I mostri dell’immaginario puntata 6: La Banshee

Sesta puntata di questa carrellata sull’immaginario teratologia (ovvero sul mondo dei mostri) che esce dopo due mesi dalla precedente.
I lavori di ricerca, purtroppo, vanno a rilento, e così la schedatura dei mostri.
Questa volta, parliamo di una categoria molto particolare di mostro, che è sia individuale che collettiva, oltre che sensibile al mal di gola: la Banshee.

Una banshee
Una banshee

La banshee è una creatura leggendaria dei miti irlandesi e scozzesi.
E’ uno spirito dall’aspetto femminile, descritto generalmente come una bella donna dai capelli fluttuanti che indossa un vestito verde ed una mantella grigia (ma in altre versioni compare vestita completamente di bianco o rosso).

Banshee
La Banshee

Può apparire sia come una donna che canta, sia piangente e avvolta da un velo. Altra caratteristica sono gli occhi perennemente arrossati dal pianto.
In alcune leggende, però, tale creatura appare con fattezze canine che abbaiano contro la persona prossima alla morte. Per tale motivo sono riconosciute con il titolo di Ambasciatrici della morte.

In nomine omen

Il termine banshee significa letteralmente “donna delle fate”, dal gaelico bean, “donna”, e sidhe, che deriva a sua volta da sith (“fata”) o sid (“montagna delle fate”). Sidhe è a volte confuso con sithe, genitivo di sith “peace” (Da Online etimology Dictionary).
La banshee ha un corrispondente maschile molto meno famoso: il farshee (in irlandese Fear Sidhe).

Una banshee in un'illustrazione del 1825
Una banshee in un’illustrazione del 1825

Nel mito e nella Letteratura

La banshee fa parte del“Daoine Maithe”, il cosiddetto “Piccolo Popolo” ed è uno spirito solitario spesso classificato tra quelli maligni, vedremo poi perché.
Nelle leggende più antiche, la banshee viene descritta semplicemente come uno spirito femminile che si aggira attorno a paludi e fiumi, nelle sorgenti o nelle colline d’Irlanda. Le banshee sono legate ad alcune famiglie; lo faceva, pare, almeno inizialmente, solo per cinque grandi famiglie irlandesi: gli O’Neill, gli O’Briens, gli O’Connors, gli O’Gradys ed i Kavanagh, di chiara ascendenza irlandese.I matrimoni incrociati esiogamici hanno poi contribuito a diffondere il mito e a confonderne l’origine.
L’emigrazione di irlandesi in America ha portato anche l’emigrazione nelle “Colonie” di alcune leggende sulle banshee, a dir la verità poche e perlopiù ambientate nel sud durante la Guerra d’Indipendenza Americana.

Illustrazione di una Banshee
Illustrazione di una Banshee

Le banshee non si mostrano mai agli esseri umani se non a coloro che sono prossimi alla morte e a cui giunge tale presagio. La loro funzione, dunque, potrebbe essere quello di spirito della famiglia, che giunge a portare con sé nell’Oltretomba i suoi discendenti, oppure che si lamenta per la morte degli stessi, e questo spiega perché, in realtà, il mito parla di Banshee al singolare, pur essendo una tipologia fate: ogni famiglia aveva il suo spirito tutelare, la sua banche personale.
Quando un membro della famiglia protetta muore, o è in procinto di morte, la banshee piange e si dispera. Tali lamenti sono noti col termine di keening (dal gaelico caoineadh, “lamento”). Le grida possono anche essere di vittoria, quando quella che ha subito la perdita è una famiglia nemica.
Dal momento in cui, però, il Cristianesimo iniziò a penetrare anche nella verde Irlanda, questa immagine venne facilmente travisata in uno spettro che porta morte e distruzione, ed è probabilmente per questo che, a partire dall’VIII secolo, la banche viene classificata tra gli esseri malvagi.
La banshee più famosa si chiamava Aibhill e proteggeva gli O’Brien. Stando alla leggenda, nel 1014 il re Brian Boru si gettò nella battaglia di Clontarf pur sapendo di andare incontro a morte certa, dal momento che la notte precedente Aibhill gli era apparsa mentre lavava i panni dei soldati finché l’acqua non si tingeva completamente del colore vermiglio del sangue.
Clíodhna, invece, è indicata come la regina delle banshee del sidhe del Munster meridionale e come una rivale di Aibhill. Questo suggerirebbe una forma di comunità delle banche, non altrimenti verificabile.
Un’altra leggenda, molto più recente, è quella della banshee dei Rossmore, nella contea di Monaghan in Irlanda.
Il suo terribile grido fu udito, pare, per la prima volta nel 1801, quando il generale Robert Cunningham, primo barone di Rossmore, stava morendo. E’ però il sesto barone William Rossmore, descrive la prima manifestazione della banshee così come veniva tramandata in famiglia da diverse generazioni. Pare che il grido “Rossmore, Rossmore, Rossmore” della banshee abbia annunciato da allora in poi la morte di ogni Rossmore, compresa quella del sesto barone, morto nel 1958.

Disegno di una Banshee per Diane-G
Disegno di una Banshee per Diane-G . Di Licorne37 – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6344890

Nel fantasy moderno, la banshee viene spesso rappresentata come uno spirito urlante, non necessariamente malvagio, il cui grido ha la capacità di uccidere all’istante. Talvolta è associata alla razza degli elfi o similari. A volte, come nel caso del nemico di Superman Silver Banshee, è un essere demoniaco.

L’aspetto tipico di una banshee nel fantasy moderno. Di Michael1010Opera propria, CC BY-SA 4.0, Collegamento

I mostri del resto del mondo

Sebbene non vi siano riscontri precisi, possono essere ritenute simili alle Banshee celtiche sia le Veela (o Vila) slave che, per certi aspetti, le ninfe greche.

Le Vile, opera di Bartolomeo Giuliano (1906)
Le Vile, opera di Bartolomeo Giuliano (1906)

Nell’arte

Le banshee non sono molto amate dall’arte, se si escludono alcuni pittori ed illustratori preraffaelliti, molto attenti alle tradizioni celtiche e alle leggende anglosassoni.
Fra questi, il bel quadro di Henry Meynell Rheam e l’illustrazione di Henry Justice Ford riportate qui sotto, in cui il tema della Banshee è declinato con ibridazioni dalla tradizione classica.

Una banshee dipinta da Henry Meynell Rheam intorno al 1900
Una banshee dipinta da Henry Meynell Rheam intorno al 1900
The Banshee di H. J. Ford
H. J. Ford, The Banshee, 1902, olio su tela

E anche per questa puntata è tutto.
Alla prossima…

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