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Storia e Folklore Calabrese 2

Storia e Folklore Calabrese – Vol. 2 – Domenico Caruso

Folklore calabrese e Poesia  dialettale dell’autore.

  • Il canto religioso
  • Il Natale
  • I riti della Settimana Santa nella Piana di Gioia Tauro
  • Devozione a Maria nella Piana di Gioia Tauro
  • Canti in onore di Maria SS, della Montagna
  • Il canto d’amore : Calabrisella Mia
  • Jeu sugnu calabrisi  e altre poesie (D. Caruso)

LEGGI-SALVA il Quaderno di Domenico Caruso

Per la stampa: Il formato del volume è un A5 (148 x 210 millimetri).

Testamento epigrafico di Manio Megonio

Il Testamento epigrafico
e l’eredità dei vigneti aminei
di Manio Megonio
a Petelia (Strongoli)

Di Mario Dottore abbiamo già avuto il piacere di leggere un prezioso intervento su “La Ciminiera(Aprile 2021) apprezzandone le sue capacità di analisi e acutezza nelle argomentazioni storiche.
In questa nuovo intervento ci trasporta nel mondo delle scienze agrarie che è origine, dal punto di vista storico-tecnologico, del mondo agricolo e di quella che è stata, in parte, l’origine e la fortuna viticola della zona crotonese e della coltivazione e impianto delle vigne aminee.
Spunto di questo viaggio è il testamento epigrafico di Manio Megonio (138-161 d.C.) dove distribuisce i suo averi e proprietà con chiare indicazioni per la preservazione delle sue “amate” viti aminee nel territorio della città magno greca di Petelia (oggi Strongoli nella provincia di Crotone).
Nel ringraziare il dott. Mario Dottore, per aver condiviso questo importante e significativo momento storico, dedichiamo questo Quaderno a chi ama la Calabria e la sua storia fatta non solo di battaglie e condottieri ma anche di numerose eccellenze agroalimentari.
Buona Lettura.

LEGGI-SALVA : iQuaderni n.ro 09-2021 di Mario Dottore

Per la stampa: Il formato del volume è un A5 (148 x 210 millimetri).

Mikis Theodorakis

iQuaderni n.ro 10 /2021 – Mikis Theodorakis

LEGGI-SALVA – iQuaderni n.ro 10-2021

Nel 2003 donai al Museo Nazionale di Arte Moderna di Atene un quadro (70×100), realizzato con tecnica mista, rappresentante un Cristo Trionfante, a seguito del quale fui invitato a presentare una mostra personale dal 29 maggio al 17 giugno 2003.
Ebbi un notevole successo anche per la presenza del Sindaco di Atene, della Direttrice del Museo Dèmetra Hermeìdou e di numerosi artisti come Aris Mavronikolas, di Stàmos Kephalos, di Maria Aslane, che faceva parte del Comitato Olimpico greco del 2004 e che presentava dei suoi bozzetti per l’esposizione e di altri insigni e pregevoli cultori d’arte.
In quella circostanza, su invito, partecipai ad un concerto di musica classica nel Teatro Principale di Atene, dove tra una folla festosa, emozionata ed osannante, ebbi modo di conoscere, a fine esibizione, il grande compositore e direttore d’orchestra Mikis Theodorakis.
Nell’occasione fui anch’io coinvolto sia da questo delirio travolgente dei presenti e sia dalla grandiosità della Persona, per cui decisi di fargli avere come ricordo e stima un mio quadro, con tecnica mista, raffigurante una nobildonna dell’antica società italiana. Dopo qualche giorno, in segno di gratitudine, mi venne consegnato un suo libro di poesie con dedica, scritto in greco, e due suoi spartiti musicali con foto autenticate, che custodisco come rari cimeli.
Da molti anni io ascoltavo le sue musiche d’amore e contro la guerra e nell’ascolto mi rammaricavo sempre delle sofferenze fisiche e morali che aveva dovuto sopportare ramengo nelle terribili prigioni greche, continuamente arrestato ed incriminato come rivoluzionario e istigatore del popolo greco, represso nella piena libertà e democrazia.
Quando rientrai in Italia, nacque in me il grande desiderio di scrivere una sua breve biografia, che ora dopo tanti anni ripropongo alla luce dei nuovi tragici avvenimenti storici vissuti dall’attuale popolo greco.

Angelo Di Lieto

La Ciminiera – Maggio 2021

LA CIMINIERA – MAGGIO 2021

In questo numero:

Daniele Mancini – Maggio Romano, il mese della Maiestas;
C. Croci e E. Lanzalone – Arcieri Saraceni
D. Mancini – Venere Steatopigia, nuove teorie
Anselmo Pagani Racconta…
Raoul Elia – I continenti perduti: Lemuria
Angelo Di Lieto – Il periodo dei Normanni nel Sud
Giano – Come nasce… e muore un’isola
Greta Fogliani – “Il cavaliere senza morte” di Davide Van de Sfroos
Antonio Anzani – Europa: il peso della storia

LEGGI/SALVA – La Ciminiera” Maggio 2021


“REGOLO BOEMETTO” – Benvenuti

Dedichiamo questo numero della rivista a due nuovi amici che hanno accettato l’invito di collaborazione con “La Ciminiera“. Una veloce presentazione : “Cesare Croci ed Enrico Lanzalone, classe 1994, hanno frequentato insieme il liceo classico Ernesto Cairoli di Varese, per poi laurearsi in Scienze Storiche e Giurisprudenza. Attualmente sono in servizio nella Polizia Locale e curano la pagina Regogolo Boemetto, dove scrivono di storia antica, medievale, moderna e contemporanea. Inoltre rievocano le popolazioni celtiche e leponzie dell’arco alpino del III-II secolo a.C. e la fanteria leggera napoleonica“.
A Regogolo Boemetto il nostro grazie e il benvenuto da parte di tutto il Centro Studi Bruttium. Ai nostri lettori-amici-associati ho anche il piacere di fornire i link del Blog e di facebook per poter seguire tutte le loro preziose ricerche passate e future.

https://www.facebook.com/regogoloboemetto/
https://regogoloboemetto.blogspot.com/

Le liete novelle non sono finite qui perchè questo mese vi abbiamo preparato un quaderno speciale e in esclusiva del nostro amico Mario Dottore dal titolo “Il Testamento epigrafico e l’eredità dei vigneti aminei di Manio Megonio a Petelia (Strongoli) ” e a seguire i secondi volumi de “Misteri di Calabrie” di Raoul Elia e “Storia e Folklore Calabrese” di Domenico Caruso.
Seguitecci sempre con il solito affetto e a chi considera la condivisione della conoscenza un valore sociale ricordo che il Centro Studi Bruttium ha le sue porte sempre spalancate e tutto il suo saper fare è a disposizione di chi chiede. Un detto locale recita così “Palumbu mutu non vena servutu” (Chi non chiede non può essere servito), a buon intenditor…
Buona lettura e a presto.

Misteri di Calabria 01

Misteri di Calabria 01  – n.ro 05/2021 di Raoul ELIA


Questi (primi) fantasmi…

Quando, ormai ben 17 anni fa, raccogliemmo questi miei primi articoli sulle leggende e le storie di fantasmi che infestano, è il caso di dirlo, le terre calabre, il clima era ben diverso. Più solare e felice sicuramente.
Perlomeno, niente epidemia e conseguente crisi economica e sociale.
Era l’ormai remoto 2004.
A questo volume dovevano seguire altri che avrebbero raccolto tutte le storie che eravamo riusciti a raccogliere e a conservare per le future generazioni, perché ricordassero, con un pizzico di ironia, le tradizioni di una terra che, fino a 60 anni fa, era ancora fortemente contadina e che della modernità ha preso solo gli elementi più deteriori.
Poi, complice il crollo della sede e la successiva “erranza” che ha caratterizzato la vita associativa, le mutate esigenze dell’associazione e, perché no, i differenti percorsi intrapresi dall’autore, hanno interrotto al primo volume questa opera di ricerca e conservazione. Sperando di fare cosa gradita ai nostri cinque lettori, per parafrasare l’autore dei Promessi Sposi (lo so che in realtà sono ben sei!), ripartiamo con questo numero uno, rivisto e (s)corretto dall’autore stesso, con la promessa di non lasciarlo orfano e senza famiglia ma di farlo seguire (a breve, si spera) da qualche altro volume, anche, perché no, con inediti.
In fondo, le leggende non sono ancora del tutto scomparse…

Raoul ELIA

Leggi-Salva: Misteri di Calabria 01 di Raoul Elia

L’Architetto Hiram ed il Tempio di Salomone

i Quaderni n.ro 04/2021

Leggi\Salva – iQuaderni n.ro 04/2021

    Questo studio, lo considero un pregevole mosaico realizzato dopo anni di ricerche, di fortuiti rinvenimenti e di congetture, anche perché non è stato facile trovare la “giusta chiave” e “la parola perduta” per comporre dei tasselli che dovevano servire ad “illuminare” e a concatenare il labirinto delle leggende e degli eventi massonici misteriosi scoperti nella Storia dell’Umanità.

Angelo Di Lieto

Storia e Folklore Calabrese 01-2021

iQuaderni – Storia e Folklore Calabrese 01-2021

“Essendomi occupato fin da giovane delle tradizioni calabresi, ho avuto l’occasione di scoprire i proverbi, autentiche espressioni popolari che affondano le loro radici nella nostra civiltà contadina del passato.
Quando, sessant’anni or sono, il prof. Antonino Basile di Palmi venne a sapere di quest’interesse mi pregò di preparare una raccolta di detti per “Folklore della Calabria”, rivista della quale era direttore. Fu così che nel n. 14-15 (aprile – sett. 1959) di essa sono apparsi per la prima volta circa 400 “Proverbi di San Martino”, raccolti dalla viva voce popolare. Ciò non mi risultò difficile poiché, essendo mio padre il collocatore del paese, avevo la possibilità di conversare con i lavoratori della terra. Sistemati per argomenti e tradotti in lingua i nostri proverbi sono stati, in seguito, ripresi da numerosi studiosi.”

Domenico CARUSO

Leggi/Salva – Storia e Folklore Calabrese 01 di Domenico Caruso

La Ciminiera – Aprile 2021

La Ciminiera – Aprile 2021

Leggi\Salva  – La Ciminiera – Aprile 2021

Ritengo che ringraziare è come il salutare, non ci si deve stancare di utilizzarli. Seguendo questa mia convinzione voglio utilizzare questo piccolo spazio che mi prendo mensilmente a mettere in atto la mia affermazione.
Inizio con l’invitarvi a dare il benvenuto, ringraziare e salutare un nuovo e sorprendente collaboratore Mario Dottore di Cirò Marina, il suo “dossier” che pubblichiamo in questo numero de “La Ciminiera”, sarà sicuramente degno di attenzione e di apprezzamento da parte dei vari studiosi e ricercatori che ci seguono.
Un ulteriore ringraziamento lo rivolgo ad Anselmo Pagani, che grazie al suo buon equilibrio espositivo congiunto ad una grande capacità di sintesi e profonda conoscenza degli argomenti trattati ormai è divenuto un punto di riferimento nelle nostre pagine meritandosi un rubrica fissa dal titolo “Anselmo Pagani presenta:”.
Chiudo questo mio intervento anche con il ringraziare chi, da tempo, con la loro benevolenza aiutano il sottoscritto a chiudere ogni mese un numero di rivista che è veicolo di notizie e stimoli culturali sempre più vari e diversificati. Daniele Mancini, Gabriele Campagnano, Greta Fogliani, Angelo Di Lieto, Patrizia Spaccaferro, Domenico Caruso, Raoul Elia, Ulderico Nisticò, Vincenzo Startari.. etc…. Grazie!!
Buona lettura e a presto.

iQuaderni – Dalla democrazia liberale alla marcia su Roma

Dalla democrazia liberale alla marcia su Roma di Vanni Clodomiro

Leggi/Salva: Dalla democrazia liberale alla marcia su Roma

Intendiamo qui proporre sinteticamente un semplice profilo storico-culturale del periodo che precedette l’avvento del fascismo, e segnatamente dagli ultimi anni dell’800 al 1920. Per questo, ci sembra opportuno prendere in considerazione un particolare argomento di polemica storiografica.
Ci riferiamo al giudizio circa l’interpretazione dei rapporti fra Risorgimento e post-risorgimento, tra quel passato mirabile e la situazione politico-sociale che ad esso è seguita. Quanto di quella vita è divenuto presupposto operante della nuova viva storia? È vero che il Risorgimento è stato “tradito” da una classe dirigente inferiore al suo compito? E che questa classe dirigente ha lasciato apaticamente cadere la generosa ma labile facciata di libertà costruita dal Risorgimento, ponendo a nudo un retaggio di miserie e d’incapacità secolari su cui ebbe facile presa la dittatura totalitaria?
Non si tratta – sia ben chiaro – di sostituire la politica alla storia, confondendo l’una e l’altra in una equivoca mescolanza. Il problema è all’opposto, di intendere o almeno di sforzarsi di intendere più rigorosamente e più a fondo il Risorgimento stesso, sotto lo stimolo vivificante di esigenze politiche e morali del presente, mediante il giudizio dei frutti che esso ha dato nel corso del secolo e mezzo di storia che è trascorso dal compimento dell’Unità.

Vanni Clodomiro

iQuaderni – Ordine degli Ospitalieri e Templarismo

Ordine degli Ospitalieri e Templarismo di Angelo DI LIETO

Leggi/Salva: Ordine degli Ospitalieri e Templarismo 

L’Ordine degli Ospitalieri fu fondazione Amalfitana.
I pellegrinaggi in Terrasanta creavano notevoli difficoltà ai penitenti, per cui, nel 1070, pii Amalfitani, soprattutto grazie alle contribuzioni in denaro degli stessi Mercanti Amalfitani, pensarono di fondare un centro di ristoro e di ricovero per ospitare (“hospes“-“hospitium“-“hospitale“) , da cui la parola ospedale, i pellegrini bisognosi che arrivavano a Gerusalemme dopo lunghi, pericolosi ed estenuanti mesi di viaggio.
Il governatore della Città di Gerusalemme aveva dato la possibilità al Console Amalfitano, che colà dimorava permanentemente, di scegliere un’area su cui far costruire l’edificio, e che una volta eretto, fu dedicato a S. Giovanni l’Elemosiniere, caritatevole Patriarca di Alessandria, (556-619), noto per il suo spirito altruistico e per le sue singolari virtù.
Le fonti storiche narrano anche che quando il 15 Luglio 1099 Goffredo di Buglione liberò Gerusalemme, il complesso amalfitano era stato già edificato, come pure si ha notizia che quando il Vescovo Giovanni di Amalfi si recò in pellegrinaggio in Terrasanta, fu ospitato nel luogo nel quale pochi anni prima gli Amalfitani avevano fondato l’Ospedale.