Futuropassato – rassegna di cinema di fantascienza dell’età dell’oro puntata 6: Il Mostruoso Uomo Delle Nevi (1957)

Ben ritrovati su questo canale.
Anche questa volta daremo un’occhiata a un film di fantascienza dell’età dell’oro. Il Mostruoso Uomo Delle Nevi è infatti un film realizzato in piena Guerra Fredda (1957) e risente chiaramente di alcuni stereotipi già visti nei film apparsi precedentemente su questo canale. In particolare, è evidente l’associazione alieno = ostile che caratterizza non solo il cinema di genere di quegli anni.

Locandina italiana del film
Locandina italiana del film

La sched(in)a

Titolo originale: The Abominable Snowman
Nazionalità: Regno Unito
Anno: 1957
Genere: fantascienza, horror
Regia:Val Guest
Musica: Humphrey Searle
Soggetto: Nigel Kneale
Sceneggiatura: Nigel Kneale
Scenografia: Bernard Robinson
Costumi: Beatrice Dawson
Trucco:Phil Leakey, Henry Montsash

Interpreti e personaggi
Forrest Tucker: dottor Tom Friend
Peter Cushing: dottor John Rollason
Maureen Connell: Helen Rollason
Richard Wattis: Peter Fox
Robert Brown: Ed Shelley
Michael Brill: Andrew McNee
Wolfe Morris: Kusang
Arnold Marlé: Lhama

Una scena del film
Una scena del film

Un po’ di storia

Il film, in originale The Abominable Snowman, racconta l’incontro fra una spedizione di ricerca occidentale e la creatura leggendaria.
Nelle lande desolate dell’Himalaya, il botanico inglese John Rollason e sua moglie Helen studiano erbe rare da molti anni. Ai coniugi giunge notizia dell’arrivo prossimo di due loro amici antropologi, Peter Fox e Tom Friend.
Gli Helen forniscono subito alcune regole ai loro due amici, ma nella faccenda si intromette il Grande Lhama, che propone alla spedizione di trovare l’inafferrabile Yeti con l’aiuto di due studiosi, Ed Shelley e Andrew McNee.
Tutti sono molto scettici riguardo alla creatura, ma McNee è convinto della sua esistenza quando anni or sono sembrò vederla durante una tempesta nevosa. Dopo giorni e giorni di lungo e intenso cammino, i cinque trovano alcune tracce, e istigati da McNee si convincono di procedere. Quando tutti sembrano vicini a scoprire la grotta del mostro, si viene a scoprire che Tom è uno show-man alla ricerca di fama mondiale, e che loro fanno tutti parte di un programma televisivo compreso Shelley. Mentre la tensione nel gruppo aumenta e gli scienziati si dividono dagli inglesi. Ma se oramai credevano che la leggenda del mostro fosse solo uno scherzo, l’orrore inizia a trasalire, infatti i due gruppi distinti si vedono circondati da una bestia apparentemente invulnerabile e sulle loro tracce.

Analisi

Come detto, il film risente degli stereotipi dell’epoca.
Le ambientazioni risentono della ristrettezza di mezzi (per lo più ricostruite in studio, come si usava ancora in quegli anni).
Occorre però dare merito a questo film del fatto che, pur nella povertà di mezzi che si addice ad un prodotto allora considerato di serie come il film di SF / Horror, di essere stata una delle prime, se non la prima, a narrare del famoso quanto misterioso Yeti, conosciuto anche come l’Uomo delle Nevi.
Pur basandosi essenzialmente sul “Mostro”di turno, il protagonista del titolo non compare quasi mai, ma quello che superficialmente potrebbe apparire come un difetto finisce per poter essere considerato un pregio della pellicola.
Il Mostruoso Uomo delle NeviLa storia infatti è costruita, e bene, attorno al mistero che avvolge questa famigerata figura, alla tensione che la sua presenza provoca nei protagonisti ed alla suspense che contraddistingue le scene clou.
Il volto dell’Uomo delle Nevi viene mostrato solo nel finale, mentre nel corso della pellicola il personaggio è “presente” i modi diversi, differenti ed intelligenti escamotage come suoni o rumori particolari, ombre, sagome, orme, inquadrature parziali degli arti.
il film non è costruito principalmente sull’azione ma più sui personaggi e la loro psicologia, mettendo in risalto, in particolare, il contrasto tra la personalità del personaggio di Cushing, il dottor Rollanson, dai sani principi morali e quello del dottor Tom Friend, interpretato da Forrest Tucker, avido, bugiardo e dal fare truffaldino.
Il messaggio finale della pellicola sottolinea il peso che può avere la mano dell’uomo sull’ambiente, sull’esistenza di altre razze, cercando di mettere l’accento sulla possibilità che l’uomo ha per evitarlo. La pellicola esplora le conseguenze negative della avidità dell’uomo su ciò che lo circonda oltre che sui rapporti con i suoi simili.

Locandina in lingua originale
Locandina in lingua originale

Curiosità

La sceneggiatura adatta per il grande schermo The Creature, una piece drammatica sempre scritto da lui, per la BBC Television in cui si narra la turbolenta avventura verso l’ignoto di un antropologo inglese attraverso le Himalaya alla ricerca dell’abominevole uomo delle nevi.
La lavorazione si è svolta quasi interamente in Inghilterra, presso i Bray Studios (Berkshire) e Pinewood Studios (Londra) per le sequenze addizionali.
Le scene che ritraggono l’ Himalaya sono in realtà i monti Pirenei della parte francese, scelti ovviamente per motivi di natura economica.

Una scena del film
Una scena del film

Voto

4 su 6 (molto interessante e convincente)

(Multi)media

Il trailer del film:

Link esterni

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