Tutti gli articoli di P. Natali

STORIE di grandi tragedie italiane nella Seconda Guerra Mondiale

……La strage di Cefalonia con oltre diecimila soldati fucilati, è da considerarsi un gravissimo crimine non contro un popolo, ma contro l’Umanità, i cui responsabili, a fine guerra, dovevano essere pesantemente puniti e condannati.
Il Governo Repubblicano Italiano, costituitosi nel 1946, preferì non indagare sui fatti, sugli eccidi e sulle responsabilità dei tedeschi, per cui il velo dell’oblio deliberatamente cadde su tutti i misfatti.
Anche sulla resa e sulla capitolazione dei soldati italiani in Grecia, il Governo italiano, piuttosto che renderle pubbliche, perché l’indagine per scoprire la verità sarebbe risultata particolarmente disonorevole per gli stessi italiani, preferì ignorare gli ordini di resa, le fucilazioni, le stragi e gli imbarchi forzati dei soldati italiani da inviare in Germania come forza-lavoro.
Su un totale di 12.500 soldati, furono massacrati 10.500 uomini e su 525 ufficiali ne furono uccisi 390. I superstiti furono successivamente inviati o in Russia o in Germania. E furono pochi coloro che ritornarono in patria.
Ed inoltre, ad esclusione dei martiri di Cefalonia trucidati dai tedeschi, circa tredicimila soldati italiani fatti prigionieri dopo la resa in Grecia, morirono nell’affondamento delle navi su cui erano stati imbarcati. …….

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La fabbrica della VITA

La fabbrica della VITA secondo nonno Matteo

   La convivenza sul pianeta, delle specie esistenti, è resa possibile dal rispetto di regole che la natura impone; tali regole sono elencate, secondo una codifica ben compresa, nell’algoritmo primordiale; la Natura appunto!
Gli stati seminati sul pianeta, sono alla svolta epocale della loro civiltà; in tutti i continenti le società, obbligate in una fase rinascimentale, partigiana, soprattutto selettiva, stanno riattivando i giochi di potere per la loro rinascita, naturalmente imposta dall’olocausto che hanno generato.
L’algoritmo originario codifica, sostanzialmente, le varianti della disponibilità di energia necessaria al “lavoro del vivere”, le combina dall’utilizzo dell’energia elettrica derivante dalle variabili dei due valori contrapposti di carica atomica (numero di elettroni contenuti nell’atomo delle materie cellulari) che sarà sempre attiva in tutte le forme esistenziali (negativo, positivo; zero, uno; maschio, femmina; bene, male; bello, brutto; ecc.ecc.).
Stilo, per i miei consanguinei e per coloro che vorranno leggermi, (siano essi lupi liberi pensatori o armenti alle stalle , esecutori d’ordini), le mie istruzioni valide per l’organizzazione di una fabbrica della vita soddisfacente per le due categorie.
La mia Consulenza tecnica ha lo scopo di determinare i fondamentali della contesa in quanto i miei affetti, professionisti del diritto e dello sviluppo sociale, lo esigono per il perfezionamento del loro lavoro.

Continua a leggere (o salva) il Quaderno n.ro 26

 

La fine dell’antica cappella GEROSOLIMITANA della S.M. dell’Odighitria in territorio di Cirò

LA FINE DELLA ANTICA CAPPELLA GEROSOLIMITANA DELLA S.M. DELL’ ODIGHITRIA IN TERRITORIO DI CIRO’ (Kr)

di Mario Dottore e Antonio Cortese

TRA STORIA E FEDE POPOLARE

“Fratello Leone, scrivi: quivi è perfetta letizia”.(dai “Fioretti” di San Francesco d’Assisi). In ricordo di Padre Innocenzo Pisconti Passionista che invitò a scrivere la Storia narrata .

Nel rispetto del noto sistema storico letterario manzoniano, “Utile per iscopo, il vero per soggetto e l’interessante per mezzo” ci si accinge a narrare questa Storia che, per tanti versi, ha dell’inverosimile.
Come è risaputo la tradizione religiosa sull’Odighitria di “Monte Tabor” a Cirò, la cui essenza fa’ percepire il riverbero storico dell’Iconoclastia orientale del sec.VIII d.C. e la presenza dell’Ordine Monastico di San Basilio Magno in terra di Calabria, così documenta fedelmente “Pria dell’eccidio di Chrimissa-Paterno (Paterno sarebbe stata distrutta nell’intorno dell’anno 1000 d.C. ad opera dei Saraceni, sulla scia di altre città costiere del Bruzio, compresa la mitica “Laurisia” sita sul Promontorio Lacinio, (Kr), n.d.r.), ad una giovinetta recatasi a raccogliere legna nel soprastante colle, apparve un venerando vecchio, che rassicuratala dalla sorpresa e dal timore, le insinuò che ritornando a casa dicesse alla madre di recarsi dal di lei compare Sacerdote D. Martino e d’indurlo a recarsi entrambi nel lido del mare, e precisamente nel sito detto la fossa del Lupo, perché ivi rinverrebbero una cassa nella quale era chiusa l’immagine della madre del Divin Verbo, di prenderla e recarla su quel colle ove avrebbe dovuto ergersele un Tempio.

Continua a leggere sul iDOSSIER numero 10-2022

 

La Ciminiera – Gennaio 2022

Gli articoli sottolineati sono  in Sala Lettura.

03 – Nello Studio di Corrado Rotundo (Lino Natali)
07 – L’Arte della sensualità nelle opere di Corrado Rotundo
(Salvatore Conte)
10 – Fra metafisica e solitudine (Raoul Elia)
09 – L’esistenza emotiva dell’artista Corrado Rotundo
(Angelo Di Lieto)
16 – Mistero e legge del dolore – I du’ cumpari (Domenico Caruso)
20 – Erminia Guarinoi (Angelo Di Lieto)
23 – Poesia Vernacolare (Bruno Salvatore Lucisano)
24 –Il vaso di Basano (Raoul Elia)
27 -La Spada nella Roccia di S. Galgano (Vincenzo Caporale)
34 –Lombroso “In Calabria” (Giano)
36 -Cristo alla colonna (Roberto Cafarotti)
39 – In ricordo di G. Rholfs (Domenico Caruso)
43 – Il Collezionista (Antonio Iannicelli)
53 – L’assedio di Malta (1565) (Gabriele Campagnano)

Salva/Leggi: La Ciminiera. Ieri, oggi e domani – Gennaio 2022

Chi volesse stamparsi in proprio o da un centro grafico le accortezze sono queste: Usate fogli A3 (formato pagina A4) o A4 (ridotto a pagine A5).  I Fonts necessari sono incorporati nel PDF non usare quelli della stampante.

I Mulini in Calabria e nella storia

I  MULINI  IN  CALABRIA E NELLA STORIA

S. Francesco diceva dell’acqua. “Laudate sii, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è molto utile et umile et preziosa et casta”.
In quattro aggettivi è stata racchiusa la bellezza e la preziosità dell’acqua: “utile”, come faremmo a vivere senza l’acqua? “umile”, con quanta semplicità scorre, rallegra la natura e rende felice chi ad essa si abbevera e si disseta; “pretiosa”, oggi sentiamo parlare di crisi e di monopolio dell’acqua e ci rendiamo conto di quanto essa sia importante.
Purtroppo bisogna aggiungere che non è oggi più “casta” con tutti gli inquinamenti che gli uomini scellerati hanno provocato sopra e sotto il suolo.

Dr. Angelo DI LIETO


LEGGI-SALVA: iQuaderni n. 25

Per la STAMPA: link iQuaderni n 25
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La Foresta mediterranea di Monte Gariglione

UN ECOSISTEMA FORESTALE E LE SUE COMPONENTI

Accanto ai suggestivi scenari paesaggistici e peculiari bellezze naturali, la rilevante importanza della foresta demaniale del Monte Gariglione (Piccola Sila) risiede nel suo nucleo relitto, sicuramente autoctono, di Abete bianco (Abies alba Miller); evidenziando che all’attualità tutta l’area è inserita nel progetto Bioitaly come SIC (sito d’interesse Comunitario) con codice meccanografico identificativo IT9330114.
L’ Abete bianco in Calabria, come attestato da altre stazioni di rifugio dell’Appennino Centro-Meridionale, si è progressivamente rarefatto rispetto alla sua originaria e più estesa area di distribuzione, registrata dalla specie nel Pleistocene (compreso tra 2,50 milioni e 11.700 anni fà c.a.) .
Nella nostra regione, la specie si ritrova in altri superstiti nuclei di vegetazione naturale distribuiti in Formazioni irregolari presenti nel territorio di Longobucco (Sila Greca); Formazioni irregolari nel territorio comunale di San Giovanni in Fiore (Sila Badiale); Nucleo delle Serre Vibonesi; Nucleo di Santa Margherita nel territorio di
Celico (CS); Nucleo del Monte Basilicò (RC).


LEGGI-SALVA: iDossier n. 08

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La Ciminiera – Dicembre 2021

Da questo numero due novità.
La prima è la possibilità di leggere, separati dalla rivista, singoli articoli in una speciale “SALA LETTURA”.  Provate;
la seconda è che troverete il link per chi ha il piacere di stamparsi La Ciminiera. Il file allegato è in un formato .PS per la tipografia,
Un cordiale saluto a tutti e …. buona lettura
Lino Natali


CONTRIBUTI 
(in Sala Lettura si può leggere il contributo staccato dalla rivista)

03 – Qualche domanda a Umberto Falvo (Lino Natali)
07 – Il Cosmo tra anima, forma e contorno (Salvatore Conte)
10 – Fra Metafisica e Informale (Raoul Elia)
14 – Irrazionalità ed estrazione nella pittura di Umberto Falvo (Angelo Di Lieto)
16 – La pace è dentro il cuore (Domenico Caruso) – Sala Lettura
21 – Mala tempora currunt (Domenico Caruso)
22 – La teoria del tempo fantasma (Raoul Elia) – Sala Lettura 
27 – Il calcestruzzo romano (Daniele Mancini)
30 – Un nuovo Santo Calabrese – (D. Caruso) – Sala Lettura
32 – Due nuove beate a Catanzaro (Rino Rubino) – Sala Lettura
34 – Ricorrenze dimenticate (Antonio Iannicelli) – Sala Lettura
39 – La Giudecca degli ebrei (Angelo Di Lieto) – Sala Lettura
42 – Luis Ricardo Falero (Roberto Cafarotti)
44 – Ermete Trismegisto (Greta Fogliani)
47 – L’Assedio di Malta del 1565 (4) (Gabriele Campagnano)
57 – Lo spirito del tempo (Milena Manili) – Sala lettura
63 – Giornate FAI al borgo di Simeri (F. Ferraro)Sala Lettura
68 – Lo Spot Una Nuova Alba per la Tonnina – Sala Lettura

 

COPIA-LEGGI La Ciminiera n. 12-2021


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Per agevolare la stampa salva file .PS  (postscript) con caratteri incorporati da portare alla stamperia.      LINK La Ciminiera PS

L’altro modello – Spigolature iconografiche e culto Mariano in Calabria


. . il concilio di Trento, con il decreto “De invocatione, veneratione, et reliquiis sanctorum et sacris imaginibus”, definì l’uso delle iconografie devozionali e ritenne che le “madonne galactotrophuse” fossero immagini sconvenienti.
Diverse chiese intitolate alla “Madonna del latte” mutarono denominazione.
I vescovi ebbero il compito di valutare le varie immagini e di decidere se fossero da ritoccate o rimuovere.
Dopo il Concilio, molte “madonne lattanti” furono classificate come bene artistico e non più come immagini di culto, tante furono rimaneggiate per ricoprire il seno della Vergine, cosa che spesso sembra frutto di autocensure e ripensamenti da parte degli stessi autori.
Per il popolo, però, l’allattamento materno era uno dei principali fattori economici della famiglia; con esso era possibile evitare di assoldare una balia o di comprare latte animale; una puerpera
procace poteva essere perfino un investimento familiare se allattava anche i bambini di altre mamme “asciutte” (affette da ipogalattia) o “snaturate”.

Franco FERLAINO

LEGGI-SALVA: iQuaderni N.ro 24


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Storia del ritiro dei Padri Pii Operai di Mesoraca

Il Comune di Mesoraca, in un’istanza del 30 Aprile 1898 rivolta a S. E. il Ministro delle Finanze del Regno d’Italia-Roma  e concernenti i beni del Ritiro dei Padri Pii Operai di Mesoraca, a beneficio dell’Istruzione Pubblica,
così recitava:
“Esiste, da tempo remoto, nel Comune di Mesoraca
(oggi in prov. di Crotone) un Istituto Pio denominato
“Ritiro dei Padri Pii Operai“, avente per iscopo la
istruzione e l’educazione civile e morale delle classi meno
agiate, la cui fondazione mette capo al Regio Beneplacito
del 15 Luglio 1752“.

Angelo DI LIETO

LEGGI-SALVA: iQuaderni n.ro 23-2021 – Padri Pii Operai


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“Il Cirò” come Cultura e Coltura

Una interessante opportunità d’indagine culturale  ed antropologica nell’ambito del Settore produttivo  vitivinicolo regionale, è sicuramente offerta dal Sistema-Distretto riguardante i caratteri del segmento di filiera  storica del Marketing  e del Commercio del vino ‘’Cirò’’.

Mario DOTTORE

CONTENUTI

05 – Indotti commerciali e vie di comunicazione
15 – Un vino sulle rotte italiche e del Mediterraneo
19 – Il “CIRO’” Nelle vicende di un carico marittimo del XVI secolo
24 – Il “CIRO’” tra leggenda e realtà
32 – Il “CIRO’” nel contesto storico-giuridico della sua denominazione d’origine  ed in due inventari del XVI secolo
43 – Il  “CIRO’” in frammenti statistici descrittivi
47 – Il “CIRO’” nella “nobiltà letteraria” italiana ed europea del XIX e XX secolo
67 – Bibliografia essenziale

LEGGI-SALVA: iDossier N.ro 07-2021


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