Archivi categoria: Crotone

L’altro modello – Spigolature iconografiche e culto Mariano in Calabria


. . il concilio di Trento, con il decreto “De invocatione, veneratione, et reliquiis sanctorum et sacris imaginibus”, definì l’uso delle iconografie devozionali e ritenne che le “madonne galactotrophuse” fossero immagini sconvenienti.
Diverse chiese intitolate alla “Madonna del latte” mutarono denominazione.
I vescovi ebbero il compito di valutare le varie immagini e di decidere se fossero da ritoccate o rimuovere.
Dopo il Concilio, molte “madonne lattanti” furono classificate come bene artistico e non più come immagini di culto, tante furono rimaneggiate per ricoprire il seno della Vergine, cosa che spesso sembra frutto di autocensure e ripensamenti da parte degli stessi autori.
Per il popolo, però, l’allattamento materno era uno dei principali fattori economici della famiglia; con esso era possibile evitare di assoldare una balia o di comprare latte animale; una puerpera
procace poteva essere perfino un investimento familiare se allattava anche i bambini di altre mamme “asciutte” (affette da ipogalattia) o “snaturate”.

Franco FERLAINO

LEGGI-SALVA: iQuaderni N.ro 24


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“Il Cirò” come Cultura e Coltura

Una interessante opportunità d’indagine culturale  ed antropologica nell’ambito del Settore produttivo  vitivinicolo regionale, è sicuramente offerta dal Sistema-Distretto riguardante i caratteri del segmento di filiera  storica del Marketing  e del Commercio del vino ‘’Cirò’’.

Mario DOTTORE

CONTENUTI

05 – Indotti commerciali e vie di comunicazione
15 – Un vino sulle rotte italiche e del Mediterraneo
19 – Il “CIRO’” Nelle vicende di un carico marittimo del XVI secolo
24 – Il “CIRO’” tra leggenda e realtà
32 – Il “CIRO’” nel contesto storico-giuridico della sua denominazione d’origine  ed in due inventari del XVI secolo
43 – Il  “CIRO’” in frammenti statistici descrittivi
47 – Il “CIRO’” nella “nobiltà letteraria” italiana ed europea del XIX e XX secolo
67 – Bibliografia essenziale

LEGGI-SALVA: iDossier N.ro 07-2021


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Leov Tolstoj e gli scolari di padre Semeria e padre Minozzi

…. Come si diffuse la notizia che nel Villaggio si sarebbe aperta una scuola, subito si creò una grande agitazione e si formarono dei gruppetti.
Ognuno manifestava una sua idea, favorevole o contraria.
Si rallegravano che la scuola era gratuita, che i loro ragazzi, nella speranza di avere un futuro migliore, avrebbero imparato a leggere e a scrivere, ma vi erano anche quelli che sospettavano che l’iniziativa di Tolstoj, in cambio di qualche privilegio, mirasse a preparare nel villaggio dei soldati che poi sarebbero serviti allo Zar.
Chi era dubbioso e manifestava la sua incertezza, si esprimeva sostenendo che tutto era da verificare, anche se in quel momento era importante mandare i ragazzi a scuola.
Insomma, pian piano tutti si convinsero di mandare i figli nella costituenda scuola.
La mattina in cui la scuola venne aperta, vi fu una grande confusione: vi erano genitori che si preoccupavano di radunare i propri figli e i figli dei loro vicini ed amici, mentre i ragazzi si presentavano tutti puliti, con i capelli ben pettinati e fissati con l’olio di semi; poi vi era chi non era pronto e che era ancora indeciso se frequentare o meno; qualcuno si preoccupava di non avere i sandali da mettersi ai piedi o
una camicia pulita. Ma poi si concludeva:
<<mica il maestro mi guarderà i piedi? Sarà sufficiente la presenza!>> 

Angelo DI LIETO

SALVA-COPIA: iQuaderni n.ro 27 Tolstoj


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Bonifica e Cultura Idraulica 3

ACQUA:
REALTÀ O MIRAGGIO IN TERRA DI CALABRIA?

Il vasto paesaggio steppico che rende similari molte nostre
contrade, soprattutto della fascia ionica, con aree tipiche
delle regioni del Nord Africa o dell’Asia, inducono o possono
indurre, di primo acchito, l’osservatore od il viaggiatore nel
ritenere la terra Bruzia o gran parte di essa come carente o priva
di risorse idriche.
In verità, la situazione, potenziale e reale, relativa alla
disponibilità idrica nella nostra regione non avvalora questa prima
impressione percepita da chi non si premura, in un momento
successivo, di approfondire l’indagine sul tema del “patrimonio
idrologico” posseduto da questa terra.
Pertanto, la tematica o problematica sicuramente si presta
ad essere meritevole di studi, conoscenze ed informazioni
considerando la “vitale” risorsa idrica in connessione non
solo con le attività redditive dell’economia locale ma anche e
soprattutto con le necessarie ed improcrastinabili esigenze degli
insediamenti civili, delle città e paesi.
Il nostro dossier non prende corpo, perciò, dai tanti tomi di
carattere amministrativo, giuridico, finanziario ecc. connessi
all’uso di questo elemento naturale del protocosmo, ma da un
percorso culturale che si snoda dall’Ecologia in rapporto al poco
noto ”Mondo dell’Acqua”, nelle sue variegate forme che nel
nostro ecosistema territoriale hanno generato suggestivi luoghi
e scenari antropologici.

Mario DOTTORE – Antonio CORTESE

SALVA-LEGGI: iDossier n. 09 BONIFICA Terza parte


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L’antica Cappella Gerosolimitana

Nell’ambito della storia della Cristianità e dell’Umanità,  il Concilio di Efeso, terzo nella serie cronologica della Chiesa Cristiana, segnò in mondo indelebile un netto confine tra la” concezione” pagana rispetto alla cristiana  nell’ inquadrare  la figura della donna nel tessuto sociale e famigliare. I temi, messaggi e contenuti fondamentali del Concilio, nella forza evocatrice di tante dolci e belle icone della B.V.M. si scontrano oggi,  apertamente e drammaticamente,  con una quotidianità di vita purtroppo contrassegnata  da una generalizzata “moda ginecida”, tendente pertanto all’eliminazione fisica di uno stuolo sempre più numeroso di  donne,  ritenute oramai   “scomode” a giudizio dei loro” partners”. Si avverte dunque la necessità ed ancor più l’utilità, per così dire, di riprendere quel  “cammino verso Efeso” connotato dalla preminente e singolare  centralità dell’ “Universo Femminile” sancita da secoli.   Su tali premesse, le fonti documentali e notiziarie  ci consegnano ancora,  con nitidezza, i momenti salienti dello svolgimento delle sedute conciliari ad Efeso, scandite da tensioni, diatribe teologiche e contrapposizioni dottrinali, al di sopra delle quali tuttavia  prevalse  la forte voce  del Patriarca di Costantinopoli  Cirillo. Infatti, con tutta la sua autorità e dignità, egli intonò, innanzi ai vescovi adunati in Concilio, l’inno di glorificazione della Vergine, salutandola Madre di Dio.

M. Dottore – A. Cortese

SALVA-LEGGI: iDOSSIER  di Mario Dottore e Antonio Cortese – 06


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La Ciminiera – Ottobre 2021

Questo mese di Ottobre è  dedicato ad un valente artista contemporaneo Calabrese “Pino PINGITORE”,  inoltre, nel corso del mese, riproporremo, in un Quaderno,  un altro grande artista dell’ottocento Catanzarese: Francesco CRISTINI, (firmato Angelo DI LIETO e distribuito gratuitamente alla mostra tenutesi nella Galleria di Arte Moderna “Le Nove Muse” del Centro Studi Bruttium, nel lontano Agosto 1998).
Non anticipiamo tutto per non farvi perdere le piacevole sorprese.
Buona lettura e ricordate che il Bruttium riceve tutti coloro che amano condividere le loro esperienze.

Contenuti de La Ciminiera – Ottobre 2021

Pag – Titolo (Autore)
03 – Qualche domanda a Pino Pingitore (Lino Natali)
07 – Pino Pingitore. Ritratto d’artista senza figure (Raoul Elia)
09 – All’artista Pino Pingitore ( Angelo Di Lieto)
11 – Del Morire in solitudine (Antonio Iannicelli)
16 – La Foresta di Katyn (Angelo Di Lieto)
20 – La Licantropia tra storia e leggenda (Domenico Caruso)
24 – BASTET – La Dea felina (Greta Fogliani)
27 – Metaphore Snodate (Milena Manili)
28 – Jean-Frédéric Bazille (Roberto Cafarotti)
30 – La dieta della popolazione romana di Ercolano (Daniele Mancini)
32 – L’assedio di Rodi (1522) – La sconfitta dei Cavalieri (Gabriele Campagnano)
44 – Gli Alieni della Fortuna (Raoul Elia)
48 – Lo stupido (Giano)
55 – Il libro del mese (Francesca Ferraro)
56 – Vendemmia 2021 (Mario Dottore e Antonio Cortese)

Salva-Leggi: La Ciminiera – Ottobre 2021


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Il Mito – L’Opera Segreta e la Ricerca Segreta

Chi ha avuto la fortuna di conoscere Giuseppe Cosco non può che ricordarlo con affetto e ammirazione per la sua perspicacia e competenza che riversava nelle sue posizioni sia esse esoteriche che professionali. Con lui ho organizzato diversi incontri-dibattito, sia nella sede del Bruttium che in altri siti, e pubblicato diversi suoi scritti. L’ultimo lavoro che mi ha dato è questo “Il Mito – l’Opera e la ricerca segreta” che ripubblico a sua memoria (Nel 2002 durante un’udienza, nel tribunale di Catanzaro, dove stava presentando una perizia grafologica, si è improvvisamente accasciato, colpito da un infarto). Mi propongo di farvi leggere successivamente “Stress, malattia e scrittura” (distribuito gratuitamente alla conferenza “Scrittura e personalità” del 20-02-2001) e “Tutto quello che non vi hanno detto sul FLUORO“. Buona lettura.

LEGGI-SALVA : Il Mito – L’Opera Segreta e la Ricerca Segreta


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L’altopiano Silano

Le vicende storiche, economiche e sociali
delle FORESTE MEDITERRANEE

La storia delle foreste della Sila è strettamente legata alle vicende dell’antico e vasto Demanio Montano Statale.
La ben nota ed importante “Questione” dei Demani Silani ha infatti una lontana origine, meritevole di alcuni  cenni chiarificatori.
La Sila (dall’osco Elce o montagna di Zeus cfr. Rogliano ), imponente massiccio granitico, si presenta come un ampio altopiano, con quote variabili dai 900 m. s.m. c.a. ai 1930 m. s.m. c.a. del monte Botte Donato e con un “rangefitoclimatico compreso tra il “Castanetum” ed il “Fagetum“.
Si estende su oltre 100.000 ha, compresi per la maggior parte in provincia di Cosenza (una volta Calabria Citeriore) e per il resto in provincia di Catanzaro (una volta Calabria Ultra II).
La morfologia è generalmente contrassegnata da un susseguirsi di valli e monti, ricchi di numerose sorgive e che, fino al passato più prossimo, erano prevalentemente ricoperti, più densamente che all’attualità, da rigogliosi boschi(puri o misti) di Pino laricio, Faggio, Abete bianco ed Ontani vegetanti  lungo i corsi d’acqua o nelle zone acquitrinose  o umide.
In questi boschi facilmente si afferma la rinnovazione naturale a testimonianza di un vitale “optimum climatico“.

Mario Dottore

LEGGI-SALVA : iDossier n.ro 04-2021


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Cultivar e Biodiversità nella Tradizione storica vitivinicola della terra di Calabria.

Come è noto  il Grimaldi ,nel 1770, nella sua originale opera scientifica” Saggio di Economia Campestre” rappresentava che  ai suoi tempi era in atto in Calabria un processo di sostituzione di cultivar indigene d’interesse viticolo (volg. dette “legnaggi“) con altre d’importazione (alloctone), allo scopo di accrescere le produzioni in vino.
La trasformazione in senso quantitativo veniva riconosciuta dall’illuminato economista di Seminara foriera di accertate perdite qualitative del prodotto, a cui oggi si può anche  aggiungere quello del danno derivante dalla  scomparsa di un rilevante  patrimonio genetico autoctono, costituito dai numerosi ecotipi di vitigni presenti allora in Calabria.

Mario DOTTORE – Antonio CORTESE

LEGGI-SALVA: iDOSSIER n.ro 03-2021


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Bonifiche e cultura idraulica in Calabria 2

DALLE BONIFICHE UNA GRANDE LEZIONE
STORICA E DI VITA    

”  Se noi immaginiamo le generazioni degli uomini, così scrisse Maffeo Pantaleoni sul <Giornale degli Economisti, Novembre 1907, pag.184> non già intrecciate come s’intrecciano i fili di un campo, ma distintamente, come si seguono le file di soldati di un battaglione, vediamo che ciascuna generazione eredita dalla precedente un complicato patrimonio di cose: terre coltivate in un certo modo, fiumi arginati, canali, strade, città costruite, acquedotti, ferrovie, ponti, monti perforati, opifici, macchinari e via dicendo .
Eredita pure macchine sociali, cioè organizzazioni belle e fatte.
Eredita un governo e delle leggi e tutto un telaio di istituzioni, simile a quello nelle quali le Api ripongono miele e larve.
Eredita Chiese e Scuole e, con le une e le altre, sacerdoti e maestri e metodi; eredita istituzioni di previdenza e di credito e di beneficenza.
Tutto questo patrimonio ha presentato un costo. Questo costo, nella maggior parte dei casi, è lungi dall’esser stato reintegrato dalle soddisfazioni che i prodotti hanno procurato alla generazione che lo ha subito, e richiede, per il suo reintegro, il gettito successivo alla sua scomparsa dalla scena. Il bilancio si pareggia per la generazione che lo ha fabbricato, in quanto essa si compenetra dei bisogni della generazione che le succederà, e quindi gode del pensiero di godimento che essa procura alla propria posterità. Se questo sentimento non esiste, ogni impianto sarebbe fatto in modo  da riuscire consumato nel periodo di tempo che dura la generazione che lo ha intrapreso. Ognuno si comporterebbe come si comporta chi fa un vitalizio, e nessuno si comporterebbe come si comporta chi fa un’assicurazione sulla vita”.

Mario DOTTORE e Antonio CORTESE

LEGGI/SALVA: i Dossier: Bonifiche e cultura idraulica 2


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