La Ciminiera 2008

Iniziamo a pubblicare su questo blog le annate passate della rivista.
Ecco il numero 1 dell’anno 2008, uno speciale dedicato al mondo dei frattali e ai loro infiniti collegamenti.
Gli articoli sono di Raoul Elia, Anna Alfieri e Loredana Gimigliano. In chiusura della rivista, un articolo su un concorso ippico a Catanzaro e alcune vignette.

Ecco il link:
Ciminiera 2008 n. 1

Odisseo n. 0 è qui!!!

cover di Odisseo n. 0
cover di Odisseo n. 0
L’associazione di volontariato culturale Centro Studi Bruttium di Catanzaro, da sempre impegnata nella divulgazione delle nuove ricerche scientifiche, sempre in cerca di nuove soluzioni per diffondere cultura, ha deciso di varare una testata a carattere culturale in cui pubblicare le ricerche scientifiche che da tempo arrivano in redazione e che non hanno avuto adeguata collocazione nella rivista associativa “la Ciminiera”. Il nome della nuova testata di divulgazione scientifica è Odisseo, come l’eroe omerico, perché la testata si pone come lungo viaggio nei meandri della storia, dell’archeologia, delle scienze, alla ricerca delle nuove conoscenze, delle ricerche più avanzate. Una rivista a carattere fortemente scientifico, come testimonia anche il n. 0, che pubblica per la prima volta online gli Atti del Convegno Calabria antica ed Egitto, realizzato dall’associazione ADA nel 2004 e mai pubblicati online.
Per leggere gli articoli e scaricare la rivista, puoi andare alla pagina relativa
ODISSEO n. 0
oppure sul sito dell’associazione, centrostudibruttium.org

La Ciminiera n. 1 2011

cover della rivista la Ciminiera ano 2011 n. 1
cover della rivista la Ciminiera ano 2011 n. 1

La Ciminiera, la rivista associativa dell’associazione di volontariato culturale Centro Studi Bruttium, ogni anno si rinnova puntando a garantire informazione, ricerca, sperimentazione e nuove possibilità per ampliare la propria sfera di diffusione e farsi conoscere attraverso nuovi media, sicura che i suoi contenuti siano importanti e utili per un numero elevato di persone. Il numero 1 dell’anno 2011 presenta un menu variegato. Si apre con l’ultima puntata del serial articolo ab Urbe condita di Raoul Elia, che finalmente conclude la sua corsa esaminando gli eventi immediatamente precedenti e successivi alla nascita di Catanzaro nel contesto storico della Calabria del X secolo d. C. Si prosegue poi con un interessantissimo articolo dell’archeologo Roberto Murgano sulla medicina nell’Antico Egitto, i metodi di cura e il rapporto fra medicina e religione. Il terzo articolo riguarda le nuove scoperte delle neuroscienze, in particolare il rapporto fra l’amigdala e la memoria delle esperienze traumatiche, curato da Loredana Gimigliano. Chiudono il numero del 2011 le consuete storie di fantasmi calabresi, raccontate da Raoul Elia, che, questa volta, riguardano un palazzo storico della città di Catanzaro: palazzo Alemanni. Buona lettura a tutti
I link per leggere gli articoli o scaricare la rivista sono nella pagina relativa, cioè qui

Cultura della politica, politica della cultura 3

Facciamo un esempio: la raccolta differenziata. E’ noto a tutti che l’Italia non riuscirà a mantenere gli impegni in materia di raccolta differenziata. Meno noto è che esiste un divario abissale fra aree regionali, ma anche fra province e comuni. Da cosa è dettato questo divario? Sicuramente una parte importante del fallimento o del successo è legata alla strategia adottata da enti locali e territoriali. Le esperienze vincenti, pur se variegate nelle strategie, convergono nel puntare chiaramente al coinvolgimento attivo della popolazione.

Politica della cultura, cultura della politica 2

Gli operatori del settore politico dovrebbero cercare di impostare la loro azione politica ad un semplice principio: lavorare con e per la popolazione. Cerchiamo di capire cosa vuol dire questo principio: lavorare per il popolo dovrebbe essere abbastanza chiaro, ma nepatleremo in seguito. In questa fase, ci interessa piuttosto chiarire cosa vuol dire CON il popolo.
Chi governa dovrebbe sempre tenere presente la popolazione, certo, ma come? Soprattutto nelle questioni sensibili, il rapporto con la popolazione è delicato ed importante. Non è solo l’appoggio passivo, spesso ottenuto con la manipolazione delle informazioni, ma la convergenza di interessi che porta governanti e governati ad agire in sincronia. E questa è una strada difficile da seguire…

Politica della cultura, cultura della politica

Le elezioni amministrative di primavera sono l’occasione per cambiare le regole della politica. Sarebbe ora di pensare a come risolvere i problemi reali della popolazione che si intende amministrare per i prossimi anni. Su queste pagine vorremmo dare qualche suggerimento a coloro che si sono calati nell’agone politico, per impostare una campagna politica orientata veramente ai bisogni degli elettori.

(In)sanità calabrese 2

In data 10/03/2012, leggiamo: «I servizi di accettazione e pronto soccorso degli ospedali calabresi sono da settimane al centro della preoccupata attenzione dell’opinione pubblica a causa delle lunghe attese e degli inenarrabili disagi cui sono sottoposti i cittadini, situazione che è culminata in veri e propri scontri con i medici che, con grandi sacrifici, cercano di far fronte alla difficile situazione». Lo afferma in una nota della sezione calabrese del Sindacato medici italiani. Il che è già abbastanza grave. Ma, sempre secondo lo Smi, questo è solo l’inizio: «si tratta dei primi effetti, destinati ad aggravarsi nei prossimi mesi delle misure del Piano di Rientro [avviato dalla Regione Calabria, NdR] basato esclusivamente sui tagli ai servizi sanitari, sulla contrazione del personale medico e infermieristico e sulla massiccia riduzione dei posti letto». Ora fermiamoci e riflettiamo un po’. La sanità calabrese è in crisi, non ci sono soldi, gli ospedali sono vecchie fatiscenti, le attrezzature anche ecc. ecc. Non è la prima volta che il problema si presenta. La sanità in Calabria è sempre stata in situazioni pessime, per cui, evitando le facili cassandre, sarebbe il caso di mettersi davanti a dun tavolo e lavorare per ridurre il deficit, ma seriamente. Seriamente. Occorre affrontare il problema partendo da una considerazione semplice quanto disattesa da tutti: al centro del problema c’è il cittadino. Non i medici, i posti letto, gli infermieri, le ambulanze ecc…, ma il cittadino, per di più in condizioni difficili, dato che, almeno è ragionevole crederlo, un cittadino non si reca all’ospedale perché non sa come passare il tempo. Il piano di rientro va quindi pensato in modo da ridurre i costi, certo, ma non i servizi. Toccare i servizi (meno posti-letto, ticket più alti, prestazioni gratuite ridotte, tempi di attesa amplificati) non funziona, lo si è visto. E, in più, finisce per essere controproducente. Cosa direste se questa storiella che vi racconto fosse vera? Un paziente affetto da disturbi psicologici lievi, dopo aver atteso a lungo per un posto in un ospedale calabrese, veniva dirottato al nosocomio più vicino con posti disponibili: l’ospedale di Palermo (!!!). Il paziente veniva quindi condotto in sede (da Catanzaro, mettiamo, a Palermo) in autoambulanza (quindi benzina, usura, ecc…), accompagnato da un medico, un autista, un paramedico (a cui devono essere pagati gli straordinari, ovviamente, e la trasferta). Il paziente viene ricoverato, poi, il giorno dopo, ripresosi dai postumi di una sbornia o qualcosa di simile, firma per essere dimesso. Ma non a Palermo, ovviamente. Così, nuovo giro dell’ambulanza (di nuovo benzina, usura ecc…) e del personale (trasferte, straordinari ecc…) per riprendere il malato “dimissionario” e riportarlo all’ospedale calabrese che lo aveva inviato a Palermo, così che possa essere dimesso. Quanto è costato tutto ciò? Davvero, e contro ogni evidenza, vorrebbero farci credere che questa è la soluzione migliore per risolvere il problema della sanità calabrese?

(In)sanità calabrese

Dato il riaprirsi delle tensioni politiche da campagna elettorale, come già fece qualche anno fa, per il CSB il dott. Antonio Anzani, già Provveditore agli studi del catanzarese, tenteremo di fornire qualche speriamo utile suggerimento a chi si appresta a scendere nell’agone della campagna elettorale. Cultura della politica,  dunque, intesa come servizio al cittadino, bene comune, amministrazione oculata ed incisiva della res communis. Iniziamo questo percorso da uno dei settori più “inguaiati” della società: la sanità.

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