FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 152: il mostro dei mari (1955)

Benvenuti sulle pagine della rubrica più longeva delle pubblicazioni del CSB, sia in versione blog che cartaceo: Futuropassato.
Prima puntata del 2020 e nuovo salto nella “nostalgia canaglia” con un film degli anni ’50 che, pur con tutte le ingenuità dell’epoca, si rivela una piccola gemma da vedere: il mostro dei mari (1955).

La locandina del film
La locandina del film

La sched(in)a

Titolo originale It Came from Beneath the Sea
Altri titoli Le Monstre surgit des Mers, Het Monster Kwam van Onder de Zee, Le Monstre vient de la Mer, Il mostro dei mari
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d’America
Anno 1955
Durata 79 min
Dati tecnici B/N
rapporto: Widescreen
Genere fantascienza, drammatico
Regia Robert Gordon
Soggetto George Worthing Yates
Sceneggiatura George Worthing Yates, Hal Smith
Produttore Charles H. Schneer
Produttore esecutivo Sam Katzman
Casa di produzione Clover Productions
Distribuzione in italiano CEIAD
Fotografia Henry Freulich
Montaggio Jerome Thoms
Effetti speciali Jack Erickson, Ray Harryhausen
Musiche Mischa Bakaleinikoff
Scenografia Paul Palmentola
Narratore (USA): William Woodson
Narratore (Italia): Renato Turi

Una scena del film
Una scena del film

Il cast

Kenneth Tobey: comandante Pete Mathews
Faith Domergue: professoressa Lesley Joyce
Donald Curtis: dottor John Carter
Ian Keith: ammiraglio Burns
Dean Maddox Jr.: ammiraglio Norman
Chuck Griffiths: tenente Griffith
Harry Lauter: sceriffo Bill Nash
Richard W. Peterson: capitano Stacy
Del Courtney: sottosegretario alla marina John Smith

Locandina italiana
Locandina italiana

Un po’ di storia

Un sommergibile nucleare statunitense capitanato dal comandante Pete Mathews, in pattuglia nell’oceano Pacifico, è attaccato da un essere misterioso di gigantesche dimensioni. Al rientro alla base di Pearl Harbor dopo lo scampato pericolo, un grosso frammento di tessuto animale viene ritrovato incastrato nell’elica del sommergibile stesso.
Due esperti biologi, il dottor John Carter e la professoressa Lesley Joyce, sono incaricati dalla Marina di scoprire natura e origine dell’animale. Dopo accurate analisi, i due studiosi giungono alla conclusione che l’essere misterioso sia un polpo di dimensioni gigantesche che in origine viveva nelle profondità oceaniche della fossa delle Filippine e che i test nucleari eseguiti nella zona dalla Marina lo abbiano reso radioattivo, circostanza che ha modificato le abitudini di caccia dell’animale: ora le sue prede abituali riescono a percepirlo e a sfuggirgli, così si è riciclato cacciando esseri più grandi, soprattutto esseri umani.
Numerose segnalazioni di attacchi a navi e pescherecci in tutto il Pacifico fanno pensare che la teoria sia giusta e che il mostro si stia avvicinando sempre più alle coste americane. Mentre Pete e Lesley si trovano in una località litoranea dell’Oregon per indagare sulla scomparsa di tre persone, il polpo si manifesta in tutta la sua aggressività e ferocia, travolgendo e uccidendo uno sceriffo locale.
Anche le alte gerarchie militari, dopo le perplessità iniziali, hanno ormai compreso che il pericolo è reale e dispongono il pattugliamento dell’intera costa statunitense sul Pacifico. I dati indicano che la mostruosa creatura si sposta progressivamente verso sud e quindi il timore è che possa colpire la città di San Francisco. Una grossa rete subacquea elettrificata viene posizionata a difesa della baia, ma invano. Il polpo riesce infatti a superarla, attaccando e abbattendo il Golden Gate Bridge. Il mostro riesce inoltre ad emergere a terra nella zona portuale della città, dove semina il panico tra gli abitanti, travolgendoli con i suoi giganteschi tentacoli.

I militari riescono a compiere una manovra d’attacco da terra, respingendo il polpo verso il mare per mezzo dei lanciafiamme. Nello stesso tempo Pete Mathews, al comando del proprio sommergibile, attacca la creatura, conficcando nelle sue carni un siluro contenente una potente carica esplosiva. Ma prima che la carica sia fatta detonare, il polpo reagisce e blocca il sommergibile con i suoi tentacoli. Prima Pete e poi il dottor Carter, affrontano coraggiosamente l’ultimo disperato tentativo: si immergono in tenuta da sommozzatori e riescono a colpire il polpo nel suo punto più vulnerabile, l’occhio. L’animale lascia la presa e libera il sommergibile, fuggendo quindi verso il mare aperto, dove la carica esplosiva viene attivata, facendo saltare in aria la creatura.

Analisi

Girato in soli nove giorni e con un budget di appena 120.000 dollari, il mostro dei mari è il primo film ad avvalersi degli effetti speciali di Ray Harryhausen.
non mancano le tipiche ingenuità delle pellicole degli anni ’50, ma in fondo sono anche quelle a rendere godibile il film. Neppure la storia tra il comandante del sottomarino e la bella scienziata è troppo melensa e anzi addirittura finisce per essere molto più verosimile di tante altre romanticherie apparse in commedie con maggiori ambizioni.
Una buona regia e un’ottima prova degli attori completano il quadro e fanno de IL MOSTRO DEI MARI un’opera altamente raccomandata, che trova il suo culmine nel polipone che si attorciglia furibondo sul ponte di San Francisco.

Recensioni

“Avvincente, altamente spettacolare, il film di Robert Gordon è un monster movie da non perdere, anche perché si basa su un ottimo soggetto dello specialista George Worthing Yates e su una sceneggiatura strutturata alla perfezione.
Tutto risulta calibrato al punto giusto e quando si scatena la furia del mostro è impossibile non restare ipnotizzati dai terribili tentacoli che sembrano usciti da uno splendido incubo in bianco e nero” [Francesco Cortonesi per FilmHorror]

Curiosità

La marina degli Stati Uniti ha collaborato con la produzione, fornendo come ambientazione i suoi cantieri navali a San Francisco e concedendo l’utilizzo di un vero sommergibile di classe Balao. Nel corso della pellicola, alcuni ruoli minori vengono ricoperti da autentici componenti del personale della Marina.
Per mantenere i costi bassi, il regista Robert Gordon (1913-1990) ha girato all’interno del sottomarino con la cinepresa sia sopra che sotto l’acqua.
Per dar vita al polpo gigante è stata usata la tecnica dell’animazione a passo uno, ma a causa di problemi di budget sono stati costruiti solo sei degli otto tentacoli.
Gran parte delle riprese dello splendido finale vennero girate in segreto a causa della decisione, da parte dell’amministrazione pubblica di San Francisco, di non concedere il permesso di effettuare filmati sul ponte.
Con questo film iniziò il lungo sodalizio artistico tra il produttore Charles H. Schneer e il maestro degli effetti speciali Ray Harryhausen.
Il film prende spunto da un fatto realmente accaduto. Tra il 1952 e il 1954 infatti, alcuni sommozzatori dichiararono di aver più volte visto un gigantesco polpo del diametro di almeno 15 metri, al largo delle coste del Giappone.
Esiste anche una versione colorizzata del film, uscita in DVD per il mercato dell’home video.
Una casa editrice di fumetti e graphic novel, la Bluewater Productions, ha presentato in collaborazione con Harryhausen una serie di seguiti a fumetti di alcuni suoi film fantastici, tra i quali Il mostro dei mari.

Voto

voto 4 di 5 (Un po’ troppo “rigido”, tanto che la tensione è molto ridotta, ma ha resistito al tempo benino)

Kenneth Tobey e Faith Domergue
Kenneth Tobey e Faith Domergue

multimedia

Il trailer (in inglese)

La recensione di nonsolotrash

Link esterni

La scheda di il mostro dei mari (1955) da Il cinematografo
La scheda di il mostro dei mari (1955) da Wikipedia
La scheda di il mostro dei mari (1955) da IMDB.com
La scheda di il mostro dei mari (1955) da AllMovie
La scheda di il mostro dei mari (1955) dal Catalogo AFI
La scheda di il mostro dei mari (1955) da SCience Fiction Festival
La scheda di il mostro dei mari (1955) da Film Horror
La scheda di il mostro dei mari (1955) da Altrimondi
La scheda di il mostro dei mari (1955) da Cinemaestri

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