FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETÀ DELL’ORO PUNTATA 17: Il fantasma dello spazio (1953)

Buona domenica

La locandina originale
La locandina originale

La sched(in)a

Titolo originale Phantom from Space
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1953
Durata 72 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere fantascienza
Regia W. Lee Wilder
Soggetto Myles Wilder
Sceneggiatura Billy Raynor, Myles Wilder
Fotografia William Clothier
Montaggio George Gale
Effetti speciali Howard A. Anderson
Musiche William Lava

Altra locandina originale
Altra locandina originale

Cast:

Ted Cooper: tenente Hazen
Noreen Nash: Barbara Randall
Rudolph Anders: dottor Wyatt
James Seay: maggiore Andrews
Jack Daly: addetto alla radio
Tom Daly: Charlie
Burt Wenland: agente Joe
Lela Nelson: Betty Evans
Harry Landers: tenente Bowers
Burt Arnold: Darrow
Jim Bannon: sergente Jim
Dick Sands: l’alieno

Locandina dell’edizione italiana in dvd
Locandina dell’edizione italiana in dvd

Un po’ di storia

Nella costiera californiana, vicino a Los Angeles, alle 7,19 di una mattina di tarda primavera del 1953, viene avvistato nell’atmosfera, da un centro radar della zona, un luminoso oggetto spaziale che viaggia alla velocità di 8.000 km all’ora, situato a 75.000 piedi di altezza.
L’Ufo utilizza un’energia di tipo magnetico, creando al suo passaggio forti disturbi radio e televisivi; si muove orizzontalmente, cosa che fa escludere l’ipotesi meteorite. I suoi cambi di direzione sono bruschi, improvvisi, tanto da far pensare all’assenza di un piano di volo, e vanno dall’Alaska al polo Nord, dall’equatore a Santa Monica e Vancouver, fino a giungere sul mare a 80 miglia dalla costa di Los Angeles, dove gli aerei della difesa militare arrivano velocemente, ma senza riuscire ad intercettarlo.
Quando tutto sembra terminato e la vita a Los Angeles riprende la sua normalità, le radio e le televisioni, situate in alcuni luoghi della zona, a turno vanno incontro a strani e forti disturbi del segnale.
Nei luoghi dove sorgono le interferenze, le pattuglie mobili dei gestori di rete finiscono sempre per incontrare quelle della polizia, che interviene per segnalazioni di omicidi o esplosioni. Ciò fa pensare che chi commette l’omicidio o innesca le esplosioni sia in qualche modo anche responsabile dei disturbi alle frequenze di rete.
Le ricerche e le testimonianze portano all’individuazione, in un capannone prossimo a una raffineria, di un essere strano, molto alto, simile a un palombaro, con tanto di casco e tuta. Sfuggito in precedenza a un guardiano, aveva anche appiccato il fuoco a due grossi serbatoi della raffineria.
Quando la strana creatura sta per essere presa, si rende invisibile.
I periti, esaminati con cura la tuta e il casco, deducono che le interferenze siano state causate dal tessuto della tuta, resistente al fuoco e al taglio con le forbici nonché altamente radioattivo. Da ciò prende sempre più corpo l’ipotesi che si sia in presenza di un extraterrestre proveniente da un’altra galassia.
L’essere invisibile segue in laboratorio le mosse del gruppo di scienziati per rimanere vicino al suo casco che gli consente, non visto, di respirare grazie ad alcune bombolette di metano situate al suo esterno.
Si tratta di un extraterrestre che, scoperto ed inseguito dai poliziotti, abbandona la tuta ed un prezioso casco che gli consente di sopravvivere all’atmosfera terrestre. Privo di ogni difesa, l’alieno sfrutta la sua ultima risorsa e si rende invisibile. Polizia e scienziati, venuti a conoscenza delle proprietà del casco, cercano più volte di creare un contatto con l’alieno per aiutarlo, e finalmente quando sembrano riuscirci, un banale incidente fa precipitare le cose: un giornalista scatta una foto, il flash spaventa l’alieno, l’alieno lascia cadere il casco, il casco va in mille pezzi, l’alieno non può più respirare … Il “fantasma dello spazio”, soffocando, si rifugia nell’osservatorio astronomico e quando la morte lo raggiunge il suo corpo per un attimo diventa visibile per poi evaporare subito dopo.

Locandina italian del film
Locandina italian del film

Analisi

Il leitmotiv dell’invasione aliena si intreccia in questo film alla detection pura. Anche qui, però, l’elemento della alienofobia viene ampiamente sfruttato, ad esempio per giustificare le mistificazioni e il silenzio imposto dea parte dei poteri locali. Inoltre, l’invisibilità dell’alieno, sfruttata per giustificare la fuga dalla polizia al suo inseguimento è abbastanza ridicola. Palese la stoccata contro i media, disegnati come vampiri a caccia di notizia, pronti a tutto per ottenere uno scoop, anche a costo della vita (dell’alieno).
Il fantasma, interpretato da Dick Sands, è un uomo invisibile dello spazio, sfortunato o sprovveduto al punto da incappare nella morbosa curiosità dell’americano medio, simboleggiata, qui, dall’immancabile reporter votato anima e corpo al diritto di cronaca. I buoni scienziati ce la mettono tutta per dargli una mano, ma lui non collabora (dimostrando così che, oltre ad essere sfortunato o sprovveduto, è anche forse un po’ duro di testa).
Il casco può salvargli la vita – verrebbe da dire, parafrasando una recente pubblicità nostrana per sensibilizzare lo spirito civico dei cittadini sui rischi del traffico -, ma l’incoscienza degli uomini, no.
Ma il film rimane ben saldo e fedele anche a un’idea di realtà facilmente riconoscibile, costruita a volte sul filo sociale del pregiudizio, quello ben noto nel quotidiano americano più consumistico e ideologicamente nazionalista-mitologico.
Un pregiudizio abituato all’errore di valutazione un po’ razzista sull’altro straniero, che viene in seguito regolarmente rettificato attraverso il senso di colpa, finendo per chiedere una riparazione, una riabilitazione di sé e dell’altro offeso, attraverso il riconoscimento scientifico della sua importanza sociale come oggetto di studio.
L’alieno del film uccide per paura, insicurezza, travolto dall’ostilità che avverte. Egli è caduto accidentalmente con la sua astronave nel mare per una pura questione di ignoranza sulle forze fisiche di gravità del nostro pianeta, le cui leggi sono risultate del tutto incompatibili con quelle dell’energia magnetica che muove l’astronave, leggi fisiche forse un po’ sottovalutate dall’alieno, che si è proteso imprudentemente in un mondo sconosciuto senza conoscerne prima le forme costitutive.

Curiosità

Il costume dell’alieno, ovvero una tuta da palombaro, è veramente kitsch.
William Lee Wilder, regista anche della Guerra tra i pianeti, è il fratello di Billy Wilder.

Voto

3 su 6 (si può vedere)

Altra locandina originale
Altra locandina originale

multimedia

Il film in italiano
https://www.youtube.com/watch?v=LDjBMkBlrcU
Il film in inglese
https://archive.org/details/Phantom_From_Space

Link esterni:

(EN) Il fantasma dello spazio disponibile per il download o lo streaming gratuito, in Moving Image Archive, Internet Archive.
(EN) Il fantasma dello spazio, scheda del film in Internet Movie Database, IMDb.com.
(IT) Il fantasma dello spazio, scheda del film in Mymovies.

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