FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 183: Robot Holocaust (1987)

Ben ritrovati.
Sono sicuro che non vi è mancato il lato trash di questa rubrica di fantascienza dei tempi che furono. Tuttavia, mi sembra doveroso ricordare qualche altro film (brutto) di questa infima categoria di cinema. E così, eccoci di nuovo nei mitici (mah!) anni ’80 per un film decisamente trash: Robot Holocaust (1987).

La locandina del film
La locandina del film

La sched(in)a

Titolo originale Robot Holocaust
Altri titoli I robot conquistano il mondo
Paese di produzione Stati Uniti d’America
Anno 1986
Durata 79 min
Genere fantascienza
Regia Tim Kincaid
Soggetto Tim Kincaid
Sceneggiatura Tim Kincaid
Produttore Charles Band, Cynthia De Paula
Casa di produzione Beyond Infinity, Tycill Entertainment
Fotografia Arthur D. Marks
Montaggio Barry Zetlin
Effetti speciali Jeremie Frank, Ed French, Tom Lauten
Musiche Richard Band

Il cast

Norris Culf: Neo
Nadine Hart: Deeja
Joel Von Orsteiner: Klynton
Jennifer Delora: Nyla
Andrew Howarth: Kai
Angelika Jager
George Gray
Nicholas Reiner
Michael Azzolina
John Blaylock
Amy Brentano

Locandina italiana
Locandina italiana

Un po’ di storia

In un futuro devastato dalle bombe atomiche causate dai robot, e dove questi esseri rendono schiavi gli uomini, un gruppo di ribelli, guidato da Neo, cercano di liberare la terra dal malvagio dottor Dark One. Questi ha un’arena, come si conviene ad ogni buon tiranno postapocalittico, in cui si combattono duellanti presi dagli “schiavi dell’aria”, chiamati a lavorare nella centrale per ripulire l’aria, avvelenata dalle radiazioni conseguenti alla guerra fra umani e robot.
Durante uno scontro compare Neo, un telepate che comunica attraverso un robot umanoide che si unisce a Deeja, la figlia di uno scienziato che sembra immune alle radiaizoni e all’aria corrotta e viene condotto nella base di Dark One.
Alla comitiva di tizi vestiti come barbari alla Conan si uniscono presto una amazzone e il suo schiavo, che fanno da guida fino alla base di Dark On, dove l’assistente del tiranno, Valeria, interroga inutilmente (e molto superficialmente) lo scienziato.
Il gruppo penetra nei tunnel sotto la base e vienge aggredito dai vermi, vermi che feriscono uno dei guerrieri. Superati i vermi, si ritrovano circondati dai mutanti armati di improbabili bolas e dalla scarsa efficacia combattiva (cadono infatti come birilli). Il gruppo sopravvive all’agguato e prosegue di nuovo nei tunnel. Il robot Tokk, inviato da Valeria per minacciare la ragazza e ricattare lo scienziato, attira il gruppo verso la “bestia” (un finto artigliomosso da un palo di scopa), che intrappola nella sua rete la figlia dello scienziato, ma il gruppo libera la malcapitata senza colpo ferire e prosegue, penetrando nella base malgrado i (laschi) tentativi di fermarli da parte dei robot di Valeria. La stessa Valeria rapisce la figlia dello scienziato ma viene eliminata dallo stesso Dark One,ma non prima che l’androide che è in realtà Valeria inneschi l’autodistruzione, salvo poi apparentemente ripensarci e ritornare per convincere la ragazza a confessare mostrandogli il padre divorato da Dark One, che si rivela essere, in parte almeno, vegetale. Il tutto mentre l’autodistruzione, non si capisce come, sembra essere scomarsa dai radar. Intanto il telepate, unico sopravvissuto col suo robot del gruppo, affronta Tokk e, seppur a fatica, riesce a sconfiggerlo mentre il suo robot elmina definitivamente Valeria, che ha appena tolto l’aria agli schiavi di Dark One come punizione per il loro sabotaggio. Il robot riattiva l’aria mentre l’eroe telepatico distrugge Dark One e lo scienziato.

Analisi

Film girato male e recitato peggio. Povertà di mezzi (i vermi realizzati con guanti in lattice che sbucano da improbabili buchi nelle paareti) e povertà di idee non aiutano certo una trama risibile e sconclusionata. Non si salva proprio nulla, ennache los conclusionato e inconcludente finale.

Recensioni

«Se mai ce ne fosse bisogno, Robot Holocaust conferma che negli anni ’80 (ma, certamente anche prima e dopo) la produzione americana sa toccare livelli di inguardabilità pari a quella italiana. In sintonia con i prodotti di Cinecittà, il film sperimenta una possibile variazione sul tema del postapocalittico e, rivaleggiando (e forse vincendo) con l’inesperienza artigianale e la mancanza di idee dei cinematografari italiani, mette in scena risibilissimi robot giocattolo, vermi giganti di gomma che infestano il sottosuolo, baldi protagonisti che non sanno cosa sia recitare e che quando combattono sembrano curarsi soltanto di non farsi male. La maggior parte dei commentatori si trova d’accordo nel definire il film una pellicola involontariamente comica» (Fantafilm).

Voto

voto 0,5 di 5 (assolutamente da evitare)

alcuni fotogrammi del film
alcuni fotogrammi del film

multimedia

Il trailer (in inglese)

Una recensione (in inglese)

Il film in italiano

Link esterni

La scheda di Robot Holocaust (1987) da Wikipedia
La scheda di Robot Holocaust (1987) da FantaFilm
La scheda di Robot Holocaust (1987) da Film Brutti
La scheda di Robot Holocaust (1987) da IMDB.com

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