FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 142: La conquista dello spazio (1955)

Ben ritrovati sulle pagine della nostra rubrica di fantascienza dei tempi che furono.
Quest’oggi un nuovo salto negli States maccartisti, per un film che esalta il viaggio spaziale e la corsa allo spazio degli USA: La conquista dello spazio (1955).

La locandina del film
La locandina del film

La sched(in)a

Titolo originale Conquest of Space
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d’America
Anno 1955
Durata 81 min
Genere fantascienza
Regia Byron Haskin
Soggetto Chesley Bonestell e Willy Ley (libro); Philip Yordan, Barré Lyndon e George Worthing Yates (adattamento)
Sceneggiatura James O’Hanlon
Produttore George Pal
Fotografia Lionel Lindon
Montaggio Everett Douglas
Effetti speciali John P. Fulton, Irmin Roberts, Paul Lerpae, Ivyl Burke, Jan Domela
Musiche Nathan Van Cleave
Scenografia J. McMillan Johnson (come Joseph MacMillan Johnson), Hal Pereira
Trucco Wally Westmore

Una secna del film
Una secna del film

Il cast

Walter Brooke: generale Samuel T. Merritt
Eric Fleming: capitano Barney Merritt
Mickey Shaughnessy: sergente Mahoney
Phil Foster: sergente Jackie Seigel
William Redfield: Roy Cooper
William Hopper: dottor George Fenton
Benson Fong: sergente Imoto
Ross Martin: sergente Andre Fodor
Vito Scotti: Sanella
John Dennis: Donkersgoed
Michael Fox: Elsbach
Joan Shawlee: Rosie
Iphigenie Castiglioni: signora Fodor

Locandina italiana
Locandina italiana

Un po’ di storia

Nel 1980, l’umanità ha raggiunto il traguardo del volo spaziale con equipaggio e costruito “La Ruota”, una stazione spaziale in orbita 1730 km sopra la Terra; la stazione è comandata dal suo ideatore, il colonnello Samuel T. Merritt. A suo figlio Barney, un capitano, piacerebbe tornare sulla Terra dopo essere rimasto bloccato a bordo per un anno senza godere di alcun permesso.
Il personale della stazione spaziale ha lavorato duramente per mesi alla costruzione di una enorme navicella spaziale in una vicina orbita. Un ispettore giunge con una navetta dalla Terra con nuovi ordini: non solo Merritt è stato promosso a generale, ma si è anche deciso di inviare sotto il suo comando l’avanzata astronave sul lontano pianeta Marte, non sulla Luna, come originariamente previsto. Come generale, Merritt decide di farsi accompagnare su Marte da un equipaggio composto da volontari: tre uomini di truppa con l’aggiunta di un ufficiale. Il generale rifiuta, però, di far venire il suo vecchio amico, il sergente Mahoney, perché di 20 anni troppo vecchio per il viaggio. Dopo avere udito della nuova destinazione della nave, il capitano Barney, figlio di Merritt, cambia idea sul suo ritorno sulla Terra e si offre volontario come secondo ufficiale della nave
Dopo che i membri dell’equipaggio selezionati hanno assistito a una trasmissione televisiva speciale con i loro familiari ed amici, la missione decolla per il pianeta rosso. Da questo momento, però, le condizioni di salute del generale e le crescenti fatiche dello spazio iniziano a compromettere gravemente il suo giudizio: leggere la sua Bibbia spesso gli sta provocando seri dubbi religiosi circa la giustezza della loro missione su Marte. All’incirca nello stesso tempo il sergente Mahoney viene scoperto mentre si nascondeva in una delle tute spaziali immagazzinate nella camera di equilibrio della nave. Mentre stanno viaggiando diretti su Marte si verifica un problema con l’antenna radar di pilotaggio, così due membri dell’equipaggio devono intraprendere una passeggiata spaziale per effettuare le riparazioni necessarie
Quando riescono finalmente a far funzionare l’antenna, i monitor della nave mostrano un planetoide incandescente, 20 volte più grande della loro nave dirigersi verso di loro da poppa. Per colpa del generale, riescono a malapena a evitare una collisione, ma i detriti meteorici in rapido movimento che circondano il planetoide perforano la tuta spaziale del sergente Fodor, uccidendolo; dopo un servizio funebre religioso tenuto nello spazio dal generale, il corpo dell’astronauta viene abbandonato alla deriva.
Otto mesi più tardi, quando l’astronave si avvicina finalmente al pianeta rosso, il generale è sempre più instabile mentalmente, ritenendo la perdita del sergente Fodor un giudizio di Dio; subito prima dell’atterraggio sul suolo marziano tenta di far schiantare l’astronave, ormai convinto che la loro missione violi le leggi divine. Barney strappa il controllo a suo padre, facendo atterrare in sicurezza il grande razzo sulla superficie marziana all’ultimo momento. In seguito, mentre l’equipaggio compie i primi passi su Marte, un flusso d’acqua si riversa dal razzo verticale. Barney scopre in fretta che la perdita è causata dal sabotaggio del padre; il generale Merritt, fuori di senno, minaccia il figlio con una 45 automatica; i due lottano e dalla pistola parte un colpo che uccide il generale. Il sergente Mahoney, che ha assistito solo alle ultime fasi della lotta, vorrebbe vedere Barney confinato negli alloggi in arresto, ma prevalgono sul momento opinioni più ponderate: Barney, ora l’ufficiale più alto in grado, è di fatto il comandante della missione.
Il corpo del generale viene sepolto nel suolo marziano e l’equipaggio inizia a studiare il pianeta in vista di una possibile colonizzazione. L’equipaggio scopre che Marte è parecchio inospitale. Con un approvvigionamento di acqua limitato, sarà per loro una dura lotta per sopravvivere durante l’anno che è necessario alla Terra per raggiungere l’esatta posizione orbitale necessaria per intraprendere il viaggio di ritorno. Nonostante l’assenza di acqua sul pianeta, il membro giapponese dell’equipaggio sergente Imoto pianta un seme nel terreno marziano.
La squadra sta mestamente celebrando il primo Natale su Marte quando monta un’improvvisa tempesta di neve, il che permette loro di ricostituire l’approvvigionamento d’acqua. A tempo debito, quando la finestra di lancio si sta ormai avvicinando, il seme piantato da Imoto germoglia in un piccolo fiore. La gioia per la scoperta è di breve durata: l’equipaggio ode un cupo rombo, assiste alla caduta di enormi massi e avverte la terra tremare:in quel momento si aprono grandi voragini sulla superficie marziana. Il terreno si sposta a causa di un violento martemoto e l’astronave pende con un angolo precario, troppo pericoloso per un decollo di emergenza. L’equipaggio decide di fare un tentativo rischioso e disperato per raddrizzare l’assetto della nave: usare la potente spinta dei motori a razzo per spostare la terra sotto gli appoggi di atterraggio. Il tentativo funziona: la nave si raddrizza in modo che possa decollare immediatamente e la nave parte, mentre il terreno collassa interamente.
Una volta nello spazio, Barney e Mahoney si riconciliano. Mahoney decide di non sporgere denuncia al loro ritorno sulla Terra, essendo rimasto colpito dall’eroismo dimostrato da Barney durante la loro permanenza su Marte. Una sessione di corte marziale probabilmente metterebbe in dubbio la reputazione del generale e offuscherebbe ciò che in precedenza era stata una carriera senza macchie. Meglio che “l’uomo che ha conquistato lo spazio” sia morto nel compimento del dovere, sacrificandosi per salvare il suo equipaggio.

Analisi

Il film non è invecchiato bene.
Al di là della querelle sugli effetti (poco) speciali, la sceneggiatura soffre di qualche buco di troppo e di scarsa tensioen drammatica. Al contrario, molto bene la caratterizzazioen dei personaggi e i dialoghi. Belli i panorami marziani dipinti da Chesley Bonestell. Le tematiche di riflessione sono però poco approfonditi: il rapporto padre/figlio, con i suoi tipici contrasti, è appena accennato, così come le loro motivazioni. Non meglio definito è il tema della conquista dello spazio a confronto con la religione, per cui si fa fatica a digerire l’improvviso cambio di prospettiva del generale.
Della retorica sulla corsa allo spazio non compare traccia alcuna, mentre le attrezzature avveniristiche sono alquanto ridicole, se paragonate alla tecnologia ora in uso.

Recensioni

Il critico Glenn Erickson scrisse che “gli ambiziosi effetti speciali furono tra i primi a raccogliere fischi per la loro mancanza di realismo”. Erickson definì il film “un fiasco che ha seriamente ostacolato la carriera di George Pal come produttore” [Glenn Erickson, DVD Savant Review: Conquest of Space, su DVD Savant, 30 ottobre 2004].
“Il film ha una trama semplice e lineare e malgrado le incredibili ingenuità della sceneggiatura (… l’improvviso cambiamento di rotta, un membro dell’equipaggio che pianta un fiore sulla tomba del comandante), riscosse un grande successo” [Fantafilm].

Curiosità

Prodotto in Technicolor per la Paramount Pictures da George Pal, fu una grossa produzione, con un budget di 1 milione di dollari.
Nelle intenzioni del produttore George Pal, il film sarebbe dovuto essere un seguito di Uomini sulla Luna da lui prodotto nel 1950 per la regia di Irving Pichel.
Il film è basato su La conquista dello spazio (The Conquest of Space), un libro del 1949 illustrato da Chesley Bonestell e scritto da Willy Ley. Bonestell, artista noto per i suoi dipinti fotorealistici che mostrano visioni dallo spazio, lavorò anche agli sfondi dipinti (matte painting) utilizzati nel film.

Voto

voto 3 di 5 (Si può vedere, malgrado le ingenuità)

Ross Martin
Ross Martin

multimedia

Il trailer (in inglese)

Il film in italiano

Link esterni

La scheda di La conquista dello spazio (1955) da Fantafilm
La scheda di La conquista dello spazio (1955) da Wikipedia
La scheda di La conquista dello spazio (1955) da IMDB.com

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