la narrazione a fumetti parte 1

La tecnica di narrazione dei fumetti ha caratteristiche sue proprie, che solo in parte sono vicine a quelle degli altri media, cinema in primis. Infatti, anche se la struttura è vicina a quella del cinema, tanto che in entrambi i casi si parla di inquadratura, tagli, sequenze e piani america vari, il fumetto ha una sua caratteristica propria, o meglio una sua mancanza: il movimento. Dov’è infatti il movimento? Le immagini sono fisse, il movimento pertanto può essere solo “suggerito” e sta al lettore dover “completare” le indicazioni del disegno fisso con il movimento supposto.
Quali sono gli elementi che suggeriscono il movimento? Innanzitutto, il primo indicatore è la posizione del corpo. Un corpo in una posizione instabile, infatti,  suggerisce movimento nel momento in cui suggerisce che il corpo, non potendo rimanere nella posizione in cui è disegnato, deve muoversi. Ma è fondamentale la collaborazione del lettore. Questi deve individuare la posizione, inserirla in una sequenza di movimenti (di cui la posizione disegnata è una fase intermedia) ed individuarne il movimento e soprattutto la destinazione. La collaborazione è fondamentale, tanto che, mentre inizialmente il movimento veniva suggerito con delle linee disposte parallelamente al movimento che deve essere suggerito al lettore, con il passare del tempo le linee di movimento sono andate “dissolvendosi”, sostituite da soluzioni differenti (ad esempio, la ripetizione dell’immagine in
posizioni successive).

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