Archivi categoria: Crotone

Un inedito prontuario alfabetico longobucchese

Si può ritenere come cosa certa che non è facile reperire, ai giorni nostri, un manoscritto che costituisce un originale vocabolario di termini e “modi di dire” dell’antico dialetto calabrese, più peculiarmente, parlato nel XIX sec. a Longobucco (Cs), importante centro dell’alta valle del Trionto, nell’area della Sibaritide.
Il testo, per questa collocazione cronologica, non è, pertanto, frutto di moderne trascrizioni, acquisizioni, ovvero di “rilevamenti linguistici” attuali o del passato più prossimo.
Si vogliono, innanzitutto, evidenziare, preliminarmente e di primo acchito, i caratteri di insularità, separazione ed isolamento socioeconomico che nel 1863, data di attribuzione ufficiale del testo, connotavano, alla luce di inoppugnabili riscontri oggettivi e fonti documentali, le fasce pedemontane del vasto acrocoro silano.
Il riferito settore territoriale costituiva, di fatto, una realtà topografica ed ecologica “dove la regione silana assumeva l’aspetto più selvaggio”, come annotava, peculiarmente, l’illustre geologo italiano Domenico Lovisato nel 1878, nel corso delle sue indagini scientifiche sulla Calabria Settentrionale.
I marcati caratteri legati all’ambiente fisico, effettualmente, come è assodato, hanno da sempre ridimensionato od addirittura annullato i fenomeni di quella sorta di “contaminatio” linguistica e gli influssi dei mass media, allora fra l’altro inesistenti, sui costumi e le parlate in genere delle popolazioni stanziate nell’entroterra della nostra Regione.
Il prontuario Longobucchese/Calabrese, in una oggettiva sequenza spaziale e temporale, può ritenersi antesignano, in una qualche misura, tramite il letterato e studioso Giuseppe Bartoli da Longobucco, di quegli studi filologici e linguistici affermatisi in Calabria nel XX secolo.

Mario Dottore – Antonio Cortese

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ERO BAMBINO NEL ’47

I bambini degli anni ‘40-‘50

   L’aver letto su un quotidiano nazionale alcune riflessioni sull’essere stati bambini negli anni ’50 mi ha indotto a ricordare la mia infanzia vissuta negli anni ’40. Essendo nato nel 1941, essa si svolse a cavallo degli anni suddetti e gli anni ’50. Proverò a narrare i miei ricordi ed i ricordi di cose che mi furono raccontate. Parlerò come se fossi ad una riunione di amici coetanei, dove ognuno dice le sue cose. Non sarà un trattato di antropologia sociale, ma saranno solo riportate cose viste e vissute più di mezzo secolo fa; e non saranno nemmeno “Le memorie di ottuagenario”, non ho l’età e d’altronde quelle sono state già scritte. Le cose che saranno raccontate nascono solo dai ricordi e tutt’alpiù saranno filtrate dalle esperienze e conoscenze acquisite in seguito. Non saranno consultati libri né esperti; imprecisioni, anacronismi, omissioni saranno tali perché così sono contenuti nei ricordi. Verrà fuori, almeno spero, la testimonianza di un’epoca di ristrettezze e povertà, ma non solo, vissuta da un bambino fra bambini venuti fuori da una grande guerra.

Antonio NICOLETTA

PER CONTINUARE A LEGGERE (O SALVARE) iQUADERNI 31_2022

CIVILTÁ MEDITERRANEE ED ORIZZONTI LINGUISTICI

           CIVILTÁ MEDITERRANEE ED ORIZZONTI LINGUISTICI              .

di Mario DOTTORE e Antonio CORTESE

   Il percorso culturale, materializzato con questo lavoro, si concatena, prioritariamente, a due specifici periodi storici, tra loro separati da un arco temporale di c.a. 10 secoli.
L’arco temporale, infatti, ha come estremi la classica Civiltà Greca, generatrice di un vitale movimento di Colonizzazione, anche verso le terre d’Occidente, e la Civiltà Bizantina, correlata ad un vasto ed intenso processo di ellenizzazione del Bruzio ed in generale dei territori dell’Italia Centro Meridionale ed insulari, a partire dal VI sec. d. C. c.a.
In tale contesto si inserisce, questa compendiata analisi conoscitiva sulle colonie greche nell’Italia Meridionale, specialmente di quelle Calabresi.
Lo studio intrapreso può, senz’altro, recare un positivo contributo per l’approfondimento di quei caratteri legati alla nostra primordiale identità etnica e culturale.
Nel quadro storico, economico e sociale di riferimento si colloca, infatti, “la questione grecanica”, il complesso, cioè, dei problemi storici, linguistici, etnici, culturali e religiosi relativi alle popolazioni ellenofone di Calabria e, più generalmente, dei Greci d’Italia.
Il presente “Dossier” sulla “vexata quaestio” non ha, certo, la pretesa di dare, in merito, dei dati definitivi e, tantomeno, di giungere a soluzioni precise e conclusive; ma ha solamente lo scopo di riesaminare e, perché no, di riproporre all’attenzione degli studiosi uno degli aspetti più interessanti della questione, cioè quello storico, che in nessun modo può essere disgiunto da quello linguistico.

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Ecosistemi e Cultura

UNA TERRA DA DIFENDERE E RISPETTARE

La Difesa della Natura e della Salute Umana dai danni derivanti dalla contaminazione di sostanze e composti chimici, come prodotto delle attività umane, sono diventate da tempo priorità ineludibili nella politica e programmazione degli Stati Europei ed Extra Europei.
Giova ricordare come le migliaia di nuovi composti e molecole chimiche, alla base dei presidi sanitari che ogni anno vengono sintetizzati nei laboratori di tutto il mondo, entrando in circolo negli organismi viventi, oltre a causare effetti collaterali a breve o lungo termine, danno origine, a contatto con l’Acqua, la Terra e l’Atmosfera, a reazioni e trasformazioni di vario tipo.
Si tratta di un complesso di reazioni e trasformazioni, generate da combinazioni imprevedibili, attesa la vastità  e variegatura degli ambienti, pur nel rispetto delle leggi fisiche chimiche e biologiche acquisite dalla Scienza, incluso l’“aureo” principio del Paracelso “Tutto è veleno: nulla esiste di non velenoso. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto”.

LEGGI o SALVA il DOSSIER n.ro 11-2022

L’altro modello – Spigolature iconografiche e culto Mariano in Calabria


. . il concilio di Trento, con il decreto “De invocatione, veneratione, et reliquiis sanctorum et sacris imaginibus”, definì l’uso delle iconografie devozionali e ritenne che le “madonne galactotrophuse” fossero immagini sconvenienti.
Diverse chiese intitolate alla “Madonna del latte” mutarono denominazione.
I vescovi ebbero il compito di valutare le varie immagini e di decidere se fossero da ritoccate o rimuovere.
Dopo il Concilio, molte “madonne lattanti” furono classificate come bene artistico e non più come immagini di culto, tante furono rimaneggiate per ricoprire il seno della Vergine, cosa che spesso sembra frutto di autocensure e ripensamenti da parte degli stessi autori.
Per il popolo, però, l’allattamento materno era uno dei principali fattori economici della famiglia; con esso era possibile evitare di assoldare una balia o di comprare latte animale; una puerpera
procace poteva essere perfino un investimento familiare se allattava anche i bambini di altre mamme “asciutte” (affette da ipogalattia) o “snaturate”.

Franco FERLAINO

LEGGI-SALVA: iQuaderni N.ro 24


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“Il Cirò” come Cultura e Coltura

Una interessante opportunità d’indagine culturale  ed antropologica nell’ambito del Settore produttivo  vitivinicolo regionale, è sicuramente offerta dal Sistema-Distretto riguardante i caratteri del segmento di filiera  storica del Marketing  e del Commercio del vino ‘’Cirò’’.

Mario DOTTORE

CONTENUTI

05 – Indotti commerciali e vie di comunicazione
15 – Un vino sulle rotte italiche e del Mediterraneo
19 – Il “CIRO’” Nelle vicende di un carico marittimo del XVI secolo
24 – Il “CIRO’” tra leggenda e realtà
32 – Il “CIRO’” nel contesto storico-giuridico della sua denominazione d’origine  ed in due inventari del XVI secolo
43 – Il  “CIRO’” in frammenti statistici descrittivi
47 – Il “CIRO’” nella “nobiltà letteraria” italiana ed europea del XIX e XX secolo
67 – Bibliografia essenziale

LEGGI-SALVA: iDossier N.ro 07-2021


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Leov Tolstoj e gli scolari di padre Semeria e padre Minozzi

…. Come si diffuse la notizia che nel Villaggio si sarebbe aperta una scuola, subito si creò una grande agitazione e si formarono dei gruppetti.
Ognuno manifestava una sua idea, favorevole o contraria.
Si rallegravano che la scuola era gratuita, che i loro ragazzi, nella speranza di avere un futuro migliore, avrebbero imparato a leggere e a scrivere, ma vi erano anche quelli che sospettavano che l’iniziativa di Tolstoj, in cambio di qualche privilegio, mirasse a preparare nel villaggio dei soldati che poi sarebbero serviti allo Zar.
Chi era dubbioso e manifestava la sua incertezza, si esprimeva sostenendo che tutto era da verificare, anche se in quel momento era importante mandare i ragazzi a scuola.
Insomma, pian piano tutti si convinsero di mandare i figli nella costituenda scuola.
La mattina in cui la scuola venne aperta, vi fu una grande confusione: vi erano genitori che si preoccupavano di radunare i propri figli e i figli dei loro vicini ed amici, mentre i ragazzi si presentavano tutti puliti, con i capelli ben pettinati e fissati con l’olio di semi; poi vi era chi non era pronto e che era ancora indeciso se frequentare o meno; qualcuno si preoccupava di non avere i sandali da mettersi ai piedi o
una camicia pulita. Ma poi si concludeva:
<<mica il maestro mi guarderà i piedi? Sarà sufficiente la presenza!>> 

Angelo DI LIETO

SALVA-COPIA: iQuaderni n.ro 27 Tolstoj


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Bonifica e Cultura Idraulica 3

ACQUA:
REALTÀ O MIRAGGIO IN TERRA DI CALABRIA?

Il vasto paesaggio steppico che rende similari molte nostre
contrade, soprattutto della fascia ionica, con aree tipiche
delle regioni del Nord Africa o dell’Asia, inducono o possono
indurre, di primo acchito, l’osservatore od il viaggiatore nel
ritenere la terra Bruzia o gran parte di essa come carente o priva
di risorse idriche.
In verità, la situazione, potenziale e reale, relativa alla
disponibilità idrica nella nostra regione non avvalora questa prima
impressione percepita da chi non si premura, in un momento
successivo, di approfondire l’indagine sul tema del “patrimonio
idrologico” posseduto da questa terra.
Pertanto, la tematica o problematica sicuramente si presta
ad essere meritevole di studi, conoscenze ed informazioni
considerando la “vitale” risorsa idrica in connessione non
solo con le attività redditive dell’economia locale ma anche e
soprattutto con le necessarie ed improcrastinabili esigenze degli
insediamenti civili, delle città e paesi.
Il nostro dossier non prende corpo, perciò, dai tanti tomi di
carattere amministrativo, giuridico, finanziario ecc. connessi
all’uso di questo elemento naturale del protocosmo, ma da un
percorso culturale che si snoda dall’Ecologia in rapporto al poco
noto ”Mondo dell’Acqua”, nelle sue variegate forme che nel
nostro ecosistema territoriale hanno generato suggestivi luoghi
e scenari antropologici.

Mario DOTTORE – Antonio CORTESE

SALVA-LEGGI: iDossier n. 09 BONIFICA Terza parte


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L’antica Cappella Gerosolimitana

Nell’ambito della storia della Cristianità e dell’Umanità,  il Concilio di Efeso, terzo nella serie cronologica della Chiesa Cristiana, segnò in mondo indelebile un netto confine tra la” concezione” pagana rispetto alla cristiana  nell’ inquadrare  la figura della donna nel tessuto sociale e famigliare. I temi, messaggi e contenuti fondamentali del Concilio, nella forza evocatrice di tante dolci e belle icone della B.V.M. si scontrano oggi,  apertamente e drammaticamente,  con una quotidianità di vita purtroppo contrassegnata  da una generalizzata “moda ginecida”, tendente pertanto all’eliminazione fisica di uno stuolo sempre più numeroso di  donne,  ritenute oramai   “scomode” a giudizio dei loro” partners”. Si avverte dunque la necessità ed ancor più l’utilità, per così dire, di riprendere quel  “cammino verso Efeso” connotato dalla preminente e singolare  centralità dell’ “Universo Femminile” sancita da secoli.   Su tali premesse, le fonti documentali e notiziarie  ci consegnano ancora,  con nitidezza, i momenti salienti dello svolgimento delle sedute conciliari ad Efeso, scandite da tensioni, diatribe teologiche e contrapposizioni dottrinali, al di sopra delle quali tuttavia  prevalse  la forte voce  del Patriarca di Costantinopoli  Cirillo. Infatti, con tutta la sua autorità e dignità, egli intonò, innanzi ai vescovi adunati in Concilio, l’inno di glorificazione della Vergine, salutandola Madre di Dio.

M. Dottore – A. Cortese

SALVA-LEGGI: iDOSSIER  di Mario Dottore e Antonio Cortese – 06


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La Ciminiera – Ottobre 2021

Questo mese di Ottobre è  dedicato ad un valente artista contemporaneo Calabrese “Pino PINGITORE”,  inoltre, nel corso del mese, riproporremo, in un Quaderno,  un altro grande artista dell’ottocento Catanzarese: Francesco CRISTINI, (firmato Angelo DI LIETO e distribuito gratuitamente alla mostra tenutesi nella Galleria di Arte Moderna “Le Nove Muse” del Centro Studi Bruttium, nel lontano Agosto 1998).
Non anticipiamo tutto per non farvi perdere le piacevole sorprese.
Buona lettura e ricordate che il Bruttium riceve tutti coloro che amano condividere le loro esperienze.

Contenuti de La Ciminiera – Ottobre 2021

Pag – Titolo (Autore)
03 – Qualche domanda a Pino Pingitore (Lino Natali)
07 – Pino Pingitore. Ritratto d’artista senza figure (Raoul Elia)
09 – All’artista Pino Pingitore ( Angelo Di Lieto)
11 – Del Morire in solitudine (Antonio Iannicelli)
16 – La Foresta di Katyn (Angelo Di Lieto)
20 – La Licantropia tra storia e leggenda (Domenico Caruso)
24 – BASTET – La Dea felina (Greta Fogliani)
27 – Metaphore Snodate (Milena Manili)
28 – Jean-Frédéric Bazille (Roberto Cafarotti)
30 – La dieta della popolazione romana di Ercolano (Daniele Mancini)
32 – L’assedio di Rodi (1522) – La sconfitta dei Cavalieri (Gabriele Campagnano)
44 – Gli Alieni della Fortuna (Raoul Elia)
48 – Lo stupido (Giano)
55 – Il libro del mese (Francesca Ferraro)
56 – Vendemmia 2021 (Mario Dottore e Antonio Cortese)

Salva-Leggi: La Ciminiera – Ottobre 2021


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