Raspberry Pi stagione 2 puntata 2: Raspberry PIrateBox parte 2 Costruiamo la nostra PirateBox

Ben ritrovati in questa seconda stagione dedicata alla nostra single board preferita. Dopo aver visto in cosa consista e quali usi potrebbe avere la nostra PirateBox, è il momento di cominciare a costruirla.

Cosa serve?

Logo della Piratebox
Logo della Piratebox
Cosa serve? Poca roba, neanche molto costosa.
1. la scheda Raspberry Pi qualunque versione (la 3 e W zero sono preferibili perché hanno la scheda wifi incorporata, ma si può fare anche con una raspberry pi 2, con l’accortezza di procurarsi assolutamente la voce 3)
2. una SD Card 8GB Card (Amazon) Class 10 SDHC
3. un USB Wi-Fi Adapter (opzionale, se non is usa un RPi 3 o W zero)
4. un alimentatore esterno da 5 volt (tipo caricabatteria per smartphone)
5. un HDD o una pen drive (formattati con singola partizione FAT32)
6. un cavo Ethernet
7. un Computer con una porta ethernet
8. Batteria 5V/USB (opzionale)
Costo generale, esclusi HDD o Pendrive (poiché dipende dalla capienza e comunque si può riciclare una pendrive già acquistata), e il pc:
fra le 60 e le 80 euro.

Iniziamo l’installazione

Fase 1: scaricare lil file immagine dal sito ufficiale con un client torrent l’immagine dei Raspberry Pi(rate)Box (Magnet Link) o da questo link https://t.co/w1gslr17uz o collegandosi a http://downloads.piratebox.de/
[potete anche utilizzare su Linux da terminale il comando wget “http://downloads.piratebox.de/piratebox-ws_current.tar.gz”]

Fase 2: estrarre dal file zippato l’OS ed installarlo sulla card.

Il Logo di ApplePi-Baker
Il Logo di ApplePi-Baker
Su computer con OS MacOS si può usare un’app di nome PIFILLer che trovate qui o anche meglio ApplePi-Baker (fa anche il backup della scheda), che trovare qui.
Se invece vi ostinate ad usare Windows, è consigliabile utilizzare Win32DiskImager che si può trovare qui.
Quello che segue è un tutorial per utilizzare Windisk32imager.

In Linux è un po’ più complesso e occorre usare il terminale.
Innanzitutto, aprite una shell del terminale e da lì verificate il punto di montaggio della scheda SD con il comando:

lsblk

Vi apparirà una scritta tipo

/dev/sdX

Dove la X sta per il numero che il sistema ha attribuito alla scheda.
Annotatevi il numero (ovvero la X) della scheda SD
Poi usate il comando

sudo dd bs=1m if=.img of=/dev/

ricordando di sostituire percorso e il numero (la X) relativo della scheda da voi precedentemente annotato (avete fatto come vi ho suggerito prima, vero?).
Una volta dato il comando sudo dd, vi verrà chiesta la password di amministratore di OsX, dopodichè trascorreranno alcuni minuti senza nessun output a schermo mentre la scrittura viene effettuata.

Una volta effettuata la trascrizione sulla scheda MicroSD, rimuovertela del PC e patate alla fase 3.

Fase 3: Inserire la SD card nel raspi e accenderlo, avendo cura di aver collegato il raspi ad internet mediante il cavo ethernet e aver inserito nella porta USB del nostro raspi la pendrive precedentemente formattata.

Ci vuole un po’ di tempo, quindi aspettiamo fiduciosi.
Dopo un po’, nella lista dei wifi si trova anche una rete dal nome esplicativo di “Piratebox – share freely”.
Ecco, la nostra Pirate Box è operativa.
Ma ancora, così com’è, non funziona bene. Vedremo come renderla pienamente operativa nella prossima puntata.
A presto

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