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Raspberry pi puntata 12: il nuovo Raspbian parte 1

Bentornati.
Interrompiamo la serie “cosa possiamo fare con il raspberry” perché è stata lanciata la nuova release di Raspbian, con alcuni sensibili cambiamenti e vogliamo presentarvela in questo e nel post della prossima settimana.
Dopo averlo scaricato dal sito e averlo installato con Noobs, come visto nelle puntate precedenti, le novità saltano tutte agli occhi appena avviato il sistema. Come si può vedere in figura 1, la scrivania e il file manager presentano ora delle icone in material design molto chic e uno sfondo ben più bello dello spartano mirtillo tradizionale (figura 2).

Figura 1

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Figura 2

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L’utilizzo di queste icone è legato ad un restyling orientato a rendere più piacevole e più vicino alla pratica dei device, anche se non viene modificata di molto la strategia di utilizzo nella pratica.

Figura 3

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Come si può notare, a parte le icone, di cui si è già detto, il menu principale è uguale sia come composizione che come struttura (Figure 3-4)

Figura 4

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Elemento fondamentale modificato è il browser. Il nuovo raspbian abbandona Epiphany (anche se il browser è sempre disponibile per il download nella repository) puntando su Chromium, una versione di Chrome open source che consente una maggiore integrazione con gli strumenti del web 2.0, grosso limite del vecchio browser (ad esempio, non era possibile connettersi a google drive e simili).
E’ possibile anche utilizzare il Chrome web store con tutte le sue risorse a disposizione.

Figura 5

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Per questa volta è proprio tutto. Alla prossima e buon Natale a tutti!!!

Raspberry pi puntata 11: backup con altri OS

Bentrovati, e scusateci ancora per il salto di una settimana.
Il rinnovo dell’hosting ha avuto qualche effetto spiacevole, ma ora è tutto finito, quindi lasciamo perdere e continuiamo a vedere cosa possiamo fare con il nostro raspi.
Oggi cercheremo di vedere come fare a ripartizionare la scheda microSD su PC e Mac.
Il procedimento è lo stesso, anche perché esistono software con interfaccia grafica come per Linux. l’unica differenza che, per lo più, sono a pagamento.
Abbiamo cercato di rintracciare dei software che consentano di fare la stessa cosa con pc e mac gratis e quelli che seguono sono i risultati.

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Raspberry pi parte 10: backup o non backup

Salve e bentrovati a tutti.
In questa puntata affronteremo un tema complesso, il backup del sistema operativo del Raspberry Pi.
Non è argomento facile, soprattutto perché occorre lavorare un bel po’ con il terminale, Linux e il codice.  Ma converrete con me che il backup della scheda del raspi sia più che necessario.

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Raspberry pi parte 9: quando lo spazio non è sufficiente…

Bentrovati.
Questa volta, per ragioni tecniche, la rubrica è un po’ in ritardo. Comunque, lo slittamento dovrebbe valere solo per questa settimana.
Nelle puntate precedenti abbiamo montato un raspberry, installato il sistema operativo Raspbian, avviato sistemi di controllo remoto, sia via tastiera che con interfaccia grafica. Ma cosa si può fare, ora?
Tante cose.
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Raspberry pi parte 8: prove tecniche di comunicazione con Samba

Bentrovati e scusateci per il ritardo con cui lanciamo questa puntata dedicata al raspberry pi.
Nelle puntate precdeneti, abbiamo montato il raspberry, installato il sistema operativo Raspbian, collegato in remoto il raspberry tramite tunnel ssh e vnc. Oggi vedremo come rendere più agevole l’integrazione del raspberry all’interno della rete che, bene o male, ormai si è creata fra il pc (Windows, Mac o Linux che sia) e il raspi stesso.
Può essere infatti molto utile scambiare file da e con il raspi (ad esempio, materiale scaricato, o da vedere sulla TV connessa al raspi). In questo caso il protocollo samba (SMB, in realtà) è fondamentale e vedremo come attivarlo da Mac Continua la lettura di Raspberry pi parte 8: prove tecniche di comunicazione con Samba

Raspberry pi parte 7: Raspberry in remoto con vnc

Ed eccoci di nuovo qui con una nuova puntata del nostro viaggio con il raspberry pi.
Nelle ultime due puntate abbiamo visto come connettere in remoto il raspberry ad un computer via tunnel ssh, sia con sistema operativo Windows, sia con sistema Unix-based (Mac e Linux).
Riconosco però che è molto scomodo, perché tutto si sviluppa su riga di comando, il che presuppone spesso una conoscenza tecnica che esula da quanto si è detto finora, cioè che il raspberry è facilmente utilizzabile da chiunque. Per rendere dunque più semplice e funzionale il controllo in remoto del raspberry pi, oggi vedremo come connettere il nostro computer al raspberry attraverso un’interfaccia grafica che ci permetta di vedere sullo schermo, cioè, quello che stiamo combinando sul raspi.
Per farlo, dovremo utilizzare un server vnc.
L’acronimo VNC sta per Virtual Network Computing. Lo schema di funzionamento è semplice: da un lato il computer da controllare su cui installeremo il software VNC server, dall’altro il computer controllante che utilizza invece la componente client, il cosiddetto viewer. Le due macchine possono essere collegate tra loro tramite una LAN privata o attraverso la rete pubblica Internet. Nella seconda ipotesi, comunque, va detto che il lavoro di configurazione sarà sicuramente più gravoso, data la necessità di configurare anche altre apparecchiature come firewall e router.
Comunque, il funzionamento è più o meno questo: se dalla postazione client stabiliamo una connessione al server vedremo il desktop della macchina remota in una finestra del programma. Potremo agire su di esso direttamente con la nostra tastiera ed il nostro mouse come se fossimo fisicamente seduti davanti al computer.
La caratteristica che accomuna tutti i software di questo tipo è l’utilizzo del protocollo RFB, Remote Frame Buffer.
Visto, ma molto in breve, in cosa consista un VNC server (per ulteriori informazioni, vedere qui), vediamo come implementare un collegamento via VNC fra raspberry pi e un computer remoto. Esistono due metodi, entrambi validi, anche se il primo è più semplice. Il secondo, però, è molto più vicino alle procedure di installazione tipiche dell’ambiente Windows. Vediamoli uno per uno.

Metodo 1: repository
Dal menu principale del Raspberry, premere preferenze -> add/remove software

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nella schermata in alto a destra inserire il nome del software, in questo caso tightvncserver.

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Una volta che il pacchetto software è stato individuato, premere Ok e verrà istallato.

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Metodo 2: web
Il sistema tradizionale di ambiente Windows, cioè direttamente scaricabile dal sito web del produttore, è comunque un sistema sicuro, per Linux, anche se non quanto il sistema da repository.
Dopo aver lanciato il browser sul Raspberry, digitare “tight vnc server raspbian download”.

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Nella schermata successiva, selezionare il sito ufficiale del software, www.tightvnc.com.

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Scegliere la voce download (v 1.3) nella colonna a sinistra.

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Nella schermata successiva, trovare la versione per Linux e scaricarla.

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Al termine scompattare il file zippato (ce ne sono di due tipi, ma Raspbian legge tutti e due), che dovrebbe trovarsi nella cartella /home/pi/Downloads. Se non parte in automatico, il software per decomprimere lo trovate nel menu principale, voce accessori ->Archiver.

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Una volta scompattato in una cartella apposita, entrate nella cartella e lanciate vncinstall.

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Consiglio comunque, dove possibile, di usare il metodo 1, meno laborioso e più sicuro.
In entrambi i casi, una volta installato e lanciato, il software vi chiederà di settare una password principale, con permessi di scrittura e lettura e una password solo lettura (viewer-only).
Abbiatene cura, perché non c’è modo di recuperarle (purtroppo).
Bene, e ora che si fa?
Occorre lanciare il programma.
Dopo di che, lo si può lanciare o digitando “tightvncserver” su riga di comando

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o dal menu principale, scegliere “run” e digitare nella casella successiva sempre “tightvncserver”.

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Ecco, il sistema è ora in attesa.
Bisogna però aver installato sul proprio computer il software per la visualizzazione, tightvncviewer, reperibile allo stesso indirizzo di prima.

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Occorre poi lanciarlo e, nella casella vnc server, digitare l’indirizzo IP del raspberry (ricordate come si fa a scoprirlo, vero?) quindi premere connect.

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Comparirà una schermata che ci avvisa che la connessione non è protetta. Non vi preoccupate, all’interno della vostra rete non ci sono problemi. Premete continue.

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Vi verrà richiesta la password prima indicata. Digitatela e premete invio.

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Ed ecco che comparirà, come per magia, lo schermo del raspberry, in tutto il suo splendore.
Bene, anche per oggi è tutto.
Alla prossima…

Raspberry pi parte 6: Con putty windows e raspberry vanno d’accordo

Bentrovati.
Continuiamo a vedere come collegare il raspberry ad un computer remoto.
La volta scorsa abbiamo visto come collegare via tunnel ssh un computer mac o linux. ma se il pc ha come sistema operativo Windows?
Ebbene, è solo di poco più complicato. Occorre innanzitutto usare un software apposito: Putty. Per farlo, ovviamente, occorre scaricare Putty dal sito ufficiale e poiché non necessita di installazione, avviate il file zip con un semplice doppio click.

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Se avete scaricato la versione zippata, scompattatela in una cartella a vostra scelta (se avete intenzione sdi usarlo spesso, però, sarebbe meglio sistemare Putty fra i programmi).

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Questo è il contenuto della cartella dopo lo scompattamento:

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Avviate ora il file putty.exe indicato nell’immagine seguente:

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Comparirà una finestra come questa:

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Una volta avviato, se non servono particolari settaggi, basta aggiungere nella casella di testo relativa all’IP l’IP attribuito dal vostro modem al Raspberry pi (che abbiamo visto come recuperare nell’articolo precedente) e premere invio.

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Comparirà una schermata come questa.

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Due parole per spiegare l’avviso che compare. Innanzitutto, è bene chiarire che non sta succedendo niente di drammatico. Il programma sa di collegarsi ad un device remoto, ma non sa se è sicuro o no. Quindi chiede conferma.
Il collegamento avviene per la prima volta ed è necessario fissare una chiave (key) in modo da garantire il rapido accesso nei successivi collegamenti.Premere quindi yes e andare avanti.
Nella schermata successiva, inserire il nickname del raspberry e poi la password, quindi premere invio.
Ecco, il gioco è fatto e il pc Window e il raspberry sono connessi fra di loro via ssh.

Alla prossima volta

Raspberry pi parte 5: un po’ di programmazione

Salve e bentornati.
Fino ad ora, abbiamo presentato il minipc Raspberry, visto le sue potenzialità e imparato ad attivarlo e collegarlo ad un monitor, il tutto senza una riga di codice.
Oggi però voglio parlare di qualche conoscenza che potrebbe essere opportuna ed utile a tutti.
Può capitare, infatti, di utilizzare il raspberry collegandolo, ad esempio, al televisore o al modem, il che potrebbe rendere difficoltoso il collegamento e l’uso di tastiera e mouse. Si può ovviare utilizzando un mouse e una tastiera bluetooth, o una minitastiera wifi con connettore esterno, ma con o senza cavi risulta poco pratico. In tutti quei casi in cui può essere utile una soluzione più “funzionale”, suggerisco di comandare il raspberry direttamente da un pc.

Esistono due possibilità.
Si può comandare il raspberry da linea di comando, senza interfaccia grafica, cioè, oppure con interfaccia grafica. E’ molto utile e non particolarmente complesso, ma bisognerà utilizzare un po’ di codice.

Soluzione 1: linea di terminale
Per controllare la singleboard, occorre avviare un tunnel ssh. Il server SSH è già presente sui sistemi operativi Apple e Linux, entrambi Unix-based, mentre su Windows occorre scaricare una applicazione apposita, Putty, gratuita ovviamente.
Oggi vedremo la procedura per sistemi Unix, rimannando alla prossima volta quella con Putty e Windows.
Per accedere al Raspberry occorrerà innanzitutto avviarlo.
Una volta avviato, occorrerà lanciare da Raspberry il terminale, quindi scrivere

ipconfig
Questo comando ci permetterà di vedere l’IP, ovvero l’indirizzo con cui il raspi si è collegato alla rete domestica creata dal nostro modem.
Ora occorre attivare il server ssh che, di norma, è disattivato. Ritorniamo al terminale e digitiamo

sudo raspi-config

Questo comando apre il menu di configurazione del Raspberry.
Mi soffermo un po’ sul comando sudo perché è molto importante e potenzialmente pericoloso. Infatti, i computer Unix hanno un sistema di utenti che consente differenti tipologie di accessi e di privilegi di scrittura e lettura. sudo consente di operare con privilegi di amministratore, a prescindere da quale tipologia di utente si sta usando.
Altra precisazione: l’IP ovviamente si può scoprire anche utilizzando un altro pc, attraverso la pagina web del modem, di solito all’indirizzo 192.168.1.1.
L’IP è fondamentale perché, una volta installato il server ssh, per accedere da remoto al raspberry (ovvero dal computer Windows, Linux o Mac che si sta usando) sarà necessario riportarlo nel codice.
Ma torniamo al config. Si aprirà una schermata in blu e giallo con delle opzioni. Selezionate Advanced Option (opzioni avanzate) e premete invio. Nel menù delle opzioni avanzate individuate ssh server e attivatelo. Se viene richiesta un riavvio del sistema, fatelo pure; al riavvio, il server ssh sarà istallato e pronto all’uso.
Ora spostiamoci sul pc Unix-based, e lanciamo la linea di comando. Da Mac, lanciare in alto a sinistra ricerca Spotlight

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e digitare “terminale”.

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Premere invio, comparirà una schermata come la seguente (non fate caso alle icone sparse, sono disordinato).

Nella shell di Terminale scrivete
ssh pi@IP con,, al posto di IP il numero (ad esempio 192.168.1.189) assegnato al vostro raspi e che avete recuperato prima.

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Il server vi chiederà la password per conferma due volte, dopodiché potrete operare dal vostro terminale per lanciare applicazioni, chiuderle ecc… Stessa procedura per Linux, anche se il terminale qui dipende dalla distribuzione installata (ad esempio, su Linux Mint ho utilizzato LXTerminal).
Pe oggi è tutto, gente.
Alla prossima, con la versione Windows.

Raspberry pi parte 4: costruiamo il raspberry 2

Bentrovati.
Nella scorsa puntata abbiamo montato fisicamente il raspberry nella custodia e collegato il tutto al monitor e al caricatore. Ma la scheda microSD a che serve?
Oh bella, a metterci dentro il sistema operativo.
Mi immagino già le facce perplesse così anticipo la risposta. si, con il raspberry non sono necessari 2-300 gigabyte, funziona anche su una scheda microSD da 4 GB.
Ed è appunto su una scheda microSD che andremo ad installare il nostro sistema operativo (in breve SO).

Come installare Raspbian sul nostro raspberry pi

Dopo esseri procurati una microSD da almeno 4 gb, bisogna istallarvi sopra il sistema operativo. E qui cominciano i problemi, di solito. Procedure complicate e farraginose di solito rendono questa operazione difficoltosa e non adatta a tutti. Ma per il raspberry il problema è stato risolto: con NOOBS.
NOOBS (che sta per New Out Of Box Software) permette all’utente di scegliere, durante il suo primo avvio, il sistema operativo da installare sul Raspberry PI: immediatamente disponibili per l’installazione sono Raspbian (distribuzione Debian-based), Pidora (distribuzione Fedora-based) e due versioni di XBMC (Xbian e Openelec, cui si è accennato nel primo articolo di questa serie). Una volta scelto cosa installare sul rapsberry, NOOBS procederà ad installarlo sullo spazio libero della SDCard e riavvierà il sistema permettendovi di accedere al sistema operativo appena installato. Ma veniamo all’istallazione vera e propria.

Fase 1: preparazione della microSD.
Prima di tutto occorre formattare la microSD per istallarci Noobs.
Per Mac e Windows c’è il programma gratuito sd formatter, che può essere scaricato qui, con il quale preparare la scheda. Una volta installato ed avviato, comparirà una schermata come quella che segue.

Il software riconosce automaticamente la microsd, ma occorre ricordarsi di selezionare, come in figura, la voce overdrive forma (sovrascrivi il formato, soluzione che cancella tutto quello che c’è sulla microsd, per cui, fate attenzione).
Ricordatevi poi di selezionare fra le opzioni “FORMAT SIZE ADJUSTMENT” ON, come in figura 2, date un nome alla sd card e premete format.

In poco tempo, al sd dovrebbe essere pronta per istallarvi NOOBS.
Per Linux occorre usare un software per creare partizioni come, ad esempio, gparted e formattare la scheda come FAT.

Fase 2: montare Raspbian
Bene, ora abbiamo la nostra scheda pulita e pronta per l’istallazione. Possiamo passare alla fase 2. Scarichiamo la distribuzione di Raspbian direttamente da qui.

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Scompartiamo il file zip in una cartella e copiamo i file sulla scheda microsd, poi stacchiamo la scheda dal computer ed inseriamola nel raspberry pi, quindi avviamolo collegandolo alla presa di corrente. Partirà in automatico Noobs.

Comparirà una schermata come in figura 3. Selezionare Raspbian e premere install in alto.

Dopo circa un quarto d’ora, l’istallazione sarà completa e comparirà un messaggio di conferma. Premendo ok, il Raspberry si riavvia automaticamente con il desktop del sistema Raspbian.
E’ fatta, il nostro Raspberry Pi è operativo.
Facile, no?

Note in calce all’istallazione
Va rilevato che l’uso di Noobs ha molti fattori pro.
Permette infatti di riaccedere in qualsiasi momento al menu iniziale di NOOBS tenendo premuto il tasto SHIFT durante la sequenza d’avvio del sistema. Altro aspetto interessante di NOOBS è che non c’è bisogno di essere collegati ad Internet per procedere al setup, in quanto i files necessari per installare i quattro sistemi operativi sono già presenti sulla SD.
Infine, vale la pena di sottolineare che, oltre al menu di scelta iniziale, NOOBS ha inglobato anche un editor che permette di modificare il file config.txt relativo al sistema operativo installato ed un browser web per accedere ad Internet.