Raspberry Pi stagione 4 puntata 8: Pi Imager

Benritrovati.
Prima puntata della rubrica sul Raspberry Pi dopo parecchio tempo, disguido, di cui mi scuso, causato dal lavoro, e prima puntata “in quarantena”.
Oggi parliamo di un sistema più rapido per installare il sistema operativo sulla MicroSD, creato dalla Fondazione Rapsberri Pi: Pi Imager.


Diciamocelo, programmare le schede microSD, a prescindere da quale sistema operativo si voglia montare sul Raspberry Pi, è sempre stato un po’ complicato.
Il problema principale, in realtà, è collegato non al sistema operativo da installare sulla MicroSD, ma il sistema operativo utilizzato dalle persone per installare il sistema operativo sulla scheda.
Windows, macOS e Linux, infatti, utilizzano metodi differenti per accedere alla scheda SD e scriverci su. Certo, è possibile usare programmi multi piattaforma, come Balena Etcher, ma non sempre basta.
Se poi si aggiunge il fatto che, per i neofiti, recuperare l’immagine aggiornata più recente è piuttosto difficile, il problema può divenire grave; per questa ragione, ad esempio, la Raspberry Foundation suggerisce di acquistare una scheda SD NOOBS precaricata dal rivenditore autorizzato Raspberry Pi.
Ma, se si vuole fare per conto proprio, si può incorrere in errori importanti.
Ora però la fondazione dietro al Raspberry Pi ha realizzato un software che dovrebbe ridurre notevolmente queste difficoltà: Pi Imager.

Schermata iniziale di Pi Imager
Schermata iniziale di Pi Imager

L’utilità è semplice da usare e super veloce, grazie ad alcune scorciatoie introdotte nella procedura.
Innanzitutto, Raspberry Pi Imager scarica un file .JSON dal nostro sito Web con un elenco di tutte le opzioni di download correnti, assicurando così l’installazione della versione più aggiornata.
Dopo aver selezionato un sistema operativo tra le opzioni disponibili, l’utility legge il file direttamente dal sito della Raspberry Pi Foundation e lo scrive direttamente sulla scheda SD, il che accelera notevolmente il processo rispetto agli standard di installazione tradizionale, ovvero lettura dal sito Web, scrittura in un file sul disco rigido e lettura dal disco rigido e scrittura su MicroSD.

Durante questo processo, Raspberry Pi Imager memorizza anche nella cache l’immagine del sistema operativo scaricato, vale a dire che salva una copia locale sul computer, in modo da poter programmare ulteriori schede SD senza dover scaricare di nuovo il file.


Raspberry Pi Imager è completamente open source ed è stato originariamente scritto come fork di PiBakery, già presentato su queste pagine, successivamente modificato e rifinito da Floris Bos, l’autore dello strumento di installazione precedente, NOOBS, e dell’utility PiServer.

Raspberry Pi Imager si può scaricare dalla pagina di download sul sito della fondazione, all’indirizzo https://www.raspberrypi.org/downloads/.

E per oggi è tutto.
Alla prossima…

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