COMIXLOGIA puntata 2: Martin Mystere uno e trino (?)

Copertina del primo numero
Copertina del primo numero, ora in edicola
Martin Mystere, a colori, rivisitato e con un look e un concept adatto agli anni ’10?
Martin Mystere – le nuove avventure a colori è una miniserie di 12 numeri, a colori, che ha preso avvio dal mese di novembre. Già dalla grafica si comprende quale sia il concept della miniserie. La copertina occhieggia alla prima copertina del Mystere originale, con Mystere frontale che punta qualcosa (nell’originale il murchadna, qui sostituito dall’elmo di Scipio), da cui promanano raggi concentrici, mentre un nemico (un Uomo in nero nell’originale, qui uno dei cavalieri del XSPOILERX) lo affronta.

Una vignetta del primo numero
Una vignetta del primo numero

La storia si presenta sicuramente in modo nuovo, anche se gli autori, i non meglio definiti “Mysteriani”, qualche “inside joke” e qualche rimando, o citazione o strizzatina d’occhio alla sede madre lo fanno.
Di certo si sente la mancanza di Java, evidentemente ritenuto fuori contesto, sostituito da un più prosaico, realistico e “linguisticamente comprensibile” amico/guardaspalle, tale Max.

La nuova
La nuova “spalla” di Mystere al volante di una Ferrari

Tuttavia, la forte contrazione della logorrea (evidentemente in parte dovuta all’avanzare dell’età) del nuovo Martin, non solo più giovane ma anche più rapido e un po’ meno “politically correct” del suo più vecchio alter ego (non esita a trafugare un xSPOILERx dalla casa fortezza di un ricco collezionista che, comunque, non lo ha avuto in modo molto “legale”), a tutto vantaggio dell’azione e di uno scorrimento da telefilm appunto “d’azione”, è certo una variazione importante, anche perché se gli spiegnoi non scompaiono, vengono però ricondotti ad una velocità di lettura “moderna”, più frenetica nel ritmo.

Il hiovo Sergej Orloff, senza maschera e cappa, come nelle ultime storie della serie regolare, e senza murchadna, cui comunque accenna
Il hiovo Sergej Orloff, senza maschera e cappa, come nelle ultime storie della serie regolare, e senza murchadna, cui comunque accenna

Oltre agli immancabili Sergej Orloff e Diana Lombard, compaiono altri personaggi, come la curatrice del museo e sua consigliera Arianna Doria, capo di Diana. Il senso di dejavu non si accende comunque mai e la storia, come nella tradizione del BVZM, trasborda le coloratissime 98 pagine del l’albo per collegarsi all’albo successivo, la cui cover si vede in quarta di copertina (e non sembra affatto rassicurante, per il nostro BNZM, ovvero Buon Nuovo Zio Marty).

Arianna Doria, la curatrice museale amica di Mystere
Arianna Doria, la curatrice museale amica di Mystere

La storia scorre via con piacere e anche i colpi di scena sono ben miscelati e preparati accuratamente, sapienza antica non sempre tarsmessa alle nuove generazioni di scrittori (o registi, se è per questo), rispettando di fatto la politica della serie originale, molto attenta a costruire una narrazione scorrevole ma comprensibile e (almeno nelle intenzioni) senza falle nella scenegiatura.
La colorazione è l’aspetto innovativo, anche perché, in questa soluzione, a differenza di porgetti come Orfani o gli albi a colori tradizionali della Bonelli, si è scelto un set di colori che strizzano l’occhio alla BD, quasi a voler sottolineare non tanto lo stacco dal Martin Mystere tradizionalista e bianco e nero, quasi un avvicinamento a quei lettori che privilegiano le soluzioni narrative d’Oltralpe. Bene i disegni del poco mysteriano Fabio Piacentini.
Un buon inizio, decisamente.

L'apparizione di Diana Lombard
L’apparizione di Diana Lombard

Voto 6/6

Link esterni:
Il video di presentazione della nuova serie realizzato dalla Bonelli

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