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Bonifiche e cultura idraulica in Calabria 2

DALLE BONIFICHE UNA GRANDE LEZIONE
STORICA E DI VITA    

”  Se noi immaginiamo le generazioni degli uomini, così scrisse Maffeo Pantaleoni sul <Giornale degli Economisti, Novembre 1907, pag.184> non già intrecciate come s’intrecciano i fili di un campo, ma distintamente, come si seguono le file di soldati di un battaglione, vediamo che ciascuna generazione eredita dalla precedente un complicato patrimonio di cose: terre coltivate in un certo modo, fiumi arginati, canali, strade, città costruite, acquedotti, ferrovie, ponti, monti perforati, opifici, macchinari e via dicendo .
Eredita pure macchine sociali, cioè organizzazioni belle e fatte.
Eredita un governo e delle leggi e tutto un telaio di istituzioni, simile a quello nelle quali le Api ripongono miele e larve.
Eredita Chiese e Scuole e, con le une e le altre, sacerdoti e maestri e metodi; eredita istituzioni di previdenza e di credito e di beneficenza.
Tutto questo patrimonio ha presentato un costo. Questo costo, nella maggior parte dei casi, è lungi dall’esser stato reintegrato dalle soddisfazioni che i prodotti hanno procurato alla generazione che lo ha subito, e richiede, per il suo reintegro, il gettito successivo alla sua scomparsa dalla scena. Il bilancio si pareggia per la generazione che lo ha fabbricato, in quanto essa si compenetra dei bisogni della generazione che le succederà, e quindi gode del pensiero di godimento che essa procura alla propria posterità. Se questo sentimento non esiste, ogni impianto sarebbe fatto in modo  da riuscire consumato nel periodo di tempo che dura la generazione che lo ha intrapreso. Ognuno si comporterebbe come si comporta chi fa un vitalizio, e nessuno si comporterebbe come si comporta chi fa un’assicurazione sulla vita”.

Mario DOTTORE e Antonio CORTESE

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Bonifiche e cultura idraulica in Calabria 1

i Dossier n.ro 2
Bonifiche e cultura idraulica in Calabria 1

La Calabria è per antonomasia ” Terra di Fiumare” che definiscono  omonimi Bacini Idrografici più o meno ampi ed importanti, quali quello del Lao, del Crati,  dell’Amato, Mesima,  Neto, Tacina, Calopinace ecc..
Questi corsi d’acqua a carattere stagionale con i loro rispettivi bacini, ben inquadrati in base a caratteristiche e parametri fisici – morfometrici, nei periodi autunnali ed invernali danno luogo, in larga misura, in concomitanza con l’aumento del livello pluviometrico, a violente piene ed esondazioni, contraddistinte da tempi di ritorno più o meno lunghi.
I riferiti corsi d’acqua principali  ovvero ” fiumare” appartengono, per di più, ad un “insieme idraulico”,  contraddistinto da una “miriade” di equivalenti minori, sempre a carattere torrentizio ma, viceversa, con tempi di ritorno generalmente brevi.
Gli episodi di natura idraulica, protrattisi sequenzialmente e costantemente nei secoli ed in mancanza di adeguate opere umane di contrasto, determinarono una lenta  ed inesorabile  sottrazione di terreni agrari ( terreno coltivato o coltivabile n.d.r.) inficiando e condizionando, fortemente, il  normale svolgimento dell’attività lavorativa, con congiunta sottrazione di produttività agro alimentare, considerando il prevalente carattere agricolo della nostra storica Economia Nazionale.
Estese superfici, infatti, si trasformarono in zone paludose ed acquitrini boscosi impraticabili, costituendo così  tare improduttive per la collettività.
Per di più accanto al grave danno economico,  diretto, si aggiunse anche quello  indiretto, gravissimo, in quanto i nuovi ambienti palustri costituivano gli habitat ottimali per l’insediamento e la diffusione dell’Anofelismo.
Nel 1903 lo scrittore moldavo Josef Victor Widmann  nel suo diario di  viaggio in Calabria  evidenziava  come la sua guida ” gli aveva assicurato che, a parte Gerace (comune in prov. di Rc  n.d.r.), dove l’aria è sanissima, in tutto il litorale  sino a Sibari e Metaponto  imperversava la malaria”.
 Su tali fondamentali  presupposti ecologici e socioeconomici si innesta la Storia, poco nota ma in realtà singolare e preminente, della Bonificazione e della Cultura Idraulica in terra di Calabria, almeno nei suoi profili più vicini a noi.

Mario Dottore e Antonio Cortese


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