FUTUROPASSATO – RASSEGNA DI CINEMA DI FANTASCIENZA DELL’ETA’ DELL’ORO PUNTATA 165 Luna zero due (1969)

Ben ritrovati, amanti della fantascienza dell’età analogica.
Oggi parliamo di quello che, in buona sostanza, è quasi certamente il primo fanta-western della storia del cinema: Luna zero due (1960).

La locandina del film
La locandina del film

La sched(in)a

Titolo originale Moon Zero Two
Altri titoli Luna cero dos, Luna Zero Due, Banditen auf dem Mond
Lingua originale inglese
Paese di produzione Regno Unito
Anno 1969
Durata 100 min
Genere fantascienza
Regia Roy Ward Baker
Soggetto Martin Davison, Frank Hardman, Gavin Lyall
Sceneggiatura Michael Carreras
Racconto originale Gavin Hall, Frank Hardman e Martin Davinson
Produttore esecutivo Michael Carreras
Casa di produzione Hammer Film Productions
Fotografia Paul Beeson
Montaggio Spencer Reeve
Effetti speciali Les Bowie
Musiche Don Ellis

Catherine Schell
Catherine Schell

Il cast

James Olson: Bill Kemp
Catherine Schell: Clementine Taplin
Warren Mitchell: J. J. Hubbard
Adrienne Corri: Elizabeth Murphy
Ori Levy: Korminski
Dudley Foster: Whitsun
Bernard Bresslaw: Harry
Neil McCallum: capitano spaziale
Carol Cleveland: hostess

Locandina italiana
Locandina italiana

Un po’ di storia

Nell’anno 2021 la Luna è in procinto di essere colonizzata e questa nuova frontiera sta attirando un gruppo eterogeneo di persone in insediamenti come Luna City, Farside 5 e altri.

Due degli abitanti di questa rozza e tumultuosa società lunare sono il famigerato milionario J.J. Hubbard e l’ex astronauta Bill Kemp, divenuto un semplice ricuperatore di satelliti di comunicazione che vanno in avaria nell’orbita lunare. Primo uomo a mettere piede su Marte, il capitano Kemp ha abbandonato l’azienda spaziale perché vuole darsi all’esplorazione dello spazio, mentre al suo ex datore di lavoro interessa solo fare voli commerciali con passeggeri verso le colonie di Marte e Venere (la prima missione umana su Mercurio non è ancora stato condotta poiché non vi è alcun interesse finanziario convincente).

Quando Hubbard sente di un piccolo asteroide di 6000 tonnellate in puro zaffiro orbitante vicino alla Luna, assolda Kemp per catturarlo utilizzando la scalcinata navicella Luna 02 di Kemp e portarlo verso il lato oscuro della Luna, anche se sarebbe contro la legge. Kemp, ad ogni modo, ha poca scelta da quando ha appreso che la sua licenza di volo presto verrà revocata a causa di proteste da parte dell’azienda spaziale. Hubbard rivela anche che ha intenzione di utilizzare lo zaffiro come isolante termico per un motore a razzo; in tal modo potrebbe costruire razzi più potenti in grado di colonizzare finalmente anche Mercurio e le lune di Giove, a scopo di lucro.

Kemp raggiunge il prezioso asteroide e vi installa tre motori per deviarne il percorso verso il punto prestabilito. Poi, in attesa dell’arrivo del carico, accetta di accompagnare la giovane Clementine Taplin in cerca di suo fratello, un minatore che lavora in una lontana concessione lunare nel cratere Spectacle nel lato oscuro senza dare più notizie di sé. Il viaggio da Luna City richiederebbe ben sei giorni con un veicolo lunare di superficie, ma dal momento che il capitano Kemp potrebbe giungere lì in 20 minuti col Luna 02, la donna lo convince a cercare di capire se il fratello è ancora vivo. In tal modo Kemp apprende più di quanto vorrebbe su alcuni piani di Hubbard: scopre che il minatore è stato eliminato perché si trovava proprio nell’area di caduta dell’asteroide, e che loro ormai sanno troppo per il perfido magnate.

Analisi

Il film è accreditato come primo ibrido fra fantascienza e western ed è proprio impossibile dargli torto: c’è tutto il western tradizonale, completo di scazzottata al saloon (qui un bar con una strana forma di antigravità), il duello alla pistola, lo sceriffo, la concesionemmineraria, la bella in pericolo, il crudele e ambizioso proprietario terriero e l’eroe solitario e vendicativo. Detto questo, è il ritmo a mancare. La storia sis viluppa lentamente per due terzi, subendo un’accellerazione solo a partire dall’agguato subito dai due protagonisti nell’area della concessione del fratello del personaggio femminile principale.
Comuqnue la recitazione appare per lo più stanca e svogliata, tranne le due donne, Catherine Schell e Adrienne Corri (la donna in rosso aggredita dal gruppo di stupratori in Arancia Meccanica), molto in palla.
Accanto al legnoso ed inespressivo Olson, fanno sicuramente miglior figura, soprattutto, nel ruolo della spaesata Clementine, la graziosa Catherine Schell (una delle ragazze che il perfido Blofeld voleva trasformare in bombe batteriologiche nel film Agente 007 – Al servizio segreto di Sua Maestà), che avrebbe poco più tardi raggiunto la notorietà interpretando il personaggio di Maya, l’aliena mutaforma di Spazio 1999 (altro serial Tv degli Anderson).
Abbastanza ridicolo lo scontro al bar a gravità zero, che consiste, sostanzialmente, in una scena al rallentatore con suoni acidi. Meglio sicuramente l’agguato alla concessione mineraria, sebbene anch’esso risulti lento (ma sarà colpa delle tute spaziali…).

Recensioni

«Definito da alcuni come il primo “western spaziale”, questo film è un’opera di poche pretese, scritta e realizzata con molta approssimazione e qualche debole ironia, forse involontaria.
Ambientazioni, scenari, costumi, effetti speciali ed apparati tecnologici somigliano in modo davvero sospetto ai loro rispettivi omologhi del serial televisivo UFO, la cui realizzazione da parte dei coniugi Anderson è di quello stesso anno, e la loro assoluta modestia li colloca lustri addietro nell’impietoso confronto con l’ancor oggi stupefacente perfezione di quelli del contemporaneo 2001: Odissea nello spazio» (Fantafilm).

Curiosità

Il film ebbe ricavi molto scarsi al botteghino, ottenendo una certa notorietà dopo essere stato presentato in uno dei primi episodi della serie tv Mystery Science Theater 3000 nel 1990.
La sigla iniziale, realizzata in animazione, è una parodia comica della “corsa allo spazio” tra USA e URSS, allora in corso.
Gli effetti visivi speciali del film sono stati ideati da un team guidato dall’artista veterano degli effetti visivi Les Bowie, che lavorò a numerose produzioni della Hammer e a diverse produzioni britanniche di fantascienza notevoli.
Tra le decorazioni del set vi sono alcuni esemplari della famosa sedia Palla (o Globo) ideata nel 1966 dal designer finlandese Eero Aarnio.Il film fu distribuito tre mesi dopo l’allunaggio.

Voto

voto 2,5 di 5 (trovate un po’ assurde, un po’ scontate. Si può vedere, con pazienza)

Alcuni costumi di scena

multimedia

Il trailer (in inglese)

Il film in inglese

La sigla animata

Link esterni

La scheda di Luna zero due (1969) da Wikipedia
La scheda di Luna zero due (1969) da IMDB.com
La scheda di Luna zero due (1969) da AllMovie
La scheda di Luna zero due (1969) da Fantafilm

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