I mostri dell’immaginario puntata 7: i Fomori

Settima puntata di questa carrellata sull’immaginario teratologico (ovvero sul mondo dei mostri) dedicata, stavolta, alla mitologia irlandese e al popolo antico dei Fomori.

Una statuina di un Fomor
Una statuina di un Fomor

I Fomori o Fomoriani (in inglese: Fomorians, Fomors; in irlandese Fomóiri, Fomóraig) erano un popolo di semidei della mitologia irlandese, residente in Irlanda in tempi remoti, antecedenti all’arrivo dei Celti. Secondo una teoria molto in voga fino agli anni settanta, i Fomor potrebbero essere una famiglia di divinità precedenti al pantheon storicamente consolidato, un po’ come si riteneva fosse successo con i Titani della mitologia greca.
Si è ipotizzato anche che rappresentino le forze del caos e della natura scatenata in opposizione ai Túatha Dé Danann, divinità responsabili della loro cacciata e rappresentanti , secondo questa teoria, le forze raziocinanti della civiltà.
In alternativa so è pensato a qualche residuo di antichi culti di popoli preceltici dell’isola, ma comunque, allo stato dell’arte, sono tutte poco più che illazioni e quasi niente si conosce per certo sui Fomori.

Un’illustrazione di Baylor, re dei Fomori
Un’illustrazione di Balor, re dei Fomori

Aspetto

I Fomori (o Fomoriani che dir si voglia, tanto è uguale) sono di solito rappresentati come ibridi dal corpo umano e dalla testa di capra, almeno se ci si basa sulle poche fonti a disposizione, ad esempio, in un testo dell’XI secolo contenuto nel Lebor na hUidre (il Libro della Vacca Bruna). In un’altra versione, infatti, essi hanno un corpo umanonoide con un solo occhio, un solo braccio, una sola gamba, ma ciò cozza con quanto si dice di alcuni di loro, che sarebbero, come ad esempio Elatha, il padre di Bres, estremamente belli. Però le tradizioni medievali che si raccolgono nel cosiddetto Libro delle invasioni ripresentano i Fomori in forme autenticamente mitologiche come ‘giganti’ e ‘figli dell’abisso’” (voce relativa dell’enciclopedia Treccani).

In nomine omen

Il termine fomóire sembra derivare dall’antico irlandese fo muire, (irlandese moderno faoi muire), cioè “sotto il mare”. Qualcuno, vista anche l’associazione con il tema della prigione di vetro, ha ipotizzato una connessione con le terre degli iceberg. Tuttavia la parola mór potrebbe essere connessa ad una radice protoindoeuropea *mor: “sfregare, battere, spogliare”.
Ancora Mac Bain rifiuta sia la teoria che vede Fomori collegati al “mare” sia quella che li vuole collegati alla “morte” o al “terrore”, lasciando come unica alternativa l’interpretazione di Zimmer fomóiri > fo-mór “sub-magnus” (giganti? piccoli giganti? mezzi giganti?).
In tempi più recenti, il termine Fomori ha perso l’accezione originale ed è divenuto sinonimo di pirata o corsaro e, più in generale, qualunque tipo di scorridore.

L’invasione dei Tuatha
L’invasione dei Tuatha

Nel mito e nella Letteratura

I seguaci di Partholón sono considerati i primi abitanti d’Irlanda dopo il Diluvio universale, ma l’isola non è disabitata, anzi, ci vivono i Fomori. Seathrún Céitinn riporta una tradizione secondo la quale essi, guidati da Cíocal, sarebbero arrivati in Irlanda duecento anni prima, vivendo di pesce e pollame fino all’arrivo di Partholon, che introdusse l’aratro e i bovini. Partholon vinse Cíocal nella battaglia di Magh Ithe, ma il suo popolo venne in seguito spazzato via da un’epidemia.
Poi arrivò in Irlanda Nemed col suo popolo. L’isola era rimasta deserta per trenta anni dopo la scomparsa della gente di Partholon, eppure (di nuovo) i Fomori sono lì a contrastare i nuovi venuti.
Céitinn riporta un’altra tradizione, secondo questa versione evemerenziale, invece, i Fomori non erano che marinai provenienti dall’Africa, discendenti di Cam, figlio di Noè. Nemed li sconfisse in diverse battaglie, uccidendo i loro re, Gann e Sengann, subito sostituiti da due nuovi principi: Conand, figlio di Faebar, residente nella torre omonima a Tory Island, nella Contea del Donegal, e Morc figlio di Dela (la prima generazione dei Fir Bolg viene chiamata anche “figli di Dela”).
Dopo la morte di Nemed, Conand e Morc gravano il suo popolo di pesanti tributi: due terzi dei loro figli, dei loro raccolti, del loro bestiame. Ma il figlio di Nemed, Fergus Lethderg raduna un esercito di 60.000 uomini, si solleva in armi contro i tiranni e distrugge la Torre di Conand. Morc attacca allora con una potente flotta, e ne viene fuori una battaglia apocalittico e degna della Battaglia delle Midway (il film, almeno, se non lo scontro reale), interrotta solo dal mare che infine decide di sollevarsi e travolgere, per la par condicio, entrambi gli schieramenti. Solo trenta uomini del popolo di Nemed si salvano a bordo di una singola nave, ma vengono scaraventati dall’altra parte del mondo. Ma al peggio non c’è fine e, non contenti del risultato della prima invasione, ne arriva una seconda subito dopo.
L’invasione seguente vede protagonisti i Fir Bolg, che stavolta non trovano i Fomori ad attenderli sull’isola.
Dopo i Fir Bolg arrivano in Irlanda i Túatha Dé Danann, generalmente identificati con le divinità proprie dei Celti invasori, i quali vincono i Fir Bolg nella prima battaglia di Mag Tuiredh e prendono possesso della verde Irlanda. Nel mito, i Fomori sono comunque strettamente legati ai Túatha Dé Danann. Ad esempio, il dio guerriero Neit viene indicato come antenato di entrambi i popoli.

Nuada in un’illustrazione moderna
Nuada in un’illustrazione moderna

Dato che il loro re, Nuada, ha perso un braccio nello scontro e, con esso, la sua integrità fisica e quindi il diritto al trono, il loro primo re in Irlanda diviene il mezzo-fomor Bres, figlio di Ériu discendente dei Túatha Dé Danann e del principe fomoro Elatha (che raggiunse l’amante una notte provenendo dal mare su di una barca d’argento). Nella mitologia celtica, Nuada è conosciuto con molti nomi: Nuadu, Nuadha, Nodens, Nudd o Ludd Llaw Eraint. Somiglia al dio norreno Tyr, che ha perso la mano tra le fauci del feroce lupo Fenrir.
Come la madre, Bres è bellissimo, ma come re è veramente pessimo (insomma, non dissimile dai nostri Savoia), imponendo al suo popolo pesanti servizi e tributi offerti ai Fomori. La sua autorità viene incrinata per la sua negligenza, così Nuada riceve un braccio nuovo, d’argento, e viene restaurato nel suo regno. Bres si rifugia invece dal padre, chiedendo sostegno nella riconquista del trono. Ma Elatha rifiuta, dicendo che non tenterà di impossessarsi disonestamente di ciò che è stato perso onestamente. Ma Bres non si arrende e chiede l’aiuto del bellicoso Balor, il capo dei Fomori di Tory Island, radunando così un esercito lealista. Anche i Túatha Dé Danann si preparano alla guerra, sotto la guida di un altro mezzosangue, Lug. Suo padre era Cian dei Túatha Dé Danann, sua madre niente meno che la figlia di Balor, Ethniu. Nei testi più recenti l’unione viene descritta come un matrimonio politico, ma il folclore conserva una versione più elaborata del mito sulla nascita di Lug, versione che ricorda (almeno in parte) il mito greco sulla nascita di Zeus, ibridata con la storia di Davide e Golia: Balor, che aveva ricevuto la profezia che sarebbe stato ucciso dal suo nipote, aveva chiuso in una torre di vetro la figlia, per tenerla lontano dagli uomini. Ma il furto della vacca magica di Cian spinge quest’ultimo alla vendetta: con l’aiuto della druidessa Biróg penetra nella prigione di vetro e seduce Ethniu. La giovane dà alla luce tre bambini, che Balor ordina siano affogati. Ma Biróg ne salva uno, Lug, e lo affida a Manannan e Tailtiu. Divenuto adulto, Lug entra alla corte di Nuada in virtù delle sue molte arti, ottenendo per di più il comando dell’esercito. La seconda battaglia di Mag Tuired viene infine combattuta tra i Fomori radunati sotto Balor e i Túatha Dé Danann radunati sotto Lug. Nuada cade sotto lo sguardo venefico del terribile Balor, capace di uccidere tutto ciò su cui si posano i suoi occhi (una specie di Ciclope degli X-Men, altro c malocchio). Lug affronta suo nonno ma, prima che questi possa volgere su di lui l’occhio magico, lo colpisce con una pietra scagliata dalla sua fionda, facendolo uscire dalla nuca, uccidendo Balor e causando strage tra le forze dei Fomori schierate alle sue spalle. Caduto Balor, i Fomori vengono facilmente sconfitti e ricacciati in mare.

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