RASPBERRY PI STAGIONE 2 PUNTATA 11: Raspi e Sense Hat

Ben ritrovati.
Questa puntata ci introduce nel meraviglioso mondo delle schede di espansione per Raspberry Pi. Il nostro Raspi è in grado di fare un sacco di cose, ma non tutte quelle che potrebbero esserci utili. ad esempio, non è in grado di rilevare la propria posizione nello spazio, o le coordinate magnetiche, o pressione e temperatura dell’ambiente circostante. Per far questo, necessita di “componenti” specifiche, un po’ come i non più giovanissimi amanti degli anime ricorderanno succedeva di tanto in tanto al buon vecchio Jeeg Robot d’Acciaio (l’anime e il manga di Go Nagai, non il film italiano di qualche anno fa).
Una delle schede di espansione più conosciute e diffuse è la sense Hat.

Che cos’è Sense Hat

La Sense Hat nasce dalla risposta a questa domanda: “Che dotazione dare a un RaspberryPi per trasformarlo in un laboratorio elettronico spaziale?”
Portare decine di componenti e sensori, infatti, oltre che improponibile per le dimensioni (il raspi è utile perché piccolo e maneggevole, altrimenti a cosa serve?), diventava quasi impossibile nel caso specifico, perché ogni cosa che entra nella ISS deve superare una serie incredibile di verifiche e certificazioni, dalla tossicità in caso si scaldi o incendi ai disturbi elettromagnetici e via discorrendo.

La Sense Hat
La Sense Hat

Dunque si è optato per creare una singola scheda che raccogliesse i principali sensori.
Si è deciso di inserire quelli che avessero una utilità e un senso nel contesto spaziale in cui gli esperimenti educativi si sarebbero svolti, ovvero…
1) un giroscopio, utilissimo in un ambiente privo di gravità, 2) gli accelerometri, usati nei vettori spaziali per misurare e regolare la spinta dei propulsori,
3) un magnetometro, destinato a rilevare la velocità o spostamento riferito a un campo magnetico, come quello terrestre, del raspi.
4) sensori di temperatura, umidità e pressione barometrica, destinati all’esame dell’atmosfera terrestre.
Nella ISS, ovviamente, ci si può scordare di utilizzare apparecchiature HDMI o tastiere non certificate, motivo per cui alla scheda sono stati aggiunti
1) un piccolo display a matrice di LED 8×8 RGB
2) un piccolissimo joystick come dispositivo di input.

La Sense HAT con i sensori evidenziati
La Sense HAT con i sensori evidenziati:
sulla sinistra la matrice quadrata di LED (1); sulla destra i componenti integrati per la misurazione di umidità e temperatura (2), di pressione (3) e l’integrato che fa da accelerometro, giroscopio e magnetometro (4). In basso vediamo anche il piccolo joystick (5)

Con una dotazione del genere, ovviamente la Sense HAT (acronimo che sta per “Hardware Attached on Top”, cioè hardware attaccato di sopra) non può che essere disponibile (e utile) anche per chi non indossa una tuta spaziale, essendo in grado di trasformare il tuo Raspberry in un piccolo laboratorio universale, per mille sperimentazioni e utilizzi diversi.

contenuto del pacco utilizzato con scheda Sense HAT, foglio con istruzioni di sicurezza, viti e distanziali e alcuni sticker
contenuto del pacco utilizzato con scheda Sense HAT, foglio con istruzioni di sicurezza, viti e distanziali e alcuni sticker

N.B.:
Se manca la scheda Raspberry Pi o la SenseHat, non occorre disperarsi, perché non sono necessari.
Basta infatti collegarsi al sito trinket.io per trovare l’ambiente di programmazione per Python e l’emulatore del Sense HAT, il tutto senza dover installare nulla, come si può vedere nell’immagine qui sotto.

Ma questo lo vedremo in una delle prossime puntate.
Per questa volta è tutto, alla prossima…

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