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Raspberry pi parte 5: un po’ di programmazione

Salve e bentornati.
Fino ad ora, abbiamo presentato il minipc Raspberry, visto le sue potenzialità e imparato ad attivarlo e collegarlo ad un monitor, il tutto senza una riga di codice.
Oggi però voglio parlare di qualche conoscenza che potrebbe essere opportuna ed utile a tutti.
Può capitare, infatti, di utilizzare il raspberry collegandolo, ad esempio, al televisore o al modem, il che potrebbe rendere difficoltoso il collegamento e l’uso di tastiera e mouse. Si può ovviare utilizzando un mouse e una tastiera bluetooth, o una minitastiera wifi con connettore esterno, ma con o senza cavi risulta poco pratico. In tutti quei casi in cui può essere utile una soluzione più “funzionale”, suggerisco di comandare il raspberry direttamente da un pc.

Esistono due possibilità.
Si può comandare il raspberry da linea di comando, senza interfaccia grafica, cioè, oppure con interfaccia grafica. E’ molto utile e non particolarmente complesso, ma bisognerà utilizzare un po’ di codice.

Soluzione 1: linea di terminale
Per controllare la singleboard, occorre avviare un tunnel ssh. Il server SSH è già presente sui sistemi operativi Apple e Linux, entrambi Unix-based, mentre su Windows occorre scaricare una applicazione apposita, Putty, gratuita ovviamente.
Oggi vedremo la procedura per sistemi Unix, rimannando alla prossima volta quella con Putty e Windows.
Per accedere al Raspberry occorrerà innanzitutto avviarlo.
Una volta avviato, occorrerà lanciare da Raspberry il terminale, quindi scrivere

ipconfig
Questo comando ci permetterà di vedere l’IP, ovvero l’indirizzo con cui il raspi si è collegato alla rete domestica creata dal nostro modem.
Ora occorre attivare il server ssh che, di norma, è disattivato. Ritorniamo al terminale e digitiamo

sudo raspi-config

Questo comando apre il menu di configurazione del Raspberry.
Mi soffermo un po’ sul comando sudo perché è molto importante e potenzialmente pericoloso. Infatti, i computer Unix hanno un sistema di utenti che consente differenti tipologie di accessi e di privilegi di scrittura e lettura. sudo consente di operare con privilegi di amministratore, a prescindere da quale tipologia di utente si sta usando.
Altra precisazione: l’IP ovviamente si può scoprire anche utilizzando un altro pc, attraverso la pagina web del modem, di solito all’indirizzo 192.168.1.1.
L’IP è fondamentale perché, una volta installato il server ssh, per accedere da remoto al raspberry (ovvero dal computer Windows, Linux o Mac che si sta usando) sarà necessario riportarlo nel codice.
Ma torniamo al config. Si aprirà una schermata in blu e giallo con delle opzioni. Selezionate Advanced Option (opzioni avanzate) e premete invio. Nel menù delle opzioni avanzate individuate ssh server e attivatelo. Se viene richiesta un riavvio del sistema, fatelo pure; al riavvio, il server ssh sarà istallato e pronto all’uso.
Ora spostiamoci sul pc Unix-based, e lanciamo la linea di comando. Da Mac, lanciare in alto a sinistra ricerca Spotlight

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e digitare “terminale”.

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Premere invio, comparirà una schermata come la seguente (non fate caso alle icone sparse, sono disordinato).

Nella shell di Terminale scrivete
ssh pi@IP con,, al posto di IP il numero (ad esempio 192.168.1.189) assegnato al vostro raspi e che avete recuperato prima.

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Il server vi chiederà la password per conferma due volte, dopodiché potrete operare dal vostro terminale per lanciare applicazioni, chiuderle ecc… Stessa procedura per Linux, anche se il terminale qui dipende dalla distribuzione installata (ad esempio, su Linux Mint ho utilizzato LXTerminal).
Pe oggi è tutto, gente.
Alla prossima, con la versione Windows.