Cultivar e Biodiversità nella Tradizione storica vitivinicola della terra di Calabria.

Come è noto  il Grimaldi ,nel 1770, nella sua originale opera scientifica” Saggio di Economia Campestre” rappresentava che  ai suoi tempi era in atto in Calabria un processo di sostituzione di cultivar indigene d’interesse viticolo (volg. dette “legnaggi“) con altre d’importazione (alloctone), allo scopo di accrescere le produzioni in vino.
La trasformazione in senso quantitativo veniva riconosciuta dall’illuminato economista di Seminara foriera di accertate perdite qualitative del prodotto, a cui oggi si può anche  aggiungere quello del danno derivante dalla  scomparsa di un rilevante  patrimonio genetico autoctono, costituito dai numerosi ecotipi di vitigni presenti allora in Calabria.

Mario DOTTORE – Antonio CORTESE

LEGGI-SALVA: iDOSSIER n.ro 03-2021


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