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la narrazione a fumetti parte 1

La tecnica di narrazione dei fumetti ha caratteristiche sue proprie, che solo in parte sono vicine a quelle degli altri media, cinema in primis. Infatti, anche se la struttura è vicina a quella del cinema, tanto che in entrambi i casi si parla di inquadratura, tagli, sequenze e piani america vari, il fumetto ha una sua caratteristica propria, o meglio una sua mancanza: il movimento. Dov’è infatti il movimento? Le immagini sono fisse, il movimento pertanto può essere solo “suggerito” e sta al lettore dover “completare” le indicazioni del disegno fisso con il movimento supposto.
Quali sono gli elementi che suggeriscono il movimento? Innanzitutto, il primo indicatore è la posizione del corpo. Un corpo in una posizione instabile, infatti,  suggerisce movimento nel momento in cui suggerisce che il corpo, non potendo rimanere nella posizione in cui è disegnato, deve muoversi. Ma è fondamentale la collaborazione del lettore. Questi deve individuare la posizione, inserirla in una sequenza di movimenti (di cui la posizione disegnata è una fase intermedia) ed individuarne il movimento e soprattutto la destinazione. La collaborazione è fondamentale, tanto che, mentre inizialmente il movimento veniva suggerito con delle linee disposte parallelamente al movimento che deve essere suggerito al lettore, con il passare del tempo le linee di movimento sono andate “dissolvendosi”, sostituite da soluzioni differenti (ad esempio, la ripetizione dell’immagine in
posizioni successive).

Di nuvole parlanti…

Un settore sempre amato dall’associazione è sempre stato il mondo dei fumetti. Due generazioni di Csb si sono confrontate a lungo e si confrontano tuttora su Tex, Dylan Dog, Capitan America e Pazienza o l’Eternauta. Purtroppo, per varie ragioni, non sempre la rivista associativa la Ciminiera ha potuto mettete a frutto queste e altre conoscenze in materia. E’ sembrato dunque a tutti noi questo blog lo spazio adatto per approfondire, commentare, discutere e, si spera, appassionare al grande mondo delle nuvole parlanti. Il resto a presto…

Come sopravvivere alla crisi e vivere contenti (almeno un poco)

Iniziamo questo spazio blog con qualche segnalazione anti-crisi, che male non fa. In tempi di difficoltà economiche, di cassa integrazione e licenziamenti facili, si spende e si consuma ancora tanto, forse troppo. Sarà perché si è abituati ad un tenore di vita più elevato e si fatica ad “abbassare il target”, sarà perché non è facile resistere alle lusinghe pubblicitarie sarà, sarà. sarà quel che sarà….

In questo spazio, vorremmo mostrare qualche esempio di lotta alla crisi che parte da un assunto diverso: non tagliare pensioni, stipendi e quanto altro (sempre agli stessi soggetti) ma rivedere lo spreco e ridisegnare un sistema di produzione e distribuzione troppo poco concentrato nel ridurre gli sprechi e troppo invece sul piangere sulla disponibilità economica che non c’è. non è così che si va avanti.

Così, in questi post, segnaleremo di volta in volta azioni e imprese che puntano a contenere gli sprechi e a riprogettare in funzione del risparmio e del recupero la filiera di produzione. Ed iniziamo subito con un esempio eccellente: l’Anmia di Torino. L’azienda che si occupa di smaltire i rifiuti della ormai ex capitale dell’auto ha da tempo avviato un’attività di recupero del materiale depositato dai cittadini presso l’isola ecologica da lei gestita. Incuriositi? A presto per sapere il resto…