Archivi categoria: Tradizioni calabresi

CANTI – “Li molti vuci”

Uno dei più antichi componimenti della letteratura italiana (1231-1250) è il «Contrasto amoroso» in lingua volgare di “amante e madonna” di Cielo D’Alcamo, che prende il nome dal verso iniziale: «Rosa fresca aulentissima».

I due personaggi, un giullare e una ragazza, si producono in un gioco spontaneo e vivace di botta e risposta con la vittoria finale del corteggiatore.
Anche nella memoria calabrese è tuttora vivo il “contrasto” tra un giovane e un’onesta fanciulla, ignara della scommessa fatta dai suoi sette fratelli con l’audace avventuriero.

Domenico CARUSO


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Un inedito prontuario alfabetico longobucchese

Si può ritenere come cosa certa che non è facile reperire, ai giorni nostri, un manoscritto che costituisce un originale vocabolario di termini e “modi di dire” dell’antico dialetto calabrese, più peculiarmente, parlato nel XIX sec. a Longobucco (Cs), importante centro dell’alta valle del Trionto, nell’area della Sibaritide.
Il testo, per questa collocazione cronologica, non è, pertanto, frutto di moderne trascrizioni, acquisizioni, ovvero di “rilevamenti linguistici” attuali o del passato più prossimo.
Si vogliono, innanzitutto, evidenziare, preliminarmente e di primo acchito, i caratteri di insularità, separazione ed isolamento socioeconomico che nel 1863, data di attribuzione ufficiale del testo, connotavano, alla luce di inoppugnabili riscontri oggettivi e fonti documentali, le fasce pedemontane del vasto acrocoro silano.
Il riferito settore territoriale costituiva, di fatto, una realtà topografica ed ecologica “dove la regione silana assumeva l’aspetto più selvaggio”, come annotava, peculiarmente, l’illustre geologo italiano Domenico Lovisato nel 1878, nel corso delle sue indagini scientifiche sulla Calabria Settentrionale.
I marcati caratteri legati all’ambiente fisico, effettualmente, come è assodato, hanno da sempre ridimensionato od addirittura annullato i fenomeni di quella sorta di “contaminatio” linguistica e gli influssi dei mass media, allora fra l’altro inesistenti, sui costumi e le parlate in genere delle popolazioni stanziate nell’entroterra della nostra Regione.
Il prontuario Longobucchese/Calabrese, in una oggettiva sequenza spaziale e temporale, può ritenersi antesignano, in una qualche misura, tramite il letterato e studioso Giuseppe Bartoli da Longobucco, di quegli studi filologici e linguistici affermatisi in Calabria nel XX secolo.

Mario Dottore – Antonio Cortese

Continua la lettura o salva: iDOSSIER n. 13/2022

ERO BAMBINO NEL ’47

I bambini degli anni ‘40-‘50

   L’aver letto su un quotidiano nazionale alcune riflessioni sull’essere stati bambini negli anni ’50 mi ha indotto a ricordare la mia infanzia vissuta negli anni ’40. Essendo nato nel 1941, essa si svolse a cavallo degli anni suddetti e gli anni ’50. Proverò a narrare i miei ricordi ed i ricordi di cose che mi furono raccontate. Parlerò come se fossi ad una riunione di amici coetanei, dove ognuno dice le sue cose. Non sarà un trattato di antropologia sociale, ma saranno solo riportate cose viste e vissute più di mezzo secolo fa; e non saranno nemmeno “Le memorie di ottuagenario”, non ho l’età e d’altronde quelle sono state già scritte. Le cose che saranno raccontate nascono solo dai ricordi e tutt’alpiù saranno filtrate dalle esperienze e conoscenze acquisite in seguito. Non saranno consultati libri né esperti; imprecisioni, anacronismi, omissioni saranno tali perché così sono contenuti nei ricordi. Verrà fuori, almeno spero, la testimonianza di un’epoca di ristrettezze e povertà, ma non solo, vissuta da un bambino fra bambini venuti fuori da una grande guerra.

Antonio NICOLETTA

PER CONTINUARE A LEGGERE (O SALVARE) iQUADERNI 31_2022

CALABRIA – Eponimi e Toponimi tra leggenda e storie

   L’origine della Calabria è avvolta in un vaporoso velo di mistero in cui il mito e la fantasia si confondono con la realtà. C’è un dato certo però: la nostra regione, nel periodo neolitico (5.000 a.C.), è stata invasa dalla cultura di HACILAR; lo testimonia il ritrovamento, di notevole importanza artistica, delle famose “Ceramiche di FAVELLA DELLA CORTE (Corigliano)” in provincia di Cosenza: ciotole con decorazioni monocrome a bande rosse. (HACILAR ha influenzato anche la cultura di SESKLO (5.000 – 4.000 a.C.) zona della TESSAGLIA (nord della Grecia). Nella decorazione della ceramica nella cultura di SESKLO predominano variazioni del motivo a zig – zag e mostra indubbi legami con i disegni della tessitura e analogia con le nostre ceramiche di Favalla e dell ‘ Anatolica HACILAR.)

Sarino AMOROSO

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La Ciminiera – Febbraio 2022

CONTENUTI – SL (Sala Lettura)

03 – Qualche domanda a Francesco Mirarchi (Lino Natali) – SL
07 – Il suono della pittura (Salvatore Conte) SL
09 – Musica e poesia  di Francesco Mirarchi (Angelo Di Lieto) SL
10 – Fra musica ed emozioni (Raoul Elia) SL
13 – La pittura di Francesco Mirarchi (Giorgio Palumbi) SL
14 – Le grotte rupestri in Calabria (Silvana Franco) SL
22 – Il Golem (Greta Fogliani)
26 – Antonio Zurzolo (Bruno Salvatore Lucisano)
29 – Il gigante “Turco” di Bazzecca (Raoul Elia) SL
32 – Papa Leone II (Domenico Caruso) SL
35 – Modelli matematici applicati per studiare le morti naturali degli Imperatori romani. (Daniele Mancini)
38 – L’assedio di Malta del 1565: La fine e le conseguenze.
(Gabriele Campagnano)
45 – Robert Henri (1865-1929) (Roberto Cafarotti)
47 – Santi non canonici (Giano)
52 – A Roberto, in memoria (Bruno Salvatore Lucisano) SL
Ultimo canto – (Domenico Caruso) SL

Leggi/Salva La Ciminiera n.ro 02 – Febbraio 2022

La Foresta mediterranea di Monte Gariglione

UN ECOSISTEMA FORESTALE E LE SUE COMPONENTI

Accanto ai suggestivi scenari paesaggistici e peculiari bellezze naturali, la rilevante importanza della foresta demaniale del Monte Gariglione (Piccola Sila) risiede nel suo nucleo relitto, sicuramente autoctono, di Abete bianco (Abies alba Miller); evidenziando che all’attualità tutta l’area è inserita nel progetto Bioitaly come SIC (sito d’interesse Comunitario) con codice meccanografico identificativo IT9330114.
L’ Abete bianco in Calabria, come attestato da altre stazioni di rifugio dell’Appennino Centro-Meridionale, si è progressivamente rarefatto rispetto alla sua originaria e più estesa area di distribuzione, registrata dalla specie nel Pleistocene (compreso tra 2,50 milioni e 11.700 anni fà c.a.) .
Nella nostra regione, la specie si ritrova in altri superstiti nuclei di vegetazione naturale distribuiti in Formazioni irregolari presenti nel territorio di Longobucco (Sila Greca); Formazioni irregolari nel territorio comunale di San Giovanni in Fiore (Sila Badiale); Nucleo delle Serre Vibonesi; Nucleo di Santa Margherita nel territorio di
Celico (CS); Nucleo del Monte Basilicò (RC).


LEGGI-SALVA: iDossier n. 08

Per la STAMPA: link iDossier n 08
(n.b. i Fonts necessari sono incorporati al file PS – Formato stampa in origine pagina A5 – “4 pagine su A4 fronte retro”)

La Ciminiera – Dicembre 2021

Da questo numero due novità.
La prima è la possibilità di leggere, separati dalla rivista, singoli articoli in una speciale “SALA LETTURA”.  Provate;
la seconda è che troverete il link per chi ha il piacere di stamparsi La Ciminiera. Il file allegato è in un formato .PS per la tipografia,
Un cordiale saluto a tutti e …. buona lettura
Lino Natali


CONTRIBUTI 
(in Sala Lettura si può leggere il contributo staccato dalla rivista)

03 – Qualche domanda a Umberto Falvo (Lino Natali)
07 – Il Cosmo tra anima, forma e contorno (Salvatore Conte)
10 – Fra Metafisica e Informale (Raoul Elia)
14 – Irrazionalità ed estrazione nella pittura di Umberto Falvo (Angelo Di Lieto)
16 – La pace è dentro il cuore (Domenico Caruso) – Sala Lettura
21 – Mala tempora currunt (Domenico Caruso)
22 – La teoria del tempo fantasma (Raoul Elia) – Sala Lettura 
27 – Il calcestruzzo romano (Daniele Mancini)
30 – Un nuovo Santo Calabrese – (D. Caruso) – Sala Lettura
32 – Due nuove beate a Catanzaro (Rino Rubino) – Sala Lettura
34 – Ricorrenze dimenticate (Antonio Iannicelli) – Sala Lettura
39 – La Giudecca degli ebrei (Angelo Di Lieto) – Sala Lettura
42 – Luis Ricardo Falero (Roberto Cafarotti)
44 – Ermete Trismegisto (Greta Fogliani)
47 – L’Assedio di Malta del 1565 (4) (Gabriele Campagnano)
57 – Lo spirito del tempo (Milena Manili) – Sala lettura
63 – Giornate FAI al borgo di Simeri (F. Ferraro)Sala Lettura
68 – Lo Spot Una Nuova Alba per la Tonnina – Sala Lettura

 

COPIA-LEGGI La Ciminiera n. 12-2021


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L’altro modello – Spigolature iconografiche e culto Mariano in Calabria


. . il concilio di Trento, con il decreto “De invocatione, veneratione, et reliquiis sanctorum et sacris imaginibus”, definì l’uso delle iconografie devozionali e ritenne che le “madonne galactotrophuse” fossero immagini sconvenienti.
Diverse chiese intitolate alla “Madonna del latte” mutarono denominazione.
I vescovi ebbero il compito di valutare le varie immagini e di decidere se fossero da ritoccate o rimuovere.
Dopo il Concilio, molte “madonne lattanti” furono classificate come bene artistico e non più come immagini di culto, tante furono rimaneggiate per ricoprire il seno della Vergine, cosa che spesso sembra frutto di autocensure e ripensamenti da parte degli stessi autori.
Per il popolo, però, l’allattamento materno era uno dei principali fattori economici della famiglia; con esso era possibile evitare di assoldare una balia o di comprare latte animale; una puerpera
procace poteva essere perfino un investimento familiare se allattava anche i bambini di altre mamme “asciutte” (affette da ipogalattia) o “snaturate”.

Franco FERLAINO

LEGGI-SALVA: iQuaderni N.ro 24


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“Il Cirò” come Cultura e Coltura

Una interessante opportunità d’indagine culturale  ed antropologica nell’ambito del Settore produttivo  vitivinicolo regionale, è sicuramente offerta dal Sistema-Distretto riguardante i caratteri del segmento di filiera  storica del Marketing  e del Commercio del vino ‘’Cirò’’.

Mario DOTTORE

CONTENUTI

05 – Indotti commerciali e vie di comunicazione
15 – Un vino sulle rotte italiche e del Mediterraneo
19 – Il “CIRO’” Nelle vicende di un carico marittimo del XVI secolo
24 – Il “CIRO’” tra leggenda e realtà
32 – Il “CIRO’” nel contesto storico-giuridico della sua denominazione d’origine  ed in due inventari del XVI secolo
43 – Il  “CIRO’” in frammenti statistici descrittivi
47 – Il “CIRO’” nella “nobiltà letteraria” italiana ed europea del XIX e XX secolo
67 – Bibliografia essenziale

LEGGI-SALVA: iDossier N.ro 07-2021


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La Ciminiera – Novembre 2021

Questo mese ho il piacere di dedicare la nostra rivista all’artista Bruno CATANZARO,  mio caro amico-collega di  vecchissima data, pittore d’indiscusse capacità compositive e cromatiche.
Con questo numero de La Ciminiera, inoltre,  entra a far parte del gruppo redazionale Salvatore Conte, in qualità di Critico d’Arte. All’interno troverete una piccola biografia per conoscerlo un po’ meglio e apprezzarne le competenze.
Buona lettura

I contributi di questo mese:

Qualche domanda a Bruno Catanzaro (Lino Natali)
Bruno Catanzaro – (Salvatore Conte)
Bruno Catanzaro e la magia dei corpi – (Raoul Elia)
Bruno Catanzaro nelle sue immagini umanizzate. (Angelo Di Lieto)
Lettera Pastorale 1899 – (Antonio Iannicelli)
L’Operazione Rabat – (Angelo Di Lieto)
Piangi, paese mio – (Domenico Caruso)
Il processo creativo – (Milena Manili)
La FENICE, simbolo d’immortalità – (Greta Fogliani)
Felice Casorati – (Roberto Cafarotti)
PAESTUM – (Daniele Mancini)
L’assedio di Malta (1565) – parte 3° – (Gabriele Campagnano)
Il caso G. W. Vizzardelli – (Raoul Elia)
Il libro del mese – (Francesca Ferraro)

LEGGI-SALVA: La Ciminiera Novembre 2021


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