FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETÀ DELL’ORO PUNTATA 20: Terrore nello spazio (1965)

Locandina italiana del film
Locandina italiana del film
Bentrovati sulle pagine (web) di questa rubrica di SF d’antan. La fantascienza vista finora è stata per lo più made in USA o in Japan, e la cosa non deve sembrare strana, essendo proprio queste due nazioni le principali produttrici di cinema del genere al mondo.
Questa volta, però, ci spostiamo nel Belpaese, perché anche l’ Italia, nel suo piccolo, ha qualche chicca del genere. Benvenuti dunque a questa puntata in bianco rosso e verde della rubrica, per un vero e proprio gioiellino del cinema di SF italiano: Terrore nello spazio (1965).

La sched(in)a

Titolo originale Terrore nello spazio
Titoli alternativi Terror en el espacio, Planet of the Vampires, Demon Planet, The Haunted Planet, The Haunted World, The Outlawed Planet, Planet of Blood, The Planet of Terror, The Planet of the Damned, Space Mutants, Terror in Space.
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia, Spagna
Anno 1965
Durata 90 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere fantascienza, orrore, avventura
Regia Mario Bava
Soggetto Renato Pestriniero (racconto)
Sceneggiatura Mario Bava, Alberto Bevilacqua, Callisto Cosulich, Antonio Romàn, Rafael J. Salvia, Ib Melchior (nella versione americana)
Fotografia Antonio Pérez Olea, Antonio Rinaldi
Montaggio Romana Fortini, Antonio Gimeno
Effetti speciali Mario Bava
Carlo Rambaldi
Musiche Gino Marinuzzi
Scenografia Emilio Zago

Altra locandina in italiano
Altra locandina in italiano

Il cast

Barry Sullivan: Mark Markary
Norma Bengell: Sanya
Ángel Aranda: Wes
Evi Marandi: Tiona
Mario Morales: Eldon
Stelio Candelli: Brad
Franco Andrei: Garr
Fernando Villena: dott. Karan

Altra locandina italiana del film
Altra locandina italiana del film

Un po’ di storia

e astronavi Argos e Galliot in orbita attorno al pianeta Aura captano misteriosi segnali che lascerebbero supporre la presenza di una vita intelligente. Un campo magnetico costringe gli astronauti ad atterrare, ma durante la manovra, la Argos perde i contatti con la Galliot ed il suo equipaggio cade in preda ad una temporanea follia che soltanto il comandante Mark Markary riesce a contenere, evitando così una strage. Una volta ripresosi, i membri della squadra della Argos individuano la nave gemella ma, quando Mark ed i suoi uomini raggiungono la Galliot, vi rinvengono i cadaveri dei compagni, tutti evidentemente decimati dalla stessa improvvisa furia omicida che aveva colpito loro: è il primo segno di un’indefinibile minaccia che grava sul pianeta sconosciuto e che prende via via forma tra un incalzante susseguirsi di tragici episodi culminanti nella scoperta dello scheletro di un gigantesco umanoide all’interno del relitto di una navicella extraterrestre. Aura è abitato da creature invisibili, le ultime di una civiltà morente, che, in cerca di una nuova patria, tentano di impadronirsi della Argos materializzandosi nei corpi dei caduti. Nel corso di una disperata battaglia contro gli aggressori, la Argos decolla, malgrado il tentativo di Wes di sabotarla, ma a bordo vi sono solo il comandante Mark e la sua assistente, ormai posseduti dalle creature di Aura. Impossibilitati dal sabotaggio di Wes a raggiungere il pianeta d’origine, i due astronauti devono accontentarsi del pianeta più vicino e fanno rotta verso la Terra.

Locandina in lingua inglese
Locandina in lingua inglese

Analisi

Costretto a lavorare con un budget ridotto, Mario Bava sfrutta con intelligenza i risvolti orrorifici del soggetto per trasmettere visivamente il senso del mistero e della minaccia. Con pochi trucchi artigianali il regista crea un mondo silenzioso, soffuso di ombre e di nebbie avvolgenti, pronto ad esplodere ad un bagliore improvviso o ad un grido di terrore: una vera bolgia infernale che dilata le scenografie nel buio ed impasta i colori in una luce irreale. Una soluzione quasi espressionistica che sottolinea il disorientamento dei protagonisti e coinvolge lo spettatore in un crescendo di tensione, fino alla sorpresa finale della rivelazione (anticipata da tanti piccoli indizi apparentemente insignificanti) che Mark e i suoi astronauti non sono uomini della Terra ma alieni essi stessi. Caso più unico che raro per la fantascienza all’italiana, su Terrore nello spazio è stato scritto molto e in termini elogiativi, spesso con l’occhio rivolto al posteriore Alien e che ne riprende, con tutta evidenza, alcune situazioni chiave e l’opprimente atmosfera.
Splendido il colpo di scena finale, che rivela come le due navi siano in realtà aliene e la minaccia finale sulla Terra, così come il clima generale di angoscia che pervade tutta l’opera.
Un’opera, questa di Bava, che sembra nascere quasi per scommessa o per sfida contro lo scarso credito che i produttori di Cinecittà hanno sempre manifestato verso la fantascienza.

Locandina spagnola con gli alieni zombie
Locandina spagnola con gli alieni zombie

Curiosità

Nella versione distribuita in America dalla AIP la sceneggiatura fu riadattata da Louis M. Heyward e Ib Melchior.
le tute degli astronauti sono ricavate da mute da sub, mentre gli alieni luminosi sono in realtà lampade colorate modello discoteca.
I cadaveri degli astronauti che si risvegliano ricordano chiaramente i film di zombie e vampiri del periodo, con la ripresa al ralenti che ne accentua l’effetto straniante.

Voto

5 su 5 (Il film mantiene tutta la sua carica di tensione e angoscia, da vedere assolutamente)

multimedia

Il film in italiano

Link esterni

Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), Terrore nello spazio, in Fantafilm.
La scheda del film su Mymovies.it.
La scheda del film in Il mondo dei doppiatori, AntonioGenna.net.
Scheda del film (EN) in Internet Movie Database, IMDb.com.
Scheda del film (EN) su AllMovie, All Media Network.
Scheda del film (EN) in Rotten Tomatoes, Flixster Inc.
Scheda del film (EN, ES) in FilmAffinity.

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