RASPBERRY PI STAGIONE 3 Puntata 6: Pi musicbox

ben ritrovati.
In questa puntata, ci consentiamo sulla filodiffusione ai tempi dell’IoT con una distribuzione per Raspberry adatta alla gestione di sistemi audio maremoto: Pi Musicbox.

il Logo del progetto
il Logo del progetto

Cos’è?

Pi MusicBox è una distro dedicata alla condivisione di steam audio.
Detto così, ai più non dice niente. In realtà, è uno strumento ideale per chi ama ascoltare la musica in streaming. Infatti, fra le altre caratteristiche, Musicbox permette di ascoltare dal Raspberry Pi allo stream di dati di Spotify, Google Music, Google Music, SoundCloud ecc… per ascoltare la propria musica preferita. Inoltre, consente di ascoltare le radio distribuite via internet e i propri file, nei formati audio più diffusi, sempre in streaming sia su pc che su mobile, nonché i podcasts da iTunes o da altre fonti.

Pi MusicBox non è altro che non un’immagine, cioè una distribuzione di Debian rivolta a far girare Modipy. Quest’ultimo è un “server musicale” che prende musica da una fonte locale come un HD od altro dispositivo di stoccaggio, oppure da Spotify, da altri servizi di streaming o dalle web radio e trasmetterle, grazie al supporto per il WiFi, su tutti i dispositivi connessi alla rete, anche con i dispositivi Apple che sfruttano AirPlay. Inoltre, è possibile accedere in remoto tramite un semplice browser, cosa che rende semplicissimo l’utilizzo quotidiano.

Cosa serve?

Molto poco, in realtà.
Ovviamente un Raspberry Pi (tutti i modelli, meglio la versione 3b o la w0 per via del wifi integrato);
una scheda Micro-SD, minimo 1 GB, ma, se si vuole inserire un numero elevato di file meglio più ampia;
altoparlanti, amplificatori o cuffie (analogici o USB);
Un device per connettersi all’applicazione, che sia un computer con un browser moderno, un tablet o uno smartphone non importa.
L’interfaccia web è stata testata con versioni recenti di Firefox, Chrome, Internet Explorer (a partire dalla versione 10). Funziona con il browser di iOS (iPad / iPhone) e con versioni moderne di Android (Chrome Mobile, Firefox Mobile). È anche possibile utilizzare un client MPD per connettersi.
Ovviamente, per collegarsi ai servizi di streaming a pagamento occorre il relativo account, ad esempio Spotify Premium , Google Music (All Access) o account SoundCloud.

Come si installa?

Come tutte le altre distro provate finora, occorre innanzitutto scaricare il file immagine dal sito, all’indirizzo https://github.com/pimusicbox/pimusicbox/releases/tag/v0.7.0RC7
Una volta completato lo scaricamento, occorre estrarre il file zip. L’immagine risultante deve essere trasferita sulla sd-card usando le procedure già illustrate, ad esempio usando Etcher, una utility multi-piattaforma, oppure WinSDimager per Windows o pi-bakery per Mac.
Una volta completato il caricamento sulla Micro-SD, occorre un ultimo passaggio.
Perché MusicBox possa inserirsi nella rete wifi, dato che il sistema è “headless”, ovvero senza interfaccia grafica, occorre impostare SSID e password della rete prima dell’avvio.
Per farlo, occorre innanzitutto recarsi nella cartella config e manipolare il file settings.ini.

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Quindi inserire alle voci SSID e password i valori della vostra rete domestica.

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Consiglio anche di impostare il nome del servizio (ma si può lasciare anche quello preimpostato, ovvero MusicBox). In ogni caso, occorre fare molta attenzione, perché il music server sarà disponibile via browser all’indirizzo locale composto dal nome che avete segnato nel file settings.ini seguito da .local (ad esempio, http://MusicBox.local).

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Poi basta inserire la microSD nel Raspberry e collegarlo all’alimentazione
Al primo avvio, il sistema ci mette un po’ a caricarsi, ma in pochi minuti avrete un server pronto per la vostra musica.

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L’ultima versione del manuale è inclusa nell’archivio download.
Questo comunque è il manuale in inglese:
https://github.com/pimusicbox/pimusicbox/releases/download/v0.7.0RC6/PiMusicBox.pdf

Altre guide in varie lingue (ma non in italiano) sul sito web del progetto, all’indirizzo http://www.pimusicbox.com/
Ed ecco, una volta installata e avviata la distro, cosa appare sul browser (Firefox, per la precisione)

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E per stavolta è proprio tutto, gente. Alla prossima…

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