Leov Tolstoj e gli scolari di padre Semeria e padre Minozzi

…. Come si diffuse la notizia che nel Villaggio si sarebbe aperta una scuola, subito si creò una grande agitazione e si formarono dei gruppetti.
Ognuno manifestava una sua idea, favorevole o contraria.
Si rallegravano che la scuola era gratuita, che i loro ragazzi, nella speranza di avere un futuro migliore, avrebbero imparato a leggere e a scrivere, ma vi erano anche quelli che sospettavano che l’iniziativa di Tolstoj, in cambio di qualche privilegio, mirasse a preparare nel villaggio dei soldati che poi sarebbero serviti allo Zar.
Chi era dubbioso e manifestava la sua incertezza, si esprimeva sostenendo che tutto era da verificare, anche se in quel momento era importante mandare i ragazzi a scuola.
Insomma, pian piano tutti si convinsero di mandare i figli nella costituenda scuola.
La mattina in cui la scuola venne aperta, vi fu una grande confusione: vi erano genitori che si preoccupavano di radunare i propri figli e i figli dei loro vicini ed amici, mentre i ragazzi si presentavano tutti puliti, con i capelli ben pettinati e fissati con l’olio di semi; poi vi era chi non era pronto e che era ancora indeciso se frequentare o meno; qualcuno si preoccupava di non avere i sandali da mettersi ai piedi o
una camicia pulita. Ma poi si concludeva:
<<mica il maestro mi guarderà i piedi? Sarà sufficiente la presenza!>> 

Angelo DI LIETO

SALVA-COPIA: iQuaderni n.ro 27 Tolstoj


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