Futuropassato – rassegna di cinema di fantascienza dell’età dell’oro puntata 4: Reptilicus – Il mostro distruggitore (1961)

Locandina del film
Locandina del film

La sched(in)a

Paese di produzione Danimarca, USA
Anno 1961
Durata 1 ora e 32 min
Colore colore
Genere drammatico, orrore, fantascienza
Regia USA: Sidney W. Pink / Danimarca: Poul Bang
Soggetto Sidney W. Pink
Sceneggiatura Sidney W. Pink e Ib Melchior
Produttore Johann Zalabery,

Cast
Bent Mejding : Svend Viltorft (Svend Alstrup)
Ann Smyrner : Lise Martens
Mimi Heinrich : Karen Martens
Asbjørn Andersen: Prof Otto Martens
Povl Wøldike : Dott. Peter Dalby
Carl Ottosen : Generale Mark Grayson

Un po’ di storia

Una spedizione scientifica danese che si è recata nelle sperdute terre della Lapponia, allo scopo di effettuare delle trivellazioni, scopre casualmente uno strano e inquietante reperto fossile. Si tratta di un frammento di coda, appartenente a un non precisato animale preistorico, perfettamente conservato tra i ghiacci della tundra lappone. Gli scienziati Martens e Dalby, dopo aver esaminato accuratamente lo strano reperto, lo definiscono con l’appellativo di “Reptilicus”, e lo spediscono in un centro studi di Copenaghen, totalmente ignari del pericolo mortale che vi si nasconde. Il misterioso reperto viene allora rinchiuso all’interno di una cella frigorifera, con lo scopo di conservarlo e studiarlo in modo molto più accurato, ma a causa di una fatale distrazione di un membro del personale del centro studi, la porta della cella frigorifera viene dimenticata aperta, e in conseguenza di ciò la temperatura all’interno della stessa sale repentinamente. Complice anche l’elevatissimo tasso di elettricità presente nell’aria, dovuto ad un terribile temporale che imperversa in zona, il reperto inizia ad autorigenerarsi, aumentando rapidamente di dimensioni, e nel giro di una nottata il processo di autorigenerazione si ultima….

Una scena del film
Una scena del film

Analisi

Un altro film di mostri?
Ebbene si. Anche se oggi è abbastanza in disuso e i tentativi di riportarlo in auge (vedi Godzilla, Cloverfield ecc…) non hanno sortiyo risultati eclatanti, anzi, negli anni ’60 i monster movies erano un sottogenere molto à la page, anche grazie al successo di Godzilla e degli altri film kaijū (film di mostri nipponici). Ecco dunque comparire, grazie alla magia dell’animazione a passo uno, qualunque mostro partorisse la mente degli sceneggiatori, subito pronto ad affrontare altri suoi compari o malcapitati attori in carne e ossa.
Qui di mostruoso, a dir la verità, c’è ben poco.
Del mostro stesso si vede quasi soltanto la testa di gomma e cartapesta.Inoltre, le dimensioni del mostro preistorico sembrano essere soggette all’effetto delle particelle Pym (Ant Man dice niente?): ad una continua oscillazione, poiché in certe sequenze pare alto solamente qualche metro, e magari nelle successive pare alto addirittura quanto un palazzo di sette piani.

Locandina italiana del film
Locandina italiana del film

Curiosità

Dal soggetto del film vennero estrapolati anche alcuni albi a fumetti, ma il loro successo fu molto scarso, e ciò portò all’abbandono dell’iniziativa.[
Coproduzione tra la danese Saga Studios e l’americana AIP, il film fu girato da due registi diversi: la versione originale fu girata nella madrelingua danese dal regista Poul Bang e venne distribuita nelle sale cinematografiche il 20 febbraio 1961.
La versione americana invece, caratterizzata dai dialoghi in inglese e dall’avere quasi lo stesso cast, fu diretta dal regista/produttore statunitense Sidney W. Pink.
A causa dell’ eccessivo (e alle orecchie del pubblico americano assai ridicolo) accento scandinavo degli interpreti, il film venne interamente ridoppiato e distribuito nel 1962.
Tale versione appariva però pesantemente modificata rispetto all’originale danese, poiché per esempio le sequenze nelle quali il drago preistorico volava furono soppresse.
Fu invece aggiunto un effetto speciale, consistente nella bava verdastra e fluorescente che il dragone preistorico lanciava contro i suoi avversari, ogni qualvolta spalancava le sue fauci.
Sembra inoltre che le scene ambientate nella zona artica siano state girate in realtà sulle pianure della Georgia, non durante l’inverno, bensì in primavera.

Reptilicus in tutto il suo splendore (?)
Reptilicus in tutto il suo splendore (?)

Voto

2 su 6 (non so se è il caso di vederlo)

(Multi)media

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