il nuovo supercomputer dell’ENI

L’Eni ha avviato, presso la propria infrastruttura di supercalcolo, situata nel Green Data Center di Ferrera Erbognone, un nuovo supercalcolatore, denominato con molta fantasia, HPC4. Perché lo segnaliamo?
Perché conquisto supercalcolatore, ENI ha quadruplicato la potenza dell’intera infrastruttura, rendendola la più potente al mondo a livello industriale. HPC4 ha infatti una performance di picco pari a 18,6 Petaflop. Se associamo la performance di HPC4 a quella del sistema di supercalcolo già operativo (HPC3), l’intera infrastruttura raggiunge una disponibilità di potenza di picco pari 22,4 Petaflop, vale a dire 22,4 milioni di miliardi di operazioni matematiche svolte in un secondo.
Nella classifica ipotetica dei supercalcolatori, quindi, il sistema di supercalcolo di Eni si colloca tra i primi dieci al mondo, primo tra i sistemi non-governativi e non-istituzionali.
HPC4 è fornito da Hewlett Packard Enterprise (HPE, capito cosa si intende per “fantasia” degli informatici?) ed è costituito da 1.600 nodi HPE ProLiant DL380, ognuno costituito da 2 processori Intel 24-core Skylake (per un totale di oltre 76,000 core) e 2 acceleratori GPU NVIDIA Tesla P100.
I nodi sono poi connessi tra loro da una rete ad alta velocità EDR Infiniband. Il sistema HPC4 sarà affiancato da un sistema di archiviazione di 15 Petabytes ad alte prestazioni.

Ma che ci fanno, con tutti questi petaflop?
Non la birra, pare.
“I supercalcolatori del Green Data Center (l’HPC3 e il nuovo HPC4) forniscono un supporto strategico al processo di trasformazione digitale di Eni lungo tutta la sua catena del valore, dalle fasi di esplorazione e sviluppo dei giacimenti oil & gas, alla gestione dei ‘big data’ generati in fase di operation da tutti gli asset produttivi (upstream, refining e chimici)”.
Mica chiacchiere…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.