Archivi categoria: Folklore

CANTI – “Li molti vuci”

Uno dei più antichi componimenti della letteratura italiana (1231-1250) è il «Contrasto amoroso» in lingua volgare di “amante e madonna” di Cielo D’Alcamo, che prende il nome dal verso iniziale: «Rosa fresca aulentissima».

I due personaggi, un giullare e una ragazza, si producono in un gioco spontaneo e vivace di botta e risposta con la vittoria finale del corteggiatore.
Anche nella memoria calabrese è tuttora vivo il “contrasto” tra un giovane e un’onesta fanciulla, ignara della scommessa fatta dai suoi sette fratelli con l’audace avventuriero.

Domenico CARUSO


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Il mito di re Artù e dei Cavalieri della tavola rotonda

Il mito arturiano ha ormai più di un millennio di vita.
Mille anni di immaginazione e creatività che hanno contribuito a formare l’immaginario europeo (se ci fosse tempo, potremmo discutere, ad esempio, del profondo ribaltamento del ruolo dell’eroe causato dallo svilupparsi del ciclo bretone) ed occidentale (sempre se ci fosse tempo, potremmo parlare del rapporto fra cavaliere bretone e supereroe, ad esempio Capitan America). Chissà se lo avevano compreso Geoffrey di Monmouth, responsabile del primo best-seller del mondo medievale e primo responsabile della diffusione sul continente del mito della spada nella roccia (che ancora non ha un nome), e Chetrien de Troyes, inventore del Graal e nume tutelare dei vari investigatori dei misteri, inventati e non.
Lo ha capito di certo il Sommo Poeta, che ha affidato all’immaginario arturiano un ruolo fondamentale nel canto più amato della Commedia, il canto di Paolo e Francesca (o meglio di Francesca e Paolo), come ricorda una delle frasi più celebri del Ghibellin fuggiasco, ovvero “Galeotto fu il libro e chi lo scrisse”. Galeotto, ovvero Galeaut, è appunto uno dei personaggi del ciclo arturiano.
Lo ha capito anche l’arte italiana ed europea, che non ha mai cessato di rifarsi ad Artù, Merlino, Lancillotto e tutti gli altri protagonisti delle saghe del ciclo bretone e di rinarrarne instancabilmente il mito, cercandovi nuovi significati che lo ricontestualizzino per le nuove generazioni. Lo hanno capito anche il cinema e il fumetto che, ciclicamente, riaffrontano (come dimenticare il principe Valiant, l’Excalibur di John Boorman, Capitan Bretagna e Camelot 3000, solo per citare qualche esempio più recente), attraverso Lancillotto ecc…, i temi senza tempo dell’amore e dell’amicizia, del potere e della giustizia, del tradimento e del perdono.
Nel mio piccolo, ho voluto contribuire a trasmettere il mito e i suoi valori alle nuove generazioni con queste sudate pagine, testimoni dell’amore che porto a questi antichi miti, come al mondo greco-romano, amore di cui è testimonianza la mia adorata figlia, che porta il nome della Signora del Lago e madrina di Lancillotto (oltre a quello della figlia di Agamennone e Clitennestra), a cui questo volume è dedicato.
Buona lettura a tutti.

prof. Raoul ELIA –  2022

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L’altro modello – Spigolature iconografiche e culto Mariano in Calabria


. . il concilio di Trento, con il decreto “De invocatione, veneratione, et reliquiis sanctorum et sacris imaginibus”, definì l’uso delle iconografie devozionali e ritenne che le “madonne galactotrophuse” fossero immagini sconvenienti.
Diverse chiese intitolate alla “Madonna del latte” mutarono denominazione.
I vescovi ebbero il compito di valutare le varie immagini e di decidere se fossero da ritoccate o rimuovere.
Dopo il Concilio, molte “madonne lattanti” furono classificate come bene artistico e non più come immagini di culto, tante furono rimaneggiate per ricoprire il seno della Vergine, cosa che spesso sembra frutto di autocensure e ripensamenti da parte degli stessi autori.
Per il popolo, però, l’allattamento materno era uno dei principali fattori economici della famiglia; con esso era possibile evitare di assoldare una balia o di comprare latte animale; una puerpera
procace poteva essere perfino un investimento familiare se allattava anche i bambini di altre mamme “asciutte” (affette da ipogalattia) o “snaturate”.

Franco FERLAINO

LEGGI-SALVA: iQuaderni N.ro 24


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La Ciminiera – Ottobre 2021

Questo mese di Ottobre è  dedicato ad un valente artista contemporaneo Calabrese “Pino PINGITORE”,  inoltre, nel corso del mese, riproporremo, in un Quaderno,  un altro grande artista dell’ottocento Catanzarese: Francesco CRISTINI, (firmato Angelo DI LIETO e distribuito gratuitamente alla mostra tenutesi nella Galleria di Arte Moderna “Le Nove Muse” del Centro Studi Bruttium, nel lontano Agosto 1998).
Non anticipiamo tutto per non farvi perdere le piacevole sorprese.
Buona lettura e ricordate che il Bruttium riceve tutti coloro che amano condividere le loro esperienze.

Contenuti de La Ciminiera – Ottobre 2021

Pag – Titolo (Autore)
03 – Qualche domanda a Pino Pingitore (Lino Natali)
07 – Pino Pingitore. Ritratto d’artista senza figure (Raoul Elia)
09 – All’artista Pino Pingitore ( Angelo Di Lieto)
11 – Del Morire in solitudine (Antonio Iannicelli)
16 – La Foresta di Katyn (Angelo Di Lieto)
20 – La Licantropia tra storia e leggenda (Domenico Caruso)
24 – BASTET – La Dea felina (Greta Fogliani)
27 – Metaphore Snodate (Milena Manili)
28 – Jean-Frédéric Bazille (Roberto Cafarotti)
30 – La dieta della popolazione romana di Ercolano (Daniele Mancini)
32 – L’assedio di Rodi (1522) – La sconfitta dei Cavalieri (Gabriele Campagnano)
44 – Gli Alieni della Fortuna (Raoul Elia)
48 – Lo stupido (Giano)
55 – Il libro del mese (Francesca Ferraro)
56 – Vendemmia 2021 (Mario Dottore e Antonio Cortese)

Salva-Leggi: La Ciminiera – Ottobre 2021


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La Madre dolente e la Pietà

LA MADRE DOLENTE E LA PIETA’
Arte e religiosità nell’esperienza di un popolo

LEGGI-SALVA –  Franco FERLAINO: La Madre dolente e la Pietà

Con questo Quaderno inizia la collaborazione del prof. Franco Ferlaino. “Docente di Storia dell’arte, Cultore di Etnologia, Artista, Fotografo, Filmaker. Autore di monografie e saggi,mostre e documentari, interventi radiofonici e televisivi, con editrici ed emittenti nazionali e internazionali.“.
Nel darne notizia sono felice per la ritrovata amicizia e per la sicura qualità culturale che saprà imprimere alla nostra rivista.


L’Addolorata. Incipit tematico locale

Nel libro dei parlamenti (verbali politici) dell’università (comunità) di Nocera Terinese, il 19 marzo 1701, è stata registrata una controversia tra i notabili del rione Piazza, parrocchiani della chiesa matrice arcipretale, dedicata a san Giovanni Battista, e i padri Cappuccini. La controversia nasceva dal fatto che le principali cerimonie commemorative della Settimana Santa, incentrata sul culto dell’Addolorata, fossero celebrate dalla chiesa dell’Assunta, annessa al convento che sorge sulla sommità della collina alle cui falde si sviluppa il centro urbano. Nella chiesa conventuale, infatti, sin dal XVII secolo, si venerava una simile statua posta su un piedi­stallo lapideo, a sinistra dell’arco del Sancta Sanctorum. Era una Vergine dei sette dolori, con l’incarnato a vista (volto, mani e piedi) artisticamente rifinito e il resto sotto forma di manichino ricoperto da una mirabile veste di pizzo nero. (Purtroppo, negli anni Settanta del secolo scorso, tutto andò distrutto per gl’insulti del tempo e l’accidia degli uomini). La chiesa del convento non svolgeva funzioni parrocchiali, ma i padri cappuccini esercitavano un grande ascendente spirituale sulla popolazione.

Franco FERLAINO


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Il paesaggio storico e la città di Crotone


Il Paesaggio Storico e la Città di Crotone nel “Satyricon” di Petronio Arbitro vuole costituire un singolare “tributo culturale” alla
geniale creatività artistica del regista Federico Fellini, purtroppo prematuramente scomparso nel 1993 e di cui nell’anno 2020 si è celebrato il centenario della nascita.

Come “nucleo fondante” di una significativa concatenazione culturale, si ricorda che fu proprio il grande “maestro” del cinema italiano con il film “Satyricon” ad immortalare, con originale linguaggio “moderno” e suggestive scenografie, l’universale opera del celebre scrittore latino .
il presente Dossier ha inteso, così, rivisitare in una insolita lettura ecologica e storica-topografica la parte dell’opera del famoso letterato dell’antichità classica che interessa la “Chora” e la città di Crotone

Mario DOTTORE e Antonio CORTESE

LEGGI/SALVA: i Quaderni n.ro 11 – 2021


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Storia e Folklore Calabrese 2

Storia e Folklore Calabrese – Vol. 2 – Domenico Caruso

Folklore calabrese e Poesia  dialettale dell’autore.

  • Il canto religioso
  • Il Natale
  • I riti della Settimana Santa nella Piana di Gioia Tauro
  • Devozione a Maria nella Piana di Gioia Tauro
  • Canti in onore di Maria SS, della Montagna
  • Il canto d’amore : Calabrisella Mia
  • Jeu sugnu calabrisi  e altre poesie (D. Caruso)

LEGGI-SALVA il Quaderno di Domenico Caruso

Per la stampa: Il formato del volume è un A5 (148 x 210 millimetri).

Odisseo riprende le pubblicazioni con il n. 13

Copertina di Odisseo n. 13 (2019)
Copertina di Odisseo n. 13 (2019)

Ritorna in pubblicazione, dopo una lunga assenza, dovuta a motivi di lavoro, Odisseo, la rivista di ricerca e divulgazione scientifica del CSB. In questo nuovo numero, dalla gestazione lunga e difficile, iniziata l’anno scorso, una lunga analisi della tradizione di Halloween da parte di Raoul Elia.

Si può scaricare il quaderno ai seguenti link:

MEGA, GOOGLE DRIVE o ISSUU

oppure leggerla qui sotto
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Buona lettura e buone vacanze a tutti!

Frammenti del passato: La tenebrosa processione -da La Ciminiera anno VIII – 07_08

Ben trovati.
Nuova rubrica del nostro sempre più affollato blog, questa volta dedicata ai recuperi d’autore: articoli interessanti pubblicati enl corso degli anni dall’associazione Centro Studi Bruttium sulla rivista “ammiraglia”, la Ciminiera, o sui suoi satelliti, Odisseo, i Quaderni del CSB, Gli altri Quaderni del CSB, i Quaderni delle Nuvole ecc…

Iniziamo ancora in tema Halloween con un articolo che affronta un tema caro alla tradizione flklorica europea e non e strettamente legato alla ricorrenza di Halloween e del Giorno dei Morti: La tenebrosa processione di Raoul Elia, tratto da da La Ciminiera anno VIII – 07_08


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