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Raspberry pi parte 1: che cos’è il mini pc più economico del mondo

In pratica, il Raspberry Pi è un single-board computer, ovvero un calcolatore implementato su una sola scheda elettronica. E stato sviluppato nel Regno Unito dalla Raspberry Pi Foundation.
L’idea di base è la realizzazione di un dispositivo economico, concepito per stimolare l’insegnamento di base dell’informatica e della programmazione nelle scuole.
Raspberry Pi Foundation, organizzazione di beneficenza registrata presso la Charity Commission for England and Wales. Il suo scopo è “promuovere lo studio dell’informatica e di argomenti correlati, soprattutto a livello scolastico, e di riportare uno spirito di divertimento nell’apprendimento del computer”.
La versione attuale, uscita agli inizi del 2016, è il Raspberry 3, lanciato il 29 febbraio 2016, ed ha alcune novità: è il primo modello con CPU a 64 bit da 1.2 GHz e ben il doppio della cache L2 (512 KiB sul Pi 3 contro i 256 del Pi 2), a cui si affianca 1 GiB di RAM LPDDR2 (900 MHz).
Il nuovo modello integra anche i moduli Bluetooth (4.1 e Low Energy) e Wi-Fi 2.4 GHz 802.11n.
La Raspberry Pi Foundation diffonde ufficialmente sistemi operativi basati su GNU/Linux, fra cui Raspbian (derivata a Debian), per gestire il raspberry. Per chi non vuole smanettare sul terminale (Osx) o sulla shell (Linux), esiste anche NOOBS, un installatore semplificato per sistemi operativi compatibili con il raspberry.
Esistono poi distribuzioni per l’utilizzo del Raspberry Pi come Media Center, basate per lo più su Kodi: OpenELEC, XBian e OSMC.
Inoltre, esistono diversi software di programmazione per il raspberry.
Ad esempio, il software open source Aseba per la programmazione di robot è disponibile su Raspberry PI. Utilizzando il Raspberry PI in unione con Aseba e il robot Thymio II (sviluppato nell’ambito del programma NCCR Robotics dalla collaborazione tra l’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) e l’Ecole Cantonale d’Art de Lausanne (écal)), infatti, è possibile creare, a costi veramente contenuti, un vero e proprio laboratorio didattico di Robotica.
Mojang e 4J Studios stanno sviluppando una versione di Minecraft per questa piattaforma.

Android e PC parte 1: MaruOs

Il futuro dei PC?
Il futuro dei PC?
Da tempo circolano voci sulla possibilità di utilizzare android su pc come sistema operativo. Di certo, l’integrazione con l’ecosistema di google (Drive, Presentazioni, Fogli, Documenti, Foto, Youtube, Keep ecc…) e con le app del Google app store renderebbe il sistema molto funzinale. Tuttavia, i tentativi di realizzare un computer con sistema android sono epr lo più naufragati o immersi nelle difficoltà di progettazione. Vediamo con questa serie di articoli le soluzioni più funzionali e il loro stato di sviluppo. Cominciamo con iol progetto MaruOs.
Maru OS è una Custom ROM, ovvero una versione del sistema operativo più completa, con funzionalità in più e personalizzazione e fluidità maggiore della ROM (una tipologia di memoria informatica non volatile in cui i dati sono memorizzati tramite collegamenti elettronici fisici e stabili) venduta con il telefono, che fonde elementi di Android con particolari propri di un ambiente di lavoro Debian Linux: cioè permette di proiettare il sistema operativo dello smartphone su un monitor esterno, mantenendo al contempo lo smartphone indipendente e connesso (le immagini sul device sonoo disponibili anche sullo schermo connesso, per esempio). Dal 26 agosto 2016 il progetto è divenuto open source (cioè aperto per essere modificato da altri) ed ha un nutrito gruppo di fan/collaboratori.
Detto questo, ci sono delle perplessità.
Innanzitutto, la natura stessa del progetto ne limita le possibilità ad una sola marca di smartphone. Inoltre, nonostante Maru OS sia indipendente dal desktop a cui è connesso, ne rimane comunque collegato ed al momento dello spegnimento dello schermo anche l’ambiente di lavoro esterno si disattiverà; la Custom ROM impone poi un sistema operativo privo delle Google App e di Google Play – nonostante sia comunque possibile procedere alla sua installazione. Le applicazioni presenti sono poche ma comunque funzionali: l’ultimo update ha introdotto GIMP per le immagini scalari (bmp, jpg, gif), Scratch (lingaggio di programmazione per scuole), Inkscape (immagini vettoriali) e persino una modalità di registrazione ed editing di video con OpenShot.
Chissà, potrebbe la soluzione del futuro.