuovo anno, ritorniamo alla nostra piratebox.
Nella prossima puntata vedremo un’applicazione pratica della nostra piratebox all’interno di una mostra (didattica, in realtà, ma è il pensiero, cioè l’idea, che conta).
Ma prima mi preme rispondere ad alcune richieste dei miei pochi lettori, come scriveva il buona Manzoni, per i quali il termine “pirate” non è un buon biglietto da visita per una rete con scopi didattici. Sarà.
Comunque, ecco alcuni utili consigli per rimuovere la “piratitudine” dalla vostra scatola non più piratesca.
Se avete ben pensato e avete inserito una pendrive al momento della costruzione della (che volete chiamarla, chiamatela)box, allora potete intervenire sulla struttura delle pagine visibile tramite la scatoletta direttamente modificandole. Con un pizzico di conoscenza di HTML e CSS, potreste fare un buon lavoro di personalizzazione.
Il principale file da modificare si trovano nella pendrive ù
share/content/index.html, ma sarà bene modificare anche il file share/content/css/page_style.css che contiene i principali riferimenti per colori, forme dei pulsanti, effetti ecc…
Le immagini sono, ovviamente, nella cartella share/content/img/.
Più complesso può sembrare invece modificare il nome di dominio o hostname (l’indirizzo che si legge nella barra degli indirizzi del browser). Infatti, quell’indirizzo deve essere connesso all’indirizzo ip della macchina in modo tale che, se chiamato, il browser risolva l’indirizzo in lettere in quello numerico da utilizzare per connettersi al web server.
Comunque chisco che dire a ragazzi di collegarsi all’indirizzo piratebox.lan non sia proprio di ottimo auspicio.
Così, per modificare l’indirizzo, occorre operare su due fronti.
Lanciate il terminale e connettetevi alla piratebox via tunnel ssh. Identificatevi con le vostre credenziali poi digitate
sudo nano /opt/piratebox/conf/piratebox.conf
Il passaggio da modificare è
HOST="piratebox.lan"
sostituendo, ovviamente, “piratebox.lan” con “(quello che vi pare).lan”.
Tutto qui?
No, ovviamente, perché, per evitare di rimanere al buio, occoorre che la corrispondenza sia sistemata anche nella pagina di reindirizzamento.
Così, sempre da terminale, digitate
sudo nano /opt/piratebox/www/index.html.
Qui occorre modificare la voce

sostituendo sempre “piratebox.lan” con “(quello che vi pare).lan”.
Ecco fatto.
In questa immagine potete vedere la versione per l’aula didattica del CSB:

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E per stavolta è proprio tutto.
Alla prossima!